
Airports Council International Europe (ACI EUROPE), Airlines for Europe (A4E) e International Air Transport Association (IATA) hanno diffuso una lettera congiunta in cui avvertono che i problemi iniziali del nuovo Sistema di Entrata/Uscita Schengen (EES) stanno causando code fino a due ore per i passeggeri extra-UE, ritardi che potrebbero arrivare a quattro ore durante luglio e agosto, a meno che la Commissione Europea non autorizzi una maggiore flessibilità. L’appello, pubblicato l’11 febbraio e diffuso alle autorità nazionali durante il weekend, riguarda in particolare la Svizzera, i cui aeroporti di Zurigo, Ginevra e Basilea hanno già registrato picchi nei tempi di attesa da quando l’iscrizione biometrica è diventata obbligatoria per il 35% degli arrivi da paesi terzi.
Le associazioni del settore individuano tre punti critici: carenza cronica di personale alle frontiere, malfunzionamenti del software degli e-gate in alcuni Stati membri e lenta adozione dell’app di pre-registrazione Frontex, pensata per facilitare l’iscrizione al primo ingresso. La Svizzera, che ha iniziato l’implementazione graduale dell’EES nell’ottobre 2025, raggiunge il target del 35% solo spostando personale da dogana e sicurezza ai banchi immigrazione durante i picchi festivi, una soluzione temporanea che i sindacati di polizia cantonali definiscono insostenibile per il programma estivo.
Se Bruxelles respingerà la richiesta di sospensione parziale delle quote EES, le compagnie temono di dover allungare gli orari, riorganizzare le onde di coincidenze e forse limitare le assegnazioni ai tour operator nelle date chiave delle vacanze. Swiss International Air Lines ha già comunicato ai clienti corporate che potrebbe introdurre “tempi di buffer Schengen” di 20-30 minuti nei giorni di maggiore affluenza, una modifica che influirebbe sulle strette coincidenze dello scalo di Zurigo, utilizzate dai team globali di mobilità per spostare talenti verso Asia e Nord America.
La proposta dell’industria chiede alla Commissione di permettere agli Stati di sospendere temporaneamente la raccolta biometrica obbligatoria in giorni in cui il personale di frontiera è sotto la soglia concordata o quando i guasti agli e-gate superano i 30 minuti. Si richiede inoltre una campagna informativa per far sapere ai viaggiatori di rimuovere mascherine, guanti e cappelli e di poter scaricare in anticipo l’app Frontex. L’Ufficio federale svizzero per la dogana e la sicurezza delle frontiere sostiene la richiesta e sta collaborando con Francia e Germania per piani di emergenza comuni per l’EuroAirport di Ginevra e Basilea, che si estende su confini nazionali.
Per i responsabili della mobilità il messaggio è chiaro: i viaggi estivi da, per e attraverso la Svizzera richiederanno tempi di connessione più lunghi, una formazione proattiva dei viaggiatori e forse il reindirizzamento dei dipendenti di alto valore su voli intra-Schengen, dove i controlli EES non si applicano. Le aziende con programmi di rotazione a breve termine dovrebbero rivedere i tempi di avvio per evitare di perdere finestre di onboarding in caso di code alle frontiere.
Le associazioni del settore individuano tre punti critici: carenza cronica di personale alle frontiere, malfunzionamenti del software degli e-gate in alcuni Stati membri e lenta adozione dell’app di pre-registrazione Frontex, pensata per facilitare l’iscrizione al primo ingresso. La Svizzera, che ha iniziato l’implementazione graduale dell’EES nell’ottobre 2025, raggiunge il target del 35% solo spostando personale da dogana e sicurezza ai banchi immigrazione durante i picchi festivi, una soluzione temporanea che i sindacati di polizia cantonali definiscono insostenibile per il programma estivo.
Se Bruxelles respingerà la richiesta di sospensione parziale delle quote EES, le compagnie temono di dover allungare gli orari, riorganizzare le onde di coincidenze e forse limitare le assegnazioni ai tour operator nelle date chiave delle vacanze. Swiss International Air Lines ha già comunicato ai clienti corporate che potrebbe introdurre “tempi di buffer Schengen” di 20-30 minuti nei giorni di maggiore affluenza, una modifica che influirebbe sulle strette coincidenze dello scalo di Zurigo, utilizzate dai team globali di mobilità per spostare talenti verso Asia e Nord America.
La proposta dell’industria chiede alla Commissione di permettere agli Stati di sospendere temporaneamente la raccolta biometrica obbligatoria in giorni in cui il personale di frontiera è sotto la soglia concordata o quando i guasti agli e-gate superano i 30 minuti. Si richiede inoltre una campagna informativa per far sapere ai viaggiatori di rimuovere mascherine, guanti e cappelli e di poter scaricare in anticipo l’app Frontex. L’Ufficio federale svizzero per la dogana e la sicurezza delle frontiere sostiene la richiesta e sta collaborando con Francia e Germania per piani di emergenza comuni per l’EuroAirport di Ginevra e Basilea, che si estende su confini nazionali.
Per i responsabili della mobilità il messaggio è chiaro: i viaggi estivi da, per e attraverso la Svizzera richiederanno tempi di connessione più lunghi, una formazione proattiva dei viaggiatori e forse il reindirizzamento dei dipendenti di alto valore su voli intra-Schengen, dove i controlli EES non si applicano. Le aziende con programmi di rotazione a breve termine dovrebbero rivedere i tempi di avvio per evitare di perdere finestre di onboarding in caso di code alle frontiere.