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Gli Stati membri dell'UE aprono la strada a un nuovo pacchetto bilaterale Svizzera-UE

feb 19, 2026
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Gli Stati membri dell'UE aprono la strada a un nuovo pacchetto bilaterale Svizzera-UE
Il decennale stallo della Svizzera con Bruxelles sul futuro dei suoi accordi bilaterali ha finalmente fatto un passo decisivo il 18 febbraio, quando il Comitato dei Rappresentanti Permanenti dell’UE (COREPER) ha approvato all’unanimità un pacchetto di sette accordi aggiornati. L’intesa – che necessita ancora del via libera formale del Consiglio Affari Generali dell’UE il 24 febbraio – modernizza accordi chiave sulla libera circolazione delle persone, trasporti terrestri e aerei, barriere tecniche al commercio e agricoltura, aggiungendo nuovi capitoli di cooperazione su elettricità, sicurezza alimentare e gestione delle crisi sanitarie.

Pur non essendo membro dell’UE, in Svizzera vivono e lavorano oltre 1,4 milioni di cittadini europei e circa il 60% delle esportazioni svizzere è diretto al blocco comunitario. Negli ultimi cinque anni, l’incertezza sul quadro giuridico ha creato problemi alle multinazionali che spostano personale tra entità svizzere ed europee, soprattutto in settori regolamentati come la med-tech, dove l’accesso al mercato unico dipende da regole di mutuo riconoscimento. Il pacchetto aggiornato ristabilisce la piena equivalenza normativa per i dispositivi medici e, cosa cruciale per i team HR, conferma che la clausola di salvaguardia sull’accordo di libera circolazione scadrà come previsto alla fine del 2026, eliminando il rischio di limiti improvvisi alle quote per i lavoratori inviati dall’UE.

Gli Stati membri dell'UE aprono la strada a un nuovo pacchetto bilaterale Svizzera-UE


Per i viaggiatori d’affari, la novità più concreta è l’introduzione di disposizioni per una “frontiera digitale” che permetterà alle autorità svizzere ed europee di scambiarsi in tempo reale dati su ingressi/uscite e sicurezza sociale. Si prevede così di ridurre da due settimane a meno di 72 ore i tempi medi di rilascio dei permessi per prestatori di servizi a breve termine (spesso consulenti o tecnici sul campo), una volta attiva l’interfaccia IT comune a metà 2027. Le aziende che necessitano di interventi rapidi – ad esempio le farmaceutiche che inviano squadre di assistenza a stabilimenti francesi o tedeschi – dovranno integrare queste nuove tempistiche nelle loro strategie di mobilità.

Restano però ostacoli politici. I sindacati svizzeri temono che l’allineamento alle future norme UE sulla protezione salariale possa indebolire il rigido sistema svizzero di ispezione del lavoro, mentre il partito conservatore nazionale SVP ha annunciato un referendum se il parlamento approverà gli accordi senza modifiche. Tuttavia, il consenso tra le principali federazioni datoriali Economiesuisse e Swissmem è che la certezza giuridica prevale sui costi percepiti in termini di sovranità. Con il via libera di COREPER, la palla passa ora a Berna: il Consiglio federale dovrebbe presentare i trattati al parlamento entro aprile, puntando alla ratifica prima della pausa estiva, così da permettere alle imprese di pianificare con sicurezza i budget per il personale del 2027.
Fonte: SWI swissinfo.ch

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