
La compagnia di bandiera tedesca Lufthansa ha annunciato il 22 aprile la cancellazione di circa 20.000 voli tra aprile e ottobre 2026 per far fronte all’aumento vertiginoso del prezzo del carburante per aerei e alle conseguenze finanziarie di una serie di scioperi di piloti e personale di cabina avvenuti all’inizio del mese. Il gruppo ha dichiarato che concentrerà il traffico attraverso i suoi sei hub principali: Francoforte, Monaco, Zurigo, Vienna, Roma e Bruxelles.
Sebbene la maggior parte dei voli cancellati parta dalla Germania, la decisione di convogliare più passeggeri attraverso l’aeroporto di Bruxelles rappresenta una lama a doppio taglio per i viaggiatori d’affari belgi. Da un lato, i tagli di capacità di Lufthansa potrebbero tradursi in voli feeder aggiuntivi sulle rotte Bruxelles–Francoforte e Bruxelles–Monaco, migliorando la connettività nello stesso giorno verso destinazioni a lungo raggio. Dall’altro, orari più serrati significano meno margine di manovra: ritardi in altri hub potrebbero propagarsi fino a Zaventem, mentre la disponibilità di posti premio in classe premium è destinata a ridursi.
Le agenzie di gestione viaggi (TMC) stanno già invitando le aziende a rivedere gli itinerari di primavera ed estate. I partner in codeshare, come Brussels Airlines – anch’essa parte del gruppo Lufthansa – riprenoteranno i passeggeri ove possibile, ma la disponibilità sui voli mattutini di punta è limitata. I datori di lavoro con politiche rigide di acquisto anticipato potrebbero dover concedere eccezioni per evitare tariffe last minute molto elevate.
Lufthansa sostiene che questa misura permetterà di risparmiare 40.000 tonnellate di cherosene e di proteggere la redditività in quello che definisce uno “shock del carburante” causato dall’instabilità in Medio Oriente. I sindacati accusano la compagnia di usare retorica ambientale per giustificare tagli di rotte che penalizzano in modo sproporzionato gli aeroporti regionali. Qualunque sia la motivazione, i responsabili della mobilità con grandi volumi di viaggi tra Germania e Belgio devono aspettarsi una forte volatilità degli orari almeno fino al terzo trimestre.
Sebbene la maggior parte dei voli cancellati parta dalla Germania, la decisione di convogliare più passeggeri attraverso l’aeroporto di Bruxelles rappresenta una lama a doppio taglio per i viaggiatori d’affari belgi. Da un lato, i tagli di capacità di Lufthansa potrebbero tradursi in voli feeder aggiuntivi sulle rotte Bruxelles–Francoforte e Bruxelles–Monaco, migliorando la connettività nello stesso giorno verso destinazioni a lungo raggio. Dall’altro, orari più serrati significano meno margine di manovra: ritardi in altri hub potrebbero propagarsi fino a Zaventem, mentre la disponibilità di posti premio in classe premium è destinata a ridursi.
Le agenzie di gestione viaggi (TMC) stanno già invitando le aziende a rivedere gli itinerari di primavera ed estate. I partner in codeshare, come Brussels Airlines – anch’essa parte del gruppo Lufthansa – riprenoteranno i passeggeri ove possibile, ma la disponibilità sui voli mattutini di punta è limitata. I datori di lavoro con politiche rigide di acquisto anticipato potrebbero dover concedere eccezioni per evitare tariffe last minute molto elevate.
Lufthansa sostiene che questa misura permetterà di risparmiare 40.000 tonnellate di cherosene e di proteggere la redditività in quello che definisce uno “shock del carburante” causato dall’instabilità in Medio Oriente. I sindacati accusano la compagnia di usare retorica ambientale per giustificare tagli di rotte che penalizzano in modo sproporzionato gli aeroporti regionali. Qualunque sia la motivazione, i responsabili della mobilità con grandi volumi di viaggi tra Germania e Belgio devono aspettarsi una forte volatilità degli orari almeno fino al terzo trimestre.
Fonte: Brussels Signal
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