
La Federal Aviation Administration (FAA) ha lasciato scadere alle 00:00 ET di domenica 4 gennaio un ampio Avviso alle Missioni Aeree (NOTAM) che aveva chiuso vaste porzioni dello spazio aereo caraibico. La chiusura era stata imposta venerdì sera dopo che gli attacchi militari statunitensi in Venezuela avevano sollevato preoccupazioni riguardo a ordigni inesplosi e interferenze radar. Durante il divieto di 18 ore, tutti gli aerei registrati negli Stati Uniti sono stati esclusi dalle regioni di informazione volo di San Juan, Maiquetía, Piarco e Curaçao, causando centinaia di deviazioni e cancellazioni nel pieno del ritorno dalle vacanze invernali. Solo JetBlue ha cancellato 215 voli; anche United, American, Delta, Spirit e Frontier hanno sospeso le operazioni.
Il Segretario ai Trasporti Sean Duffy ha dichiarato che le condizioni di sicurezza si sono “stabilizzate sufficientemente” per revocare la restrizione, ma ha avvertito che gli equipaggi devono rimanere vigili per eventuali attività militari improvvise vicino allo spazio aereo venezuelano. La FAA ha mantenuto in vigore un avviso di zona di conflitto per il Venezuela, il che significa che i dispatcher devono ancora instradare gli aerei ad almeno 100 miglia nautiche dalla costa del paese, a meno che non ottengano una deroga specifica per il rischio.
Per i responsabili della mobilità aziendale, la chiusura improvvisa ha evidenziato una vulnerabilità critica nei corridoi di viaggio della costa est, che convogliano il traffico di jet aziendali e voli a lungo raggio sopra i Caraibi. Le aziende con servizi navetta verso Porto Rico e le Isole Vergini americane hanno segnalato difficoltà nel garantire l’assistenza ai viaggiatori rimasti bloccati negli aeroporti con capacità alberghiera limitata. La società di gestione del rischio WorldAware ha sottolineato come l’episodio evidenzi la necessità di rotte alternative fuori dai settori di controllo del traffico aereo di Miami e New York.
Le compagnie aeree ora devono affrontare una ripresa che durerà diversi giorni. Aerei ed equipaggi fuori posizione devono essere riportati in sede prima che gli orari regolari si stabilizzino; gli analisti prevedono livelli elevati di cancellazioni fino a metà settimana, con un aumento dei costi di riprotezione in una stagione già di picco e costosa. Le prime stime di Airlines for America indicano un impatto economico diretto vicino ai 65 milioni di dollari, senza contare i rimborsi ai passeggeri. Anche i vettori cargo, in particolare quelli che trasportano isotopi medici da Porto Rico, hanno segnalato ritardi nelle spedizioni.
A lungo termine, i rappresentanti dell’aviazione affermano che l’incidente darà impulso agli sforzi in corso per modernizzare la distribuzione dei NOTAM e per ottenere garanzie reciproche di sorvolo nelle zone di crisi. Il Comitato Trasporti della Camera sta già pianificando audizioni per valutare se le chiusure dello spazio aereo legate a conflitti bellici debbano attivare automaticamente obblighi di tutela dei passeggeri simili alle norme sui ritardi in pista.
Il Segretario ai Trasporti Sean Duffy ha dichiarato che le condizioni di sicurezza si sono “stabilizzate sufficientemente” per revocare la restrizione, ma ha avvertito che gli equipaggi devono rimanere vigili per eventuali attività militari improvvise vicino allo spazio aereo venezuelano. La FAA ha mantenuto in vigore un avviso di zona di conflitto per il Venezuela, il che significa che i dispatcher devono ancora instradare gli aerei ad almeno 100 miglia nautiche dalla costa del paese, a meno che non ottengano una deroga specifica per il rischio.
Per i responsabili della mobilità aziendale, la chiusura improvvisa ha evidenziato una vulnerabilità critica nei corridoi di viaggio della costa est, che convogliano il traffico di jet aziendali e voli a lungo raggio sopra i Caraibi. Le aziende con servizi navetta verso Porto Rico e le Isole Vergini americane hanno segnalato difficoltà nel garantire l’assistenza ai viaggiatori rimasti bloccati negli aeroporti con capacità alberghiera limitata. La società di gestione del rischio WorldAware ha sottolineato come l’episodio evidenzi la necessità di rotte alternative fuori dai settori di controllo del traffico aereo di Miami e New York.
Le compagnie aeree ora devono affrontare una ripresa che durerà diversi giorni. Aerei ed equipaggi fuori posizione devono essere riportati in sede prima che gli orari regolari si stabilizzino; gli analisti prevedono livelli elevati di cancellazioni fino a metà settimana, con un aumento dei costi di riprotezione in una stagione già di picco e costosa. Le prime stime di Airlines for America indicano un impatto economico diretto vicino ai 65 milioni di dollari, senza contare i rimborsi ai passeggeri. Anche i vettori cargo, in particolare quelli che trasportano isotopi medici da Porto Rico, hanno segnalato ritardi nelle spedizioni.
A lungo termine, i rappresentanti dell’aviazione affermano che l’incidente darà impulso agli sforzi in corso per modernizzare la distribuzione dei NOTAM e per ottenere garanzie reciproche di sorvolo nelle zone di crisi. Il Comitato Trasporti della Camera sta già pianificando audizioni per valutare se le chiusure dello spazio aereo legate a conflitti bellici debbano attivare automaticamente obblighi di tutela dei passeggeri simili alle norme sui ritardi in pista.
Fonte: Reuters
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