
Una massa di neve atlantica che ha investito il nord della Francia lunedì 5 gennaio ha ricoperto le piste degli aeroporti di Parigi-Charles-de-Gaulle (CDG) e Orly, spingendo l’autorità francese per l'aviazione civile (DGAC) ad attivare il piano per condizioni meteorologiche avverse. Alle compagnie aeree è stato chiesto di cancellare il 15% dei voli programmati tra mezzogiorno e tarda serata—circa 180 movimenti—mentre le squadre di disgelo lavoravano per rimuovere il ghiaccio dai velivoli wide-body e sgomberare la neve dalle piste di rullaggio.
Le riduzioni hanno riguardato sia i voli europei a corto raggio sia le partenze a lungo raggio, costringendo vettori come Air France, easyJet e Delta a cercare slot alternativi e a riprenotare migliaia di viaggiatori business. Sebbene gli scali siano rimasti tecnicamente aperti, i rallentamenti nelle operazioni a terra hanno allungato i tempi di turnaround fino a 40 minuti, causando ritardi a catena in tutta la rete.
Dal punto di vista della mobilità, i datori di lavoro devono prevedere collegamenti mancati e slittamenti nell’inizio dei progetti di 24-48 ore. Si consiglia a HR e travel manager di attivare le politiche di “esenzione meteo”, permettendo modifiche ai biglietti senza penali, e di ricordare al personale di utilizzare i mezzi pubblici per raggiungere gli aeroporti—le autorità hanno infatti segnalato possibili code a causa delle strade ghiacciate intorno a Roissy e Orly.
L’episodio ha rappresentato anche un test sul campo dei nuovi protocolli di resilienza aeroportuale in vista del picco turistico estivo del 2026. CDG ha recentemente raddoppiato la flotta di mezzi per il disgelo e introdotto software predittivi per le operazioni a terra, ma l’accumulo di ritardi di lunedì indica che potrebbe essere necessaria ulteriore capacità, soprattutto con l’aumento della volatilità climatica.
I viaggiatori sono invitati a monitorare le app delle compagnie per opzioni di reindirizzamento via Lione o Bruxelles, mentre le aziende con merci urgenti potrebbero dover spostare le spedizioni verso Beauvais-Tillé o Lussemburgo fino al ritorno alla normalità.
Le riduzioni hanno riguardato sia i voli europei a corto raggio sia le partenze a lungo raggio, costringendo vettori come Air France, easyJet e Delta a cercare slot alternativi e a riprenotare migliaia di viaggiatori business. Sebbene gli scali siano rimasti tecnicamente aperti, i rallentamenti nelle operazioni a terra hanno allungato i tempi di turnaround fino a 40 minuti, causando ritardi a catena in tutta la rete.
Dal punto di vista della mobilità, i datori di lavoro devono prevedere collegamenti mancati e slittamenti nell’inizio dei progetti di 24-48 ore. Si consiglia a HR e travel manager di attivare le politiche di “esenzione meteo”, permettendo modifiche ai biglietti senza penali, e di ricordare al personale di utilizzare i mezzi pubblici per raggiungere gli aeroporti—le autorità hanno infatti segnalato possibili code a causa delle strade ghiacciate intorno a Roissy e Orly.
L’episodio ha rappresentato anche un test sul campo dei nuovi protocolli di resilienza aeroportuale in vista del picco turistico estivo del 2026. CDG ha recentemente raddoppiato la flotta di mezzi per il disgelo e introdotto software predittivi per le operazioni a terra, ma l’accumulo di ritardi di lunedì indica che potrebbe essere necessaria ulteriore capacità, soprattutto con l’aumento della volatilità climatica.
I viaggiatori sono invitati a monitorare le app delle compagnie per opzioni di reindirizzamento via Lione o Bruxelles, mentre le aziende con merci urgenti potrebbero dover spostare le spedizioni verso Beauvais-Tillé o Lussemburgo fino al ritorno alla normalità.
Fonte: Reuters