
Le autorità di frontiera europee hanno emesso un insolito avviso nel weekend, invitando i viaggiatori a stampare visti, carte d’imbarco e conferme alberghiere dopo che un sovraccarico del server ha bloccato il nuovo Sistema di Entrata/Uscita (EES) l’11 aprile. Il malfunzionamento ha bloccato i chioschi biometrici a Parigi-Charles-de-Gaulle e in altri importanti snodi, lasciando i visitatori extra-UE — molti con itinerari di lavoro di 90/180 giorni — bloccati nelle sale immigrazione. L’EES memorizza immagini facciali e impronte digitali di ogni cittadino di paesi terzi che entra o esce dal territorio Schengen. Quando i database sono andati offline, i chioschi non hanno potuto recuperare le visite precedenti, costringendo gli agenti a ricostruire manualmente la storia dei viaggi. “Le nostre app di calcolo erano inutilizzabili senza connessione,” ha raccontato a Schengen90 un consulente britannico dopo aver perso una coincidenza a Marsiglia. I team tecnici UE hanno lavorato tutta la notte per ripristinare il servizio, ma le autorità hanno ammesso che la resilienza sarà messa alla prova quotidianamente con l’aumento dei flussi passeggeri verso l’estate. IATA e diversi gruppi datoriali francesi hanno subito rilanciato il consiglio di usare supporti cartacei, sottolineando che molte aziende sono ormai completamente digitali dall’inizio della pandemia, spesso affidandosi a portafogli di viaggio cloud che non possono essere mostrati senza accesso a internet. Per i dipartimenti mobilità la raccomandazione è chiara: fino a quando l’EES non sarà pienamente operativo, assicurarsi che i dipendenti portino con sé passaporti cartacei (non ID mobili), oltre a versioni stampate delle approvazioni ETIAS, screenshot del calcolatore Schengen e prove di viaggio successivo. Alcune multinazionali francesi stanno reintroducendo servizi di accoglienza a CDG e Orly per accompagnare i dipendenti VIP attraverso possibili colli di bottiglia. Nonostante il disagio, il Ministero dell’Interno francese insiste che il sistema resta la pietra angolare della strategia di frontiera post-2025, aiutando a contrastare i soggiorni irregolari e rafforzando la sicurezza. Ciò che il weekend ha dimostrato, però, è che le frontiere digitali richiedono ancora una copertura analogica.
Fonte: Schengen90
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