
Nuovi dati sul traffico diffusi dal Consiglio dei Governi di Whatcom mostrano un calo drastico del 32% nei passaggi di veicoli personali dalla British Columbia verso lo Stato di Washington nel gennaio 2026 rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. I valichi di Peace Arch, Pacific Highway, Lynden e Sumas hanno gestito complessivamente solo 108.289 transiti, in calo rispetto ai 158.766 di gennaio 2025 e ben al di sotto dei livelli pre-pandemia.
Gli analisti attribuiscono questo calo a una combinazione di fattori: tensioni diplomatiche prolungate con la seconda amministrazione Trump, minacce tariffarie su acciaio canadese e batterie per veicoli elettrici, e l’indignazione canadese per le retate migratorie statunitensi ad alto impatto mediatico sui social. Il risultato è una significativa riduzione della spesa turistica e commerciale, con i negozianti che segnalano cali delle vendite a doppia cifra a Bellingham e Seattle.
Per i responsabili della mobilità, i dati evidenziano un cambiamento comportamentale che potrebbe complicare le missioni a breve termine negli USA, che si basano su frequenti attraversamenti terrestri per azzerare i tempi dei visti senza visto. Meno viaggi discrezionali significano anche campioni più piccoli per le corsie NEXUS dedicate ai viaggiatori fidati, il che potrebbe spingere CBSA e U.S. CBP a riassegnare il personale altrove, allungando i tempi di attesa per i viaggiatori d’affari essenziali.
I datori di lavoro canadesi con dipendenti che si recano in auto presso clienti statunitensi dovrebbero preparare percorsi alternativi o negoziare modalità di lavoro a distanza. I team di duty-of-care potrebbero inoltre voler informare i dipendenti sull’impatto visivo di esibire passaporti canadesi in checkpoint sensibili, dato il clima politico attuale.
Il Consiglio di Whatcom pubblicherà i dati di febbraio il prossimo mese, ma le camere di commercio transfrontaliere avvertono che un’ulteriore flessione potrebbe mettere a rischio le economie delle piccole città su entrambi i lati del 49° parallelo. Sono in corso discussioni per rilanciare un fondo bilaterale per il marketing turistico, già utilizzato dopo l’11 settembre.
Gli analisti attribuiscono questo calo a una combinazione di fattori: tensioni diplomatiche prolungate con la seconda amministrazione Trump, minacce tariffarie su acciaio canadese e batterie per veicoli elettrici, e l’indignazione canadese per le retate migratorie statunitensi ad alto impatto mediatico sui social. Il risultato è una significativa riduzione della spesa turistica e commerciale, con i negozianti che segnalano cali delle vendite a doppia cifra a Bellingham e Seattle.
Per i responsabili della mobilità, i dati evidenziano un cambiamento comportamentale che potrebbe complicare le missioni a breve termine negli USA, che si basano su frequenti attraversamenti terrestri per azzerare i tempi dei visti senza visto. Meno viaggi discrezionali significano anche campioni più piccoli per le corsie NEXUS dedicate ai viaggiatori fidati, il che potrebbe spingere CBSA e U.S. CBP a riassegnare il personale altrove, allungando i tempi di attesa per i viaggiatori d’affari essenziali.
I datori di lavoro canadesi con dipendenti che si recano in auto presso clienti statunitensi dovrebbero preparare percorsi alternativi o negoziare modalità di lavoro a distanza. I team di duty-of-care potrebbero inoltre voler informare i dipendenti sull’impatto visivo di esibire passaporti canadesi in checkpoint sensibili, dato il clima politico attuale.
Il Consiglio di Whatcom pubblicherà i dati di febbraio il prossimo mese, ma le camere di commercio transfrontaliere avvertono che un’ulteriore flessione potrebbe mettere a rischio le economie delle piccole città su entrambi i lati del 49° parallelo. Sono in corso discussioni per rilanciare un fondo bilaterale per il marketing turistico, già utilizzato dopo l’11 settembre.
Fonte: Yahoo News Canada
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