
I viaggiatori d'affari si sono svegliati il 31 marzo 2026 con un allarme indesiderato: gli aeroporti di Zurigo-Kloten e Ginevra-Cointrin, i due scali più trafficati della Svizzera, hanno registrato complessivamente 11 cancellazioni e 245 ritardi prima di mezzogiorno, secondo i dati in tempo reale raccolti da FlightAware e riportati da Travel & Tour World. Con 356 disservizi in meno di 12 ore, il caos operativo rappresenta uno dei peggiori eventi di un solo giorno nell'aviazione commerciale svizzera dall’estate post-pandemica del 2023.
I responsabili del traffico aereo attribuiscono il disastro a una “tempesta perfetta” di fattori. In primo luogo, una nuova ondata di deviazioni dello spazio aereo legate al conflitto in Medio Oriente sta spingendo i voli a lungo raggio su rotte più settentrionali che convergono sull’Europa centrale, sovraccaricando la capacità dei settori. In secondo luogo, un insolito getto d’aria atlantico ha portato forti venti sulle Alpi durante la notte, costringendo a maggiori intervalli tra gli aeromobili in avvicinamento al congestionato scalo mattutino di Zurigo. Infine, la carenza di personale a terra, aggravata dai picchi di assenze per malattia dopo le vacanze pasquali, ha lasciato le compagnie aeree in difficoltà nel reperire equipaggi e mezzi.
I vettori più colpiti sono stati easyJet, il Gruppo Lufthansa (inclusi SWISS e Air Dolomiti) e Air France–KLM. Solo easyJet ha registrato oltre 100 settori in ritardo, compromettendo il traffico shuttle aziendale tra Svizzera e Londra City, Parigi-Orly e Berlino. Lufthansa e SWISS hanno dovuto cancellare diverse rotazioni da e per Francoforte, Monaco e Düsseldorf, interrompendo collegamenti fondamentali nello stesso giorno per dirigenti multinazionali con base a Basilea e Zug.
Secondo il Regolamento UE 261, adottato integralmente dalla Svizzera, i passeggeri con ritardi superiori a tre ore possono avere diritto a un risarcimento fino a 600 euro, a meno che la compagnia non dimostri “circostanze straordinarie”. Gli esperti legali avvertono che le restrizioni al traffico aereo dovute al maltempo raramente rientrano in questa categoria; pertanto, i viaggiatori colpiti dovrebbero presentare reclami tempestivamente e documentare le spese sostenute. Le aziende con elevati volumi di viaggi intra-europei sono invitate a ricordare ai dipendenti di utilizzare carte aziendali per le spese accessorie, facilitando così il recupero dell’IVA.
Guardando al futuro, i team di duty of care dovrebbero monitorare i NOTAM relativi ai sorvoli del Medio Oriente e consigliare ai viaggiatori di prevedere margini di tempo più ampi negli itinerari fino a metà aprile. L’aeroporto di Zurigo ha già annunciato un “piano di recupero operativo” che prevede la riallocazione del personale da periodi meno intensi e l’offerta di tariffe di atterraggio ridotte per i voli di posizionamento notturni, al fine di riequilibrare aeromobili ed equipaggi.
I responsabili del traffico aereo attribuiscono il disastro a una “tempesta perfetta” di fattori. In primo luogo, una nuova ondata di deviazioni dello spazio aereo legate al conflitto in Medio Oriente sta spingendo i voli a lungo raggio su rotte più settentrionali che convergono sull’Europa centrale, sovraccaricando la capacità dei settori. In secondo luogo, un insolito getto d’aria atlantico ha portato forti venti sulle Alpi durante la notte, costringendo a maggiori intervalli tra gli aeromobili in avvicinamento al congestionato scalo mattutino di Zurigo. Infine, la carenza di personale a terra, aggravata dai picchi di assenze per malattia dopo le vacanze pasquali, ha lasciato le compagnie aeree in difficoltà nel reperire equipaggi e mezzi.
I vettori più colpiti sono stati easyJet, il Gruppo Lufthansa (inclusi SWISS e Air Dolomiti) e Air France–KLM. Solo easyJet ha registrato oltre 100 settori in ritardo, compromettendo il traffico shuttle aziendale tra Svizzera e Londra City, Parigi-Orly e Berlino. Lufthansa e SWISS hanno dovuto cancellare diverse rotazioni da e per Francoforte, Monaco e Düsseldorf, interrompendo collegamenti fondamentali nello stesso giorno per dirigenti multinazionali con base a Basilea e Zug.
Secondo il Regolamento UE 261, adottato integralmente dalla Svizzera, i passeggeri con ritardi superiori a tre ore possono avere diritto a un risarcimento fino a 600 euro, a meno che la compagnia non dimostri “circostanze straordinarie”. Gli esperti legali avvertono che le restrizioni al traffico aereo dovute al maltempo raramente rientrano in questa categoria; pertanto, i viaggiatori colpiti dovrebbero presentare reclami tempestivamente e documentare le spese sostenute. Le aziende con elevati volumi di viaggi intra-europei sono invitate a ricordare ai dipendenti di utilizzare carte aziendali per le spese accessorie, facilitando così il recupero dell’IVA.
Guardando al futuro, i team di duty of care dovrebbero monitorare i NOTAM relativi ai sorvoli del Medio Oriente e consigliare ai viaggiatori di prevedere margini di tempo più ampi negli itinerari fino a metà aprile. L’aeroporto di Zurigo ha già annunciato un “piano di recupero operativo” che prevede la riallocazione del personale da periodi meno intensi e l’offerta di tariffe di atterraggio ridotte per i voli di posizionamento notturni, al fine di riequilibrare aeromobili ed equipaggi.
Fonte: Travel & Tour World
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