
Lo stesso sistema invernale che ha paralizzato il traffico aereo di Toronto ha colpito duramente anche le principali arterie stradali che collegano Canada e Stati Uniti. I governatori del Michigan e di New York hanno dichiarato lo stato di emergenza, mentre il Ministero dei Trasporti dell’Ontario ha avvertito di “significativi ritardi commerciali” al Ponte Ambassador e al Ponte della Pace. Quasi 2.000 camion sono rimasti in coda per ore, mentre le spazzaneve faticavano a mantenere percorribili la 401 e la QEW.
I produttori automobilistici su entrambi i lati del confine hanno iniziato a modificare i programmi di produzione nel pomeriggio di lunedì per conservare le scorte di componenti. Un portavoce di Magna International ha dichiarato che l’azienda sta riallocando le scorte tra i suoi stabilimenti in Ontario e organizzando spedizioni accelerate non appena le condizioni miglioreranno. La società di consulenza logistica NFI stima che ogni ora di ritardo al confine costi agli spedizionieri circa 1 milione di dollari canadesi in perdita di produttività e penali.
L’Agenzia delle Dogane e della Protezione delle Frontiere (CBSA) ha confermato che gli agenti stanno concedendo finestre di segnalazione flessibili ai conducenti iscritti al programma Trusted Trader, riducendo le penalità per arrivi in ritardo. Tuttavia, le aziende che dipendono da consegne just-in-time — in particolare nei settori dei prodotti deperibili, dell’elettronica e dei farmaci — rischiano effetti a catena se le autostrade rimangono parzialmente chiuse.
I responsabili della supply chain sono invitati a monitorare i bollettini di emergenza provinciali e a valutare deviazioni attraverso valichi secondari come il Blue Water Bridge a Sarnia, che ha registrato tempi di attesa leggermente inferiori. Gli analisti sottolineano come l’episodio evidenzi la vulnerabilità del commercio nordamericano agli eventi meteorologici estremi e ribadiscono l’importanza di strategie di routing diversificate.
I produttori automobilistici su entrambi i lati del confine hanno iniziato a modificare i programmi di produzione nel pomeriggio di lunedì per conservare le scorte di componenti. Un portavoce di Magna International ha dichiarato che l’azienda sta riallocando le scorte tra i suoi stabilimenti in Ontario e organizzando spedizioni accelerate non appena le condizioni miglioreranno. La società di consulenza logistica NFI stima che ogni ora di ritardo al confine costi agli spedizionieri circa 1 milione di dollari canadesi in perdita di produttività e penali.
L’Agenzia delle Dogane e della Protezione delle Frontiere (CBSA) ha confermato che gli agenti stanno concedendo finestre di segnalazione flessibili ai conducenti iscritti al programma Trusted Trader, riducendo le penalità per arrivi in ritardo. Tuttavia, le aziende che dipendono da consegne just-in-time — in particolare nei settori dei prodotti deperibili, dell’elettronica e dei farmaci — rischiano effetti a catena se le autostrade rimangono parzialmente chiuse.
I responsabili della supply chain sono invitati a monitorare i bollettini di emergenza provinciali e a valutare deviazioni attraverso valichi secondari come il Blue Water Bridge a Sarnia, che ha registrato tempi di attesa leggermente inferiori. Gli analisti sottolineano come l’episodio evidenzi la vulnerabilità del commercio nordamericano agli eventi meteorologici estremi e ribadiscono l’importanza di strategie di routing diversificate.