
I visitatori internazionali si sono trovati sorpresi nel vedere che le guardie di frontiera francesi continuano a timbrare i passaporti nonostante l’entrata in vigore del nuovo Sistema di Entrata/Uscita (EES) dell’UE prevista per ottobre 2025. Un documento di domande e risposte pubblicato l’8 gennaio dalle autorità francesi chiarisce perché i timbri manuali resteranno in uso almeno fino al 10 aprile 2026. Sebbene i chioschi EES siano già operativi in alcuni aeroporti, il regolamento prevede un periodo di “avvio progressivo” di sei mesi durante il quale, a causa di lacune nei dati, gli agenti devono continuare a timbrare per garantire una prova legale di ingresso e uscita.
Problemi tecnici hanno rallentato l’implementazione: i chioschi a Parigi-Charles de Gaulle sono stati disattivati a causa di malfunzionamenti software, mentre i valichi marittimi di Dover e i terminal Eurotunnel non dispongono della capacità necessaria per gestire agevolmente il traffico veicolare. Secondo le norme UE, il timbro rimane obbligatorio ogni volta che i dati EES risultano incompleti.
Per i viaggiatori d’affari, questo sistema misto significa che le eventuali permanenze oltre il limite saranno valutate in base ai timbri fisici e non ai dati digitali. Le aziende dovrebbero quindi ricordare ai dipendenti non UE di verificare che il passaporto venga timbrato sia all’ingresso sia all’uscita, per evitare sanzioni per il superamento del limite Schengen fino al completo passaggio al nuovo sistema.
L’articolo sottolinea inoltre che, una volta che l’EES sarà pienamente operativo, nel quarto trimestre del 2026 entrerà in funzione il Sistema Europeo di Informazione e Autorizzazione al Viaggio (ETIAS). Le organizzazioni dovrebbero pertanto verificare fin da ora i propri sistemi di raccolta dati sui viaggiatori, per garantire la corretta riconciliazione tra registrazioni fisiche ed elettroniche durante la fase di transizione.
Le autorità di frontiera rassicurano che “non c’è nulla di cui preoccuparsi” se il passaporto viene timbrato: anzi, questo resta la prova migliore per il viaggiatore che il conteggio dei 90 giorni su 180 nel territorio Schengen è iniziato. I responsabili della mobilità dovrebbero aggiornare i materiali informativi e programmare sessioni di aggiornamento per i coordinatori dei viaggi in prima linea.
Problemi tecnici hanno rallentato l’implementazione: i chioschi a Parigi-Charles de Gaulle sono stati disattivati a causa di malfunzionamenti software, mentre i valichi marittimi di Dover e i terminal Eurotunnel non dispongono della capacità necessaria per gestire agevolmente il traffico veicolare. Secondo le norme UE, il timbro rimane obbligatorio ogni volta che i dati EES risultano incompleti.
Per i viaggiatori d’affari, questo sistema misto significa che le eventuali permanenze oltre il limite saranno valutate in base ai timbri fisici e non ai dati digitali. Le aziende dovrebbero quindi ricordare ai dipendenti non UE di verificare che il passaporto venga timbrato sia all’ingresso sia all’uscita, per evitare sanzioni per il superamento del limite Schengen fino al completo passaggio al nuovo sistema.
L’articolo sottolinea inoltre che, una volta che l’EES sarà pienamente operativo, nel quarto trimestre del 2026 entrerà in funzione il Sistema Europeo di Informazione e Autorizzazione al Viaggio (ETIAS). Le organizzazioni dovrebbero pertanto verificare fin da ora i propri sistemi di raccolta dati sui viaggiatori, per garantire la corretta riconciliazione tra registrazioni fisiche ed elettroniche durante la fase di transizione.
Le autorità di frontiera rassicurano che “non c’è nulla di cui preoccuparsi” se il passaporto viene timbrato: anzi, questo resta la prova migliore per il viaggiatore che il conteggio dei 90 giorni su 180 nel territorio Schengen è iniziato. I responsabili della mobilità dovrebbero aggiornare i materiali informativi e programmare sessioni di aggiornamento per i coordinatori dei viaggi in prima linea.
Fonte: The Connexion
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