
La promessa della Germania di colmare le carenze acute di manodopera con un nuovo schema di "lavoro contingente a breve termine" si scontra con una realtà scomoda: nessuno nel governo sa con certezza quanti titolari di visto siano effettivamente tornati a casa. Secondo un'inchiesta pubblicata per la prima volta da *Welt am Sonntag* e ripresa ampiamente da *FOCUS online*, funzionari dell'Agenzia Federale per l'Impiego (BA), del Ministero degli Esteri e persino del Ministero dell'Interno ammettono che i dati di uscita dei partecipanti semplicemente **non vengono raccolti**. Il programma, creato nel marzo 2024, consente a un massimo di 25.000 cittadini non appartenenti all'UE, privi di qualifiche formali o competenze linguistiche in tedesco, di svolgere lavori stagionali fino a otto mesi (§15d Beschäftigungsverordnung). La BA ha comunicato ai giornalisti di aver rilasciato 14.963 autorizzazioni nel 2025, ma il Ministero degli Esteri ha confermato che sono stati effettivamente concessi solo circa 7.650 visti nazionali. Nessuno dei due enti, tuttavia, registra se i beneficiari abbiano mai varcato il confine o se abbiano successivamente richiesto asilo o un altro status di soggiorno. L'autorità per l'immigrazione BAMF ammette che “solo una frazione” di questi lavoratori risulta nel Registro Centrale degli Stranieri e che circa uno su sei richiedenti asilo nel 2025 era entrato in Germania con qualche tipo di visto. I gruppi imprenditoriali sostengono che il programma sia vitale per il settore dell’ospitalità, della logistica e dell’agricoltura, ma la mancanza di monitoraggio rischia di trasformare uno strumento flessibile di lavoro in una porta di accesso di fatto a soggiorni irregolari. I critici dell’opposizione CDU/CSU chiedono già controlli automatizzati alle uscite collegati al prossimo Sistema UE di Entrata/Uscita, mentre le ONG avvertono che una sorveglianza più rigida potrebbe spingere i lavoratori vulnerabili verso lo sfruttamento. Per i datori di lavoro la conclusione pratica è chiara: prepararsi a controlli di conformità più severi non appena il governo colmerà la lacuna nei dati. Le aziende che impiegano lavoratori contingenti dovrebbero tenere registri accurati della durata dei contratti, dell’iscrizione alla sicurezza sociale e, soprattutto, della conferma di partenza, nel caso in cui le autorità trasferiscano la responsabilità ai datori di lavoro. Le multinazionali con attività stagionali in Germania potrebbero inoltre dover prevedere un budget per consulenze legali aggiuntive, mentre i legislatori discutono se limitare, espandere o ristrutturare radicalmente il programma in vista della revisione del 2027 della Legge sull’Immigrazione Qualificata.
Fonte: FOCUS online
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