
Parlando a margine del World Governments Summit a Dubai, Adnan Kazim, Chief Commercial Officer di Emirates, ha confermato che la compagnia è in trattative attive con le autorità regolatorie per allentare i limiti bilaterali sui posti disponibili sulle rotte India–UAE. Secondo l’attuale accordo sui servizi aerei, la quota settimanale di Emirates è rimasta sostanzialmente invariata per un decennio, nonostante un aumento del 40% del traffico verso l’India.
Kazim ha sottolineato che l’India rappresenta oggi circa l’11% del fatturato di rete di Emirates, con tassi di riempimento che superano regolarmente il 95% su tratte principali come Dubai–Delhi. La compagnia sostiene che un aumento della capacità ridurrebbe le tariffe, supporterebbe la crescente comunità indiana negli Emirati (oltre 3,5 milioni di residenti) e faciliterebbe gli investimenti bilaterali, in un momento in cui le aziende indiane stanno espandendo la loro presenza in Medio Oriente nei settori dell’energia, retail e tecnologia.
Per i responsabili della mobilità questa evoluzione è significativa. Posti aggiuntivi – o la prospettiva di un nuovo accordo open-skies – potrebbero sbloccare orari di partenza privilegiati, spesso esauriti mesi prima, alleviando la pressione sui cicli di implementazione dei progetti e sulle rotazioni dell’equipaggio dell’ultimo minuto. Gli acquirenti di viaggi sono invitati a monitorare le trattative bilaterali e a prenotare in anticipo blocchi di posti per il terzo e quarto trimestre, quando potrebbero essere disponibili nuovi slot.
Se le trattative dovessero arenarsi, le aziende potrebbero dover diversificare tramite Etihad con base ad Abu Dhabi o opzioni low-cost da Sharjah, tenendo però conto di trasferimenti più lunghi verso i distretti business di Dubai. In ogni caso, la domanda costante indica che la mobilità India-UAE resterà limitata nella capacità finché le autorità non concederanno ulteriori diritti.
Kazim ha sottolineato che l’India rappresenta oggi circa l’11% del fatturato di rete di Emirates, con tassi di riempimento che superano regolarmente il 95% su tratte principali come Dubai–Delhi. La compagnia sostiene che un aumento della capacità ridurrebbe le tariffe, supporterebbe la crescente comunità indiana negli Emirati (oltre 3,5 milioni di residenti) e faciliterebbe gli investimenti bilaterali, in un momento in cui le aziende indiane stanno espandendo la loro presenza in Medio Oriente nei settori dell’energia, retail e tecnologia.
Per i responsabili della mobilità questa evoluzione è significativa. Posti aggiuntivi – o la prospettiva di un nuovo accordo open-skies – potrebbero sbloccare orari di partenza privilegiati, spesso esauriti mesi prima, alleviando la pressione sui cicli di implementazione dei progetti e sulle rotazioni dell’equipaggio dell’ultimo minuto. Gli acquirenti di viaggi sono invitati a monitorare le trattative bilaterali e a prenotare in anticipo blocchi di posti per il terzo e quarto trimestre, quando potrebbero essere disponibili nuovi slot.
Se le trattative dovessero arenarsi, le aziende potrebbero dover diversificare tramite Etihad con base ad Abu Dhabi o opzioni low-cost da Sharjah, tenendo però conto di trasferimenti più lunghi verso i distretti business di Dubai. In ogni caso, la domanda costante indica che la mobilità India-UAE resterà limitata nella capacità finché le autorità non concederanno ulteriori diritti.
Fonte: The Economic Times
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