
Nella riunione del 18 febbraio, il Consiglio Federale svizzero ha avviato una consultazione pubblica di tre mesi su una nuova Ordinanza nazionale Eurodac, la base giuridica interna necessaria per l’adozione da parte del Paese del rinnovato Patto europeo su Migrazione e Asilo. Eurodac, il database europeo delle impronte digitali per richiedenti asilo e attraversamenti irregolari delle frontiere, sarà ampliato per includere immagini facciali, dati biografici e informazioni sui visti; in quanto Stato associato a Schengen, la Svizzera deve adeguarsi all’aggiornamento per mantenere l’accesso al sistema.
Per i responsabili della mobilità e della conformità, la posta in gioco è alta. Dal giugno 2026, le autorità che rilasciano visti – inclusi i consolati svizzeri nel mondo – potranno interrogare Eurodac prima di emettere visti di breve durata (Tipo C) o di lungo soggiorno (Tipo D). Il controllo segnalerà eventuali richieste d’asilo precedenti o soggiorni irregolari in tutta l’area Schengen, rendendo più difficile per i richiedenti con precedenti migratori negativi ottenere permessi svizzeri. I datori di lavoro che sponsorizzano cittadini di paesi terzi dovrebbero quindi verificare tempestivamente i precedenti viaggi per evitare rifiuti dell’ultimo minuto.
L’ordinanza concede inoltre a polizia e guardie di confine svizzere l’accesso automatizzato a Eurodac per indagini su reati gravi, rafforzando i controlli contro le frodi documentali negli aeroporti di Zurigo e Ginevra. Le disposizioni sulla protezione dei dati prevedono la cancellazione delle registrazioni biometriche dopo dieci anni o immediatamente al momento dell’acquisizione della cittadinanza svizzera, una concessione ottenuta dal gruppo parlamentare per la privacy per rassicurare i critici preoccupati per la sorveglianza di massa.
L’implementazione avverrà in due fasi. Una versione “leggera” sarà attiva dal 12 giugno 2026, permettendo alle ambasciate svizzere di collegarsi alla piattaforma UE prima del picco estivo per i visti. Il sistema completo – con accesso per le forze dell’ordine e sanzioni per i vettori che trasportano migranti irregolari – è previsto per la fine del 2027. Le aziende che trasferiscono personale dovrebbero prevedere tempi di attesa leggermente più lunghi per gli appuntamenti per i visti durante il periodo di transizione, soprattutto per i dipendenti con storie di viaggio complesse.
Per i responsabili della mobilità e della conformità, la posta in gioco è alta. Dal giugno 2026, le autorità che rilasciano visti – inclusi i consolati svizzeri nel mondo – potranno interrogare Eurodac prima di emettere visti di breve durata (Tipo C) o di lungo soggiorno (Tipo D). Il controllo segnalerà eventuali richieste d’asilo precedenti o soggiorni irregolari in tutta l’area Schengen, rendendo più difficile per i richiedenti con precedenti migratori negativi ottenere permessi svizzeri. I datori di lavoro che sponsorizzano cittadini di paesi terzi dovrebbero quindi verificare tempestivamente i precedenti viaggi per evitare rifiuti dell’ultimo minuto.
L’ordinanza concede inoltre a polizia e guardie di confine svizzere l’accesso automatizzato a Eurodac per indagini su reati gravi, rafforzando i controlli contro le frodi documentali negli aeroporti di Zurigo e Ginevra. Le disposizioni sulla protezione dei dati prevedono la cancellazione delle registrazioni biometriche dopo dieci anni o immediatamente al momento dell’acquisizione della cittadinanza svizzera, una concessione ottenuta dal gruppo parlamentare per la privacy per rassicurare i critici preoccupati per la sorveglianza di massa.
L’implementazione avverrà in due fasi. Una versione “leggera” sarà attiva dal 12 giugno 2026, permettendo alle ambasciate svizzere di collegarsi alla piattaforma UE prima del picco estivo per i visti. Il sistema completo – con accesso per le forze dell’ordine e sanzioni per i vettori che trasportano migranti irregolari – è previsto per la fine del 2027. Le aziende che trasferiscono personale dovrebbero prevedere tempi di attesa leggermente più lunghi per gli appuntamenti per i visti durante il periodo di transizione, soprattutto per i dipendenti con storie di viaggio complesse.