
Poche ore dopo la pubblicazione della nuova legge sull’integrazione dei rifugiati, l’agenzia stampa polacca PAP ha intervistato esperti legali per analizzare il capitolo più controverso: l’assistenza sanitaria. Secondo la Legge Speciale, tutti gli ucraini entrati in Polonia dopo il 24 febbraio 2022 avevano diritto alla copertura del Fondo Nazionale per la Salute (NFZ) pari a quella dei cittadini polacchi. Ora questo diritto universale scomparirà. Dal 5 marzo 2026 solo bambini, adolescenti, donne in gravidanza, madri nel periodo post-partum e vittime documentate di tortura o stupro manterranno l’accesso automatico al NFZ; gli altri adulti dovranno ottenere un’assicurazione tramite lavoro, aderire al piano di un familiare o versare contributi volontari (attualmente 665 PLN al mese). Il dott. Wojciech Rożdżeński della Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Varsavia ha spiegato a PAP che la modifica allinea la Polonia alla Direttiva UE sulla Protezione Temporanea, che non prevedeva assistenza illimitata. I datori di lavoro diventano quindi la principale porta d’accesso all’assistenza pubblica. I responsabili della mobilità devono verificare che i lavoratori ucraini abbiano contratti scritti e che i reparti paghe registrino i contributi tempestivamente; altrimenti, dopo un periodo di tolleranza di 30 giorni, l’accesso a ospedali e prescrizioni elettroniche sarà bloccato. I comuni si preparano a un aumento delle richieste nelle cliniche locali, con rifugiati che cercano appuntamenti last minute prima della scadenza. Il NFZ ha ordinato alle strutture di accettare i certificati PESEL-UKR fino al 4 marzo, avvisando però i pazienti che le visite successive potrebbero essere a pagamento. Le assicurazioni private stanno già proponendo polizze di gruppo scontate ai datori di lavoro internazionali preoccupati per i ritardi amministrativi. Il dibattito politico è acceso. I critici temono che la riforma crei un sistema a due velocità e spinga al lavoro nero. Il governo risponde che le risorse limitate devono essere concentrate sui più vulnerabili e che l’integrazione piena nel mercato del lavoro richiede che i migranti contribuiscano al sistema come tutti gli altri. Per i programmi di mobilità globale il consiglio pratico è chiaro: verificare lo stato assicurativo, programmare visite mediche entro il 4 marzo se possibile e diffondere FAQ bilingui a dipendenti e familiari.
Fonte: Polska Agencja Prasowa (PAP)
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