
Il Ministero federale dell'Interno tedesco ha prorogato silenziosamente i controlli a campione reintrodotti a settembre 2024 su tutti e nove i confini terrestri del Paese, pubblicando un avviso nella Gazzetta Federale il 29 dicembre. Con questa estensione, i controlli d’identità alle frontiere con Austria, Repubblica Ceca, Polonia, Danimarca, Paesi Bassi, Lussemburgo, Francia e Svizzera proseguiranno almeno fino al 15 marzo 2026, il periodo più lungo consentito dal vigente Codice delle frontiere Schengen senza una deroga specifica della Commissione Europea.
Per i viaggiatori ciò significa che le pattuglie di polizia possono fermare qualsiasi auto, autobus o treno per richiedere passaporto o carta d’identità nazionale, prova di residenza, documenti di alloggio e, per i cittadini extra-UE, dimostrazione di mezzi finanziari. Gli autotrasportatori segnalano che i controlli a campione aggiungono in media 15-45 minuti ai tempi di attraversamento, ma i ritardi possono aumentare rapidamente in caso di traffico intenso o ispezioni secondarie. Le ferrovie Deutsche Bahn e ÖBB hanno confermato che squadre mobili salgono sui treni a lunga percorrenza alla prima stazione tedesca per verificare i documenti, trattenendo talvolta interi vagoni durante l’interrogatorio dei passeggeri.
Il ministero sostiene che i controlli restano fondamentali per contenere l’immigrazione irregolare e smantellare le reti di trafficanti di esseri umani. La ministra dell’Interno Nancy Faeser ha citato un calo del 25% anno su anno degli ingressi illegali rilevati (vedi articolo dedicato) come prova dell’efficacia della misura. I critici invece accusano la Germania di allungare la definizione di “temporaneo” e di minare l’area Schengen senza passaporti proprio nel momento in cui i viaggi d’affari e i pendolari transfrontalieri stanno riprendendo.
I responsabili della mobilità aziendale devono tenere conto dei controlli nella pianificazione dei viaggi, soprattutto per missioni urgenti che coinvolgono merci o tecnici specializzati in transito su strada. Mentre i cittadini UE necessitano solo della carta d’identità, i lavoratori extra-UE dovrebbero portare passaporto, permesso di soggiorno e copie delle lettere di incarico per evitare controlli secondari. Si consiglia inoltre di informare gli autisti dei bus navetta che raccolgono pendolari dai Paesi vicini sull’eventualità di controlli a campione e sull’importanza di avere i registri passeggeri a bordo.
La proroga coincide con il lancio previsto in primavera dall’UE del Sistema di Entrata/Uscita (EES). A meno che Bruxelles non conceda un’ulteriore deroga, la Germania dovrà decidere entro metà marzo se terminare i controlli, richiedere un’ulteriore proroga di sei mesi o negoziare con la Commissione un percorso alternativo di conformità.
Per i viaggiatori ciò significa che le pattuglie di polizia possono fermare qualsiasi auto, autobus o treno per richiedere passaporto o carta d’identità nazionale, prova di residenza, documenti di alloggio e, per i cittadini extra-UE, dimostrazione di mezzi finanziari. Gli autotrasportatori segnalano che i controlli a campione aggiungono in media 15-45 minuti ai tempi di attraversamento, ma i ritardi possono aumentare rapidamente in caso di traffico intenso o ispezioni secondarie. Le ferrovie Deutsche Bahn e ÖBB hanno confermato che squadre mobili salgono sui treni a lunga percorrenza alla prima stazione tedesca per verificare i documenti, trattenendo talvolta interi vagoni durante l’interrogatorio dei passeggeri.
Il ministero sostiene che i controlli restano fondamentali per contenere l’immigrazione irregolare e smantellare le reti di trafficanti di esseri umani. La ministra dell’Interno Nancy Faeser ha citato un calo del 25% anno su anno degli ingressi illegali rilevati (vedi articolo dedicato) come prova dell’efficacia della misura. I critici invece accusano la Germania di allungare la definizione di “temporaneo” e di minare l’area Schengen senza passaporti proprio nel momento in cui i viaggi d’affari e i pendolari transfrontalieri stanno riprendendo.
I responsabili della mobilità aziendale devono tenere conto dei controlli nella pianificazione dei viaggi, soprattutto per missioni urgenti che coinvolgono merci o tecnici specializzati in transito su strada. Mentre i cittadini UE necessitano solo della carta d’identità, i lavoratori extra-UE dovrebbero portare passaporto, permesso di soggiorno e copie delle lettere di incarico per evitare controlli secondari. Si consiglia inoltre di informare gli autisti dei bus navetta che raccolgono pendolari dai Paesi vicini sull’eventualità di controlli a campione e sull’importanza di avere i registri passeggeri a bordo.
La proroga coincide con il lancio previsto in primavera dall’UE del Sistema di Entrata/Uscita (EES). A meno che Bruxelles non conceda un’ulteriore deroga, la Germania dovrà decidere entro metà marzo se terminare i controlli, richiedere un’ulteriore proroga di sei mesi o negoziare con la Commissione un percorso alternativo di conformità.
Fonte: VisaHQ Global Mobility News
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