
Un volo charter di routine per il sole invernale da Capo Verde a Praga si è concluso in tragedia martedì sera, quando una passeggera è collassata ed è deceduta pochi minuti dopo che il Boeing 737 si era parcheggiato su un piazzale isolato all’aeroporto Václav Havel. L’equipaggio di Smartwings ha lanciato un allarme medico alle 21:55 CET, ma i paramedici aeroportuali non sono riusciti a rianimare la vittima, che secondo la Polizia Stranieri ceca sembrerebbe essere morta per cause naturali.
Sebbene i decessi in volo siano rari — i dati del settore indicano circa un caso ogni milione di passeggeri — l’incidente ha riacceso il dibattito sulla preparazione medica a bordo dei vettori charter europei. Secondo la normativa EU-OPS 1.745, le compagnie aeree devono dotarsi di kit di primo soccorso e formare il personale di cabina al massaggio cardiaco, ma dispositivi avanzati come i defibrillatori automatici esterni (AED) non sono obbligatori per voli a corto e medio raggio. Diversi consulenti cechi per i rischi di viaggio hanno dichiarato a Global Mobility News che le policy aziendali dovrebbero verificare se i vettori preferiti superano gli standard minimi, soprattutto su rotte turistiche a lungo raggio molto frequentate dalle famiglie degli assegnati.
Le formalità di immigrazione per i restanti 183 passeggeri sono state completate in area sterile dopo un ritardo di 90 minuti, durante il quale la polizia ha raccolto le testimonianze. Ai mobility manager è stato comunicato che nessun passaporto è stato timbrato con un orario di arrivo successivo a quello previsto, preservando così i calcoli di permanenza nell’area Schengen. Tuttavia, alcuni passeggeri in coincidenza hanno perso i treni successivi, evidenziando l’effetto a catena che un’emergenza a bordo può avere su itinerari complessi.
Smartwings ha annunciato l’avvio di un’indagine interna e la piena collaborazione con l’Autorità dell’Aviazione Civile ceca; il kit medico di bordo e il registro di volo sono stati sigillati per l’ispezione. La Polizia Stranieri ha escluso cause dolose, mentre l’autopsia è in corso presso l’Istituto di Medicina Legale. I risultati sono attesi entro 10 giorni, dopo di che le autorità ceche coordineranno con i diplomatici di Capo Verde il rimpatrio della salma.
Il caso è un monito serio che il dovere di cura va oltre visti e permessi di lavoro. Le aziende sono invitate a informare i dipendenti su come richiedere assistenza medica in volo, a verificare che le polizze assicurative coprano incidenti a bordo e a mantenere aggiornati i contatti di emergenza nei sistemi di gestione delle assegnazioni.
Sebbene i decessi in volo siano rari — i dati del settore indicano circa un caso ogni milione di passeggeri — l’incidente ha riacceso il dibattito sulla preparazione medica a bordo dei vettori charter europei. Secondo la normativa EU-OPS 1.745, le compagnie aeree devono dotarsi di kit di primo soccorso e formare il personale di cabina al massaggio cardiaco, ma dispositivi avanzati come i defibrillatori automatici esterni (AED) non sono obbligatori per voli a corto e medio raggio. Diversi consulenti cechi per i rischi di viaggio hanno dichiarato a Global Mobility News che le policy aziendali dovrebbero verificare se i vettori preferiti superano gli standard minimi, soprattutto su rotte turistiche a lungo raggio molto frequentate dalle famiglie degli assegnati.
Le formalità di immigrazione per i restanti 183 passeggeri sono state completate in area sterile dopo un ritardo di 90 minuti, durante il quale la polizia ha raccolto le testimonianze. Ai mobility manager è stato comunicato che nessun passaporto è stato timbrato con un orario di arrivo successivo a quello previsto, preservando così i calcoli di permanenza nell’area Schengen. Tuttavia, alcuni passeggeri in coincidenza hanno perso i treni successivi, evidenziando l’effetto a catena che un’emergenza a bordo può avere su itinerari complessi.
Smartwings ha annunciato l’avvio di un’indagine interna e la piena collaborazione con l’Autorità dell’Aviazione Civile ceca; il kit medico di bordo e il registro di volo sono stati sigillati per l’ispezione. La Polizia Stranieri ha escluso cause dolose, mentre l’autopsia è in corso presso l’Istituto di Medicina Legale. I risultati sono attesi entro 10 giorni, dopo di che le autorità ceche coordineranno con i diplomatici di Capo Verde il rimpatrio della salma.
Il caso è un monito serio che il dovere di cura va oltre visti e permessi di lavoro. Le aziende sono invitate a informare i dipendenti su come richiedere assistenza medica in volo, a verificare che le polizze assicurative coprano incidenti a bordo e a mantenere aggiornati i contatti di emergenza nei sistemi di gestione delle assegnazioni.
Fonte: Prague Morning
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