
Il Ministero delle Risorse Umane ed Emiratizzazione (MoHRE) ha lanciato la seconda fase del programma federale “Zero Burocrazia Governativa” (ZGB), riducendo il tempo medio per il rilascio o la modifica di un permesso di lavoro da 10 minuti a meno di 60 secondi e eliminando quasi del tutto la documentazione cartacea.
Al centro della riforma c’è un motore di verifica basato sull’intelligenza artificiale che controlla in tempo reale passaporti, ID degli Emirati e contratti di lavoro incrociando dati provenienti da più database governativi. I datori di lavoro ricevono ora l’approvazione delle quote per i permessi di lavoro istantaneamente, mentre prima dovevano attendere fino a 10 giorni. Parallelamente, il rilascio delle carte aziendali e l’aggiornamento delle pratiche vengono attivati automaticamente quando un’azienda modifica i dati della licenza commerciale presso un dipartimento economico, eliminando la necessità di recarsi fisicamente agli sportelli del MoHRE.
Secondo il MoHRE, sono già state elaborate automaticamente oltre 11 milioni di transazioni nel mercato del lavoro, e i controlli sulle qualifiche accademiche per i lavoratori specializzati sono passati da 10 minuti a meno di un minuto grazie a collegamenti API diretti con il Ministero dell’Istruzione. Anche i permessi per i lavoratori domestici sono stati semplificati: i campi dati richiesti sono stati ridotti del 75% e l’intero processo si conclude ora in un solo giorno anziché due.
Per le aziende, l’aggiornamento significa zero documenti cartacei, costi di conformità ridotti e un inserimento più rapido del personale straniero, vantaggi fondamentali in settori come ospitalità, sanità e costruzioni, dove la domanda di lavoro cresce in vista di Expo City 2030. Anche i lavoratori ne beneficiano: il nuovo Emirati Work Bundle integra ricerca di lavoro, registrazione del contratto, protezione salariale e iscrizione alla pensione in un unico flusso digitale che, secondo il MoHRE, è l’85% più veloce rispetto a prima.
Gli analisti considerano questa iniziativa un esempio emblematico di come gli Emirati Arabi Uniti stiano utilizzando l’intelligenza artificiale per consolidare la loro reputazione di hub senza attriti per i talenti. Eliminando i ritardi amministrativi, le autorità puntano a tenere il passo con i flussi record di investimenti esteri e a sostenere l’obiettivo governativo di raddoppiare l’economia non petrolifera entro il 2031.
Al centro della riforma c’è un motore di verifica basato sull’intelligenza artificiale che controlla in tempo reale passaporti, ID degli Emirati e contratti di lavoro incrociando dati provenienti da più database governativi. I datori di lavoro ricevono ora l’approvazione delle quote per i permessi di lavoro istantaneamente, mentre prima dovevano attendere fino a 10 giorni. Parallelamente, il rilascio delle carte aziendali e l’aggiornamento delle pratiche vengono attivati automaticamente quando un’azienda modifica i dati della licenza commerciale presso un dipartimento economico, eliminando la necessità di recarsi fisicamente agli sportelli del MoHRE.
Secondo il MoHRE, sono già state elaborate automaticamente oltre 11 milioni di transazioni nel mercato del lavoro, e i controlli sulle qualifiche accademiche per i lavoratori specializzati sono passati da 10 minuti a meno di un minuto grazie a collegamenti API diretti con il Ministero dell’Istruzione. Anche i permessi per i lavoratori domestici sono stati semplificati: i campi dati richiesti sono stati ridotti del 75% e l’intero processo si conclude ora in un solo giorno anziché due.
Per le aziende, l’aggiornamento significa zero documenti cartacei, costi di conformità ridotti e un inserimento più rapido del personale straniero, vantaggi fondamentali in settori come ospitalità, sanità e costruzioni, dove la domanda di lavoro cresce in vista di Expo City 2030. Anche i lavoratori ne beneficiano: il nuovo Emirati Work Bundle integra ricerca di lavoro, registrazione del contratto, protezione salariale e iscrizione alla pensione in un unico flusso digitale che, secondo il MoHRE, è l’85% più veloce rispetto a prima.
Gli analisti considerano questa iniziativa un esempio emblematico di come gli Emirati Arabi Uniti stiano utilizzando l’intelligenza artificiale per consolidare la loro reputazione di hub senza attriti per i talenti. Eliminando i ritardi amministrativi, le autorità puntano a tenere il passo con i flussi record di investimenti esteri e a sostenere l’obiettivo governativo di raddoppiare l’economia non petrolifera entro il 2031.
Fonte: ET HR World EMEA
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