
Quel che avrebbe dovuto essere un tranquillo periodo di viaggi post-natalizi si è trasformato in code di ore il 30 dicembre, quando gli aeroporti di Francoforte-Main e Monaco hanno fatto passare un maggior numero di viaggiatori extra-UE attraverso i nuovi chioschi del Sistema di Entrata/Uscita (EES) dell’UE. Secondo i resoconti dei corrispondenti di VisaHQ sul posto, molti dei varchi self-service non sono riusciti a gestire i picchi di traffico, costringendo il personale a dirottare i passeggeri verso i banchi manuali, anch’essi sotto organico.
Alcuni voli feeder di Lufthansa e Air France sono partiti in ritardo, poiché i passeggeri in coincidenza sono rimasti bloccati nel collo di bottiglia. Filmati sui social mostrano file che si snodano per tutta la lunghezza del molo non-Schengen nel Terminal 1 di Francoforte, mentre al Terminal 2 di Monaco i tempi di attesa hanno superato le due ore durante l’ora di punta di mezzogiorno.
La Polizia Federale, responsabile del controllo alle frontiere, ha attribuito il problema a “malfunzionamenti di calibrazione”, dovuti a difficoltà del software nel confrontare in tempo reale le scansioni facciali live con i dati biometrici memorizzati. I tecnici hanno quindi disattivato l’impostazione di utilizzo obbligatorio e entrambi gli aeroporti hanno annunciato che ripianificheranno la fase di implementazione a gennaio.
Per i responsabili della mobilità, l’episodio rappresenta un monito a prevedere tempi di connessione più lunghi negli itinerari di inizio 2026, soprattutto per i lavoratori distaccati provenienti da paesi extra-UE che richiedono la cattura biometrica. I datori di lavoro dovrebbero consigliare ai viaggiatori di mantenere puliti i chip del passaporto e di rimuovere mascherine o copricapi con largo anticipo rispetto al varco per velocizzare le procedure.
L’episodio aumenta inoltre la pressione su Berlino affinché garantisca un incremento del personale prima del lancio completo dell’EES, ora previsto per maggio 2026 dopo diversi rinvii a livello europeo.
Alcuni voli feeder di Lufthansa e Air France sono partiti in ritardo, poiché i passeggeri in coincidenza sono rimasti bloccati nel collo di bottiglia. Filmati sui social mostrano file che si snodano per tutta la lunghezza del molo non-Schengen nel Terminal 1 di Francoforte, mentre al Terminal 2 di Monaco i tempi di attesa hanno superato le due ore durante l’ora di punta di mezzogiorno.
La Polizia Federale, responsabile del controllo alle frontiere, ha attribuito il problema a “malfunzionamenti di calibrazione”, dovuti a difficoltà del software nel confrontare in tempo reale le scansioni facciali live con i dati biometrici memorizzati. I tecnici hanno quindi disattivato l’impostazione di utilizzo obbligatorio e entrambi gli aeroporti hanno annunciato che ripianificheranno la fase di implementazione a gennaio.
Per i responsabili della mobilità, l’episodio rappresenta un monito a prevedere tempi di connessione più lunghi negli itinerari di inizio 2026, soprattutto per i lavoratori distaccati provenienti da paesi extra-UE che richiedono la cattura biometrica. I datori di lavoro dovrebbero consigliare ai viaggiatori di mantenere puliti i chip del passaporto e di rimuovere mascherine o copricapi con largo anticipo rispetto al varco per velocizzare le procedure.
L’episodio aumenta inoltre la pressione su Berlino affinché garantisca un incremento del personale prima del lancio completo dell’EES, ora previsto per maggio 2026 dopo diversi rinvii a livello europeo.
Fonte: VisaHQ Global Mobility News