
I viaggiatori che utilizzano il più trafficato hub aereo dell’India stanno affrontando una doppia sfida: qualità dell’aria pericolosa e visibilità quasi nulla. Alle 06:00 IST del 18 gennaio 2026, l’aeroporto internazionale Indira Gandhi di Delhi (DEL) ha attivato le procedure per bassa visibilità dopo che l’Indice di Qualità dell’Aria della città è salito a un livello “severo” di 440, il peggior dato di gennaio degli ultimi due anni, e la nebbia a livello del suolo ha ridotto la visibilità sulla pista a meno di 125 metri.
IndiGo e Air India hanno rapidamente diffuso avvisi sui social media e sui loro siti web, invitando i passeggeri a monitorare lo stato dei voli e a presentarsi in anticipo. Le compagnie aeree hanno avvertito che i ritardi potrebbero propagarsi a livello nazionale, poiché rotazioni di equipaggi e aeromobili iniziano o terminano proprio a Delhi. Anche l’aeroporto di Delhi ha emesso un proprio avviso ai passeggeri, consigliando di prevedere tempi di transito più lunghi e offrendo un tracker in tempo reale per le operazioni invernali.
Il Dipartimento Meteorologico Indiano prevede che la nebbia persisterà fino alle prime ore del 19 gennaio, a causa di un prolungato periodo di siccità, venti calmi e emissioni veicolari che intrappolano gli inquinanti nella Regione della Capitale Nazionale. I think tank del Council on Energy, Environment and Water stimano che il trasporto contribuisca per il 12,5% al carico di particolato di Delhi, un chiaro segnale che la mobilità sia vittima che causa della crisi inquinante.
Per i responsabili della mobilità aziendale, l’impatto operativo è immediato: il 18 gennaio sono stati registrati oltre 500 voli in ritardo e i servizi ferroviari hanno subito ritardi fino a otto ore. Le aziende con trasferimenti di personale o merci critiche in transito a Delhi dovrebbero prevedere margini di sicurezza, valutare rotte alternative via Mumbai, Bengaluru o Hyderabad e ricordare ai viaggiatori che la nebbia può causare chiusure improvvise delle piste fino a mezzogiorno.
Guardando al futuro, l’episodio evidenzia la necessità di una pianificazione integrata della qualità dell’aria e dei trasporti. Gli stakeholder sollecitano la DGCA a finalizzare un atteso quadro normativo per l’atterraggio strumentale “Categoria III-C” che consentirebbe atterraggi con visibilità fino a 50 metri, tecnologia già diffusa nei principali hub europei. Fino ad allora, la stagione annuale delle nebbie nel Nord India resterà un fattore di disturbo ricorrente per i flussi di mobilità globale.
IndiGo e Air India hanno rapidamente diffuso avvisi sui social media e sui loro siti web, invitando i passeggeri a monitorare lo stato dei voli e a presentarsi in anticipo. Le compagnie aeree hanno avvertito che i ritardi potrebbero propagarsi a livello nazionale, poiché rotazioni di equipaggi e aeromobili iniziano o terminano proprio a Delhi. Anche l’aeroporto di Delhi ha emesso un proprio avviso ai passeggeri, consigliando di prevedere tempi di transito più lunghi e offrendo un tracker in tempo reale per le operazioni invernali.
Il Dipartimento Meteorologico Indiano prevede che la nebbia persisterà fino alle prime ore del 19 gennaio, a causa di un prolungato periodo di siccità, venti calmi e emissioni veicolari che intrappolano gli inquinanti nella Regione della Capitale Nazionale. I think tank del Council on Energy, Environment and Water stimano che il trasporto contribuisca per il 12,5% al carico di particolato di Delhi, un chiaro segnale che la mobilità sia vittima che causa della crisi inquinante.
Per i responsabili della mobilità aziendale, l’impatto operativo è immediato: il 18 gennaio sono stati registrati oltre 500 voli in ritardo e i servizi ferroviari hanno subito ritardi fino a otto ore. Le aziende con trasferimenti di personale o merci critiche in transito a Delhi dovrebbero prevedere margini di sicurezza, valutare rotte alternative via Mumbai, Bengaluru o Hyderabad e ricordare ai viaggiatori che la nebbia può causare chiusure improvvise delle piste fino a mezzogiorno.
Guardando al futuro, l’episodio evidenzia la necessità di una pianificazione integrata della qualità dell’aria e dei trasporti. Gli stakeholder sollecitano la DGCA a finalizzare un atteso quadro normativo per l’atterraggio strumentale “Categoria III-C” che consentirebbe atterraggi con visibilità fino a 50 metri, tecnologia già diffusa nei principali hub europei. Fino ad allora, la stagione annuale delle nebbie nel Nord India resterà un fattore di disturbo ricorrente per i flussi di mobilità globale.
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