
Il 29 gennaio la Commissione Europea ha presentato la sua prima Strategia per i Visti UE e una tabella di marcia quinquennale per ridurre l’immigrazione irregolare, adottando un approccio più rigoroso nei confronti dei cittadini di paesi terzi che rimangono oltre il permesso o rifiutano gli ordini di rimpatrio. Il piano collega il rilascio dei visti alla cooperazione del paese sulle riammissioni e prevede la sospensione dei privilegi di ingresso multiplo per gli stati considerati “ostili”. (efe.com)
L’annuncio arriva pochi giorni dopo che Madrid ha varato un decreto interno per regolarizzare circa 500.000 migranti irregolari. Interrogato sulla possibile contraddizione, il commissario per la migrazione Magnus Brunner ha sottolineato che la misura spagnola riguarda “persone già presenti in uno Stato membro UE” e quindi rientra nella competenza nazionale. Ha aggiunto che la carenza di manodopera giustifica strumenti diversi rispetto al controllo delle frontiere esterne.
Per le imprese, la strategia UE rappresenta sia un rischio che un’opportunità. Standard più severi potrebbero portare alla revoca di accordi di facilitazione dei visti per mercati con bassi tassi di rimpatrio, allungando i tempi di attesa per le filiali spagnole che reclutano in America Latina o Africa. Contemporaneamente, Bruxelles promette di sperimentare visti digitali e procedure accelerate per ricercatori, studenti e fondatori di start-up, semplificando in futuro la mobilità verso i poli tecnologici spagnoli.
I datori di lavoro spagnoli dovranno quindi destreggiarsi tra due scenari: un regime interno più favorevole per i migranti già presenti e un accesso più restrittivo all’area Schengen per i nuovi arrivi. I consulenti per l’immigrazione consigliano di verificare le pipeline di talenti: i lavoratori temporanei provenienti da paesi “non cooperanti” potrebbero richiedere tempi più lunghi o percorsi alternativi per il permesso.
La Commissione prevede l’approvazione da parte degli Stati membri entro metà 2026, dopodiché saranno redatti regolamenti concreti, come articoli rivisti del codice dei visti e obblighi di condivisione dei dati biometrici. Le aziende dovranno seguire le consultazioni sugli atti delegati e prepararsi a fornire osservazioni, poiché sarà richiesto il contributo del settore sui canali di attrazione dei talenti.
L’annuncio arriva pochi giorni dopo che Madrid ha varato un decreto interno per regolarizzare circa 500.000 migranti irregolari. Interrogato sulla possibile contraddizione, il commissario per la migrazione Magnus Brunner ha sottolineato che la misura spagnola riguarda “persone già presenti in uno Stato membro UE” e quindi rientra nella competenza nazionale. Ha aggiunto che la carenza di manodopera giustifica strumenti diversi rispetto al controllo delle frontiere esterne.
Per le imprese, la strategia UE rappresenta sia un rischio che un’opportunità. Standard più severi potrebbero portare alla revoca di accordi di facilitazione dei visti per mercati con bassi tassi di rimpatrio, allungando i tempi di attesa per le filiali spagnole che reclutano in America Latina o Africa. Contemporaneamente, Bruxelles promette di sperimentare visti digitali e procedure accelerate per ricercatori, studenti e fondatori di start-up, semplificando in futuro la mobilità verso i poli tecnologici spagnoli.
I datori di lavoro spagnoli dovranno quindi destreggiarsi tra due scenari: un regime interno più favorevole per i migranti già presenti e un accesso più restrittivo all’area Schengen per i nuovi arrivi. I consulenti per l’immigrazione consigliano di verificare le pipeline di talenti: i lavoratori temporanei provenienti da paesi “non cooperanti” potrebbero richiedere tempi più lunghi o percorsi alternativi per il permesso.
La Commissione prevede l’approvazione da parte degli Stati membri entro metà 2026, dopodiché saranno redatti regolamenti concreti, come articoli rivisti del codice dei visti e obblighi di condivisione dei dati biometrici. Le aziende dovranno seguire le consultazioni sugli atti delegati e prepararsi a fornire osservazioni, poiché sarà richiesto il contributo del settore sui canali di attrazione dei talenti.
Fonte: EuroEFE / Agencia EFE