
Le compagnie aeree Emirates, con sede a Dubai, e Qatar Airways, con sede a Doha, hanno silenziosamente ritirato l’Airbus A380 a doppio ponte da sette rotte a lungo raggio con effetto immediato, sostituendolo con modelli più piccoli come l’Airbus A350-900 e il Boeing 787-9. Secondo i dati di programmazione pubblicati il 21 aprile 2026, questo downgrade temporaneo riguarda la coppia giornaliera di Emirates per Milano-Malpensa (una delle quali prosegue per New York-JFK), oltre alle rotazioni per Sydney e Kuala Lumpur, mentre Qatar Airways ha ritirato il “Super-Jumbo” su Parigi, Francoforte, Bangkok e Perth.
I dirigenti delle compagnie imputano la situazione a una tempesta perfetta causata dal conflitto ancora irrisolto tra Iran e Israele, che ha costretto i vettori del Golfo a deviazioni costose per evitare spazi aerei vietati, aggiungere soste per il rifornimento o ridurre il carico utile. Con il Brent che si aggira intorno ai 115 dollari al barile e i premi sul carburante per jet regionali che toccano il 35%, il quadrimotore A380 è diventato un peso economico su rotte con margini più ridotti.
Il presidente di Emirates, Sir Tim Clark, ha comunicato al personale in una nota interna che “la flessibilità è ora la priorità assoluta; l’A350 ci offre l’autonomia per evitare corridoi chiusi senza consumare il 25% di carburante in più.” La riduzione della capacità potrebbe comportare la rimozione fino a 2.500 posti in classe premium ogni settimana solo dall’aeroporto di Dubai International.
I responsabili dei viaggi aziendali, già alle prese con frequenti cambi di programma, dovranno riconfermare upgrade e accessi alle lounge su aeromobili con meno posti in business class. Anche i spedizionieri di merci affrontano una disponibilità ridotta di spazio nel vano cargo, proprio mentre le deviazioni via mare attorno al Capo spingono spedizioni urgenti verso il trasporto aereo.
Gli esperti di rischio viaggio sottolineano che questo cambiamento è un ulteriore segnale della fluidità delle rotte, mentre continuano gli allarmi per missili balistici nel Golfo. Le aziende con programmi di mobilità dovrebbero invitare i viaggiatori a verificare con attenzione l’equipaggiamento e l’assegnazione dei posti 24 ore prima della partenza, prevedendo tempi extra per eventuali deviazioni via Abu Dhabi o Muscat.
Le compagnie assicurative hanno avvertito che un’ulteriore escalation potrebbe far scattare sovrapprezzi per “rischio guerra” fino a 45 dollari per passeggero a tratta, costi che le aziende dovranno prevedere nel budget del trimestre in corso.
I dirigenti delle compagnie imputano la situazione a una tempesta perfetta causata dal conflitto ancora irrisolto tra Iran e Israele, che ha costretto i vettori del Golfo a deviazioni costose per evitare spazi aerei vietati, aggiungere soste per il rifornimento o ridurre il carico utile. Con il Brent che si aggira intorno ai 115 dollari al barile e i premi sul carburante per jet regionali che toccano il 35%, il quadrimotore A380 è diventato un peso economico su rotte con margini più ridotti.
Il presidente di Emirates, Sir Tim Clark, ha comunicato al personale in una nota interna che “la flessibilità è ora la priorità assoluta; l’A350 ci offre l’autonomia per evitare corridoi chiusi senza consumare il 25% di carburante in più.” La riduzione della capacità potrebbe comportare la rimozione fino a 2.500 posti in classe premium ogni settimana solo dall’aeroporto di Dubai International.
I responsabili dei viaggi aziendali, già alle prese con frequenti cambi di programma, dovranno riconfermare upgrade e accessi alle lounge su aeromobili con meno posti in business class. Anche i spedizionieri di merci affrontano una disponibilità ridotta di spazio nel vano cargo, proprio mentre le deviazioni via mare attorno al Capo spingono spedizioni urgenti verso il trasporto aereo.
Gli esperti di rischio viaggio sottolineano che questo cambiamento è un ulteriore segnale della fluidità delle rotte, mentre continuano gli allarmi per missili balistici nel Golfo. Le aziende con programmi di mobilità dovrebbero invitare i viaggiatori a verificare con attenzione l’equipaggiamento e l’assegnazione dei posti 24 ore prima della partenza, prevedendo tempi extra per eventuali deviazioni via Abu Dhabi o Muscat.
Le compagnie assicurative hanno avvertito che un’ulteriore escalation potrebbe far scattare sovrapprezzi per “rischio guerra” fino a 45 dollari per passeggero a tratta, costi che le aziende dovranno prevedere nel budget del trimestre in corso.
Fonte: Aviation A2Z
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