
Con l’entrata a regime del sistema di Autorizzazione Elettronica di Viaggio (ETA), una categoria inaspettata è rimasta coinvolta: i cittadini britannici che viaggiano con un secondo passaporto. Un briefing dettagliato diffuso il 27 febbraio evidenzia che, secondo le disposizioni di lunga data dell’Immigration Act del 1971, ai cittadini britannici non può essere concessa un’ETA né alcuna altra forma di “permesso di viaggio”. Dal 25 febbraio, i nuovi controlli pre-partenza delle compagnie aeree respingono automaticamente i cittadini con doppia nazionalità che tentano di utilizzare un passaporto non britannico, a meno che il documento non contenga un Certificato di Diritto di Residenza o il viaggiatore non mostri un passaporto britannico valido.
Questa modifica non è una nuova legge, ma il risultato dell’applicazione tecnologica completa di una regola già esistente. Le compagnie aeree, i cui sistemi sono stati aggiornati questa settimana, segnalano numerosi casi di cittadini con doppia nazionalità che si presentano al check-in ignari che la loro consueta pratica di viaggiare con un passaporto canadese o francese e un’ETA sia ora impossibile. Il Home Office ha respinto le richieste di deputati e del gruppo di pressione the3million per un periodo di tolleranza, sostenendo che l’informazione è disponibile su GOV.UK da mesi. Tuttavia, gli avvocati specializzati in immigrazione riferiscono di aver gestito diversi casi di emergenze familiari in cui i viaggiatori sono stati costretti a cancellare i voli all’ultimo minuto.
Ottenere il Certificato di Diritto di Residenza alternativo costa 589 sterline e attualmente richiede fino a otto settimane, un tempo troppo lungo per molte emergenze. In una concessione temporanea, il Home Office ha comunicato alle compagnie che “possono” accettare un passaporto britannico scaduto (rilasciato dal 1989 in poi) insieme al documento straniero, se i dati anagrafici corrispondono, ma la decisione resta a discrezione commerciale della compagnia e non annulla l’obbligo legale.
Per i team di mobilità aziendale il consiglio è chiaro: verificate subito i dipendenti britannici con doppia cittadinanza. Il personale che viaggia con breve preavviso per lavoro o motivi familiari dovrebbe dare priorità al rinnovo rapido del passaporto britannico, anche se lo usa raramente, per evitare di rimanere bloccato all’estero. Le politiche di viaggio devono ora prevedere il passaporto britannico valido come documento d’identità obbligatorio per ogni cittadino britannico che rientra nel Regno Unito, senza eccezioni.
A lungo termine, questo episodio evidenzia un rischio cruciale nella transizione verso frontiere completamente digitali: quando l’applicazione delle regole diventa automatica, abitudini consolidate possono trasformarsi in ostacoli insormontabili da un giorno all’altro. I datori di lavoro multinazionali devono mappare i casi limite nascosti — doppia cittadinanza, regole specifiche per vettori e tempistiche di cambio visto — prima che la tecnologia li trasformi in blocchi operativi fissi.
Questa modifica non è una nuova legge, ma il risultato dell’applicazione tecnologica completa di una regola già esistente. Le compagnie aeree, i cui sistemi sono stati aggiornati questa settimana, segnalano numerosi casi di cittadini con doppia nazionalità che si presentano al check-in ignari che la loro consueta pratica di viaggiare con un passaporto canadese o francese e un’ETA sia ora impossibile. Il Home Office ha respinto le richieste di deputati e del gruppo di pressione the3million per un periodo di tolleranza, sostenendo che l’informazione è disponibile su GOV.UK da mesi. Tuttavia, gli avvocati specializzati in immigrazione riferiscono di aver gestito diversi casi di emergenze familiari in cui i viaggiatori sono stati costretti a cancellare i voli all’ultimo minuto.
Ottenere il Certificato di Diritto di Residenza alternativo costa 589 sterline e attualmente richiede fino a otto settimane, un tempo troppo lungo per molte emergenze. In una concessione temporanea, il Home Office ha comunicato alle compagnie che “possono” accettare un passaporto britannico scaduto (rilasciato dal 1989 in poi) insieme al documento straniero, se i dati anagrafici corrispondono, ma la decisione resta a discrezione commerciale della compagnia e non annulla l’obbligo legale.
Per i team di mobilità aziendale il consiglio è chiaro: verificate subito i dipendenti britannici con doppia cittadinanza. Il personale che viaggia con breve preavviso per lavoro o motivi familiari dovrebbe dare priorità al rinnovo rapido del passaporto britannico, anche se lo usa raramente, per evitare di rimanere bloccato all’estero. Le politiche di viaggio devono ora prevedere il passaporto britannico valido come documento d’identità obbligatorio per ogni cittadino britannico che rientra nel Regno Unito, senza eccezioni.
A lungo termine, questo episodio evidenzia un rischio cruciale nella transizione verso frontiere completamente digitali: quando l’applicazione delle regole diventa automatica, abitudini consolidate possono trasformarsi in ostacoli insormontabili da un giorno all’altro. I datori di lavoro multinazionali devono mappare i casi limite nascosti — doppia cittadinanza, regole specifiche per vettori e tempistiche di cambio visto — prima che la tecnologia li trasformi in blocchi operativi fissi.
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