
Un dettagliato rapporto legale pubblicato il 7 aprile 2026 dallo studio legale BKT Kancelaria di Varsavia analizza le conseguenze della nuova “legge sull’estinzione” polacca, entrata in vigore il 5 marzo e che ha formalmente sostituito le protezioni rapide concesse agli ucraini fuggiti dall’invasione russa del 2022. Sebbene i titoli abbiano suggerito la fine dei diritti speciali, l’analisi evidenzia che la maggior parte dei titolari del numero di identificazione personale PESEL-UKR ha ora la permanenza garantita almeno fino al 4 marzo 2027, offrendo così a individui e datori di lavoro un orizzonte temporale cruciale per la pianificazione.
Nel nuovo quadro normativo, i cittadini ucraini rientrano nella legislazione ordinaria polacca sugli stranieri e nelle normative del mercato del lavoro. Chi ha ottenuto il PESEL basandosi su un documento di viaggio valido riceve un’estensione automatica; gli altri devono aggiornare la propria documentazione entro 90 giorni. La legge codifica inoltre l’accesso all’istruzione e all’assistenza sanitaria e conferma che i datori di lavoro possono continuare ad assumere ucraini tramite dichiarazioni semplificate, senza test di mercato del lavoro.
Per i team HR, il cambiamento più rilevante è di natura procedurale: le notifiche di autorizzazione al lavoro devono ora essere inviate elettronicamente tramite il portale praca.gov.pl, e i contributi previdenziali sono dovuti fin dal primo giorno, ponendo fine al periodo di tolleranza introdotto durante la pandemia. BKT avverte che gli ispettori hanno già avviato controlli su imprese edili e del settore alberghiero che fanno ampio affidamento sulla manodopera ucraina.
L’Ufficio Statistico Centrale stima che gli stranieri, prevalentemente ucraini, costituiscano ora il 6,8% della forza lavoro polacca. I poli manifatturieri della Slesia e della Grande Polonia potrebbero affrontare carenze se i datori di lavoro non convertiranno la protezione temporanea in permessi di soggiorno a lungo termine entro la scadenza del 2027. Le aziende sono quindi invitate a: 1) mappare lo status PESEL dei dipendenti, 2) prevedere nel budget le spese per le carte di soggiorno, e 3) prepararsi a tempi di elaborazione più lunghi presso gli uffici voivodali, spesso sovraccarichi.
Lo studio legale consiglia di avviare le pratiche per la Blue Card o il permesso di soggiorno permanente entro i primi mesi del 2027, per evitare corse dell’ultimo minuto.
Nel nuovo quadro normativo, i cittadini ucraini rientrano nella legislazione ordinaria polacca sugli stranieri e nelle normative del mercato del lavoro. Chi ha ottenuto il PESEL basandosi su un documento di viaggio valido riceve un’estensione automatica; gli altri devono aggiornare la propria documentazione entro 90 giorni. La legge codifica inoltre l’accesso all’istruzione e all’assistenza sanitaria e conferma che i datori di lavoro possono continuare ad assumere ucraini tramite dichiarazioni semplificate, senza test di mercato del lavoro.
Per i team HR, il cambiamento più rilevante è di natura procedurale: le notifiche di autorizzazione al lavoro devono ora essere inviate elettronicamente tramite il portale praca.gov.pl, e i contributi previdenziali sono dovuti fin dal primo giorno, ponendo fine al periodo di tolleranza introdotto durante la pandemia. BKT avverte che gli ispettori hanno già avviato controlli su imprese edili e del settore alberghiero che fanno ampio affidamento sulla manodopera ucraina.
L’Ufficio Statistico Centrale stima che gli stranieri, prevalentemente ucraini, costituiscano ora il 6,8% della forza lavoro polacca. I poli manifatturieri della Slesia e della Grande Polonia potrebbero affrontare carenze se i datori di lavoro non convertiranno la protezione temporanea in permessi di soggiorno a lungo termine entro la scadenza del 2027. Le aziende sono quindi invitate a: 1) mappare lo status PESEL dei dipendenti, 2) prevedere nel budget le spese per le carte di soggiorno, e 3) prepararsi a tempi di elaborazione più lunghi presso gli uffici voivodali, spesso sovraccarichi.
Lo studio legale consiglia di avviare le pratiche per la Blue Card o il permesso di soggiorno permanente entro i primi mesi del 2027, per evitare corse dell’ultimo minuto.
Fonte: BKT Kancelaria Legal Blog