
Durante la riunione del 22 aprile 2026, il Consiglio federale svizzero ha avviato una consultazione pubblica su modifiche mirate alla Legge sugli stranieri e l’integrazione (LStrI). Secondo la bozza, i cittadini extra-UE/AELE che arrivano con il ricongiungimento familiare dovranno registrarsi presso i servizi cantonali di orientamento professionale e impegnarsi attivamente nella ricerca di lavoro o formazione. Il governo estende inoltre il progetto pilota Perspecta fino al 2030 per supportare i cantoni nell’applicazione delle nuove norme. L’iniziativa rappresenta la risposta più recente dell’esecutivo alla crescente pressione politica per limitare l’immigrazione netta, dopo il successo dell’iniziativa popolare “No a una Svizzera da 10 milioni” in tema di sostenibilità. Le autorità sottolineano che è il mercato del lavoro, più che i flussi di asilo, a guidare la crescita demografica. Mobilitando talenti residenti poco sfruttati, la misura punta a ridurre la dipendenza da lavoratori stranieri aggiuntivi, sostenendo al contempo le aziende alle prese con carenze di competenze. In pratica, le autorità cantonali o comunali segnaleranno i nuovi arrivi per ricongiungimento familiare privi di prospettive occupazionali chiare. I consulenti professionali offriranno quindi consigli personalizzati su percorsi formativi, riconoscimento di titoli esteri e inserimento lavorativo. I datori di lavoro potranno beneficiare di un bacino semplificato di talenti già insediati in Svizzera e pronti a lavorare, riducendo i tempi di reclutamento per posizioni di livello medio. Per i professionisti della mobilità internazionale e delle risorse umane, la proposta indica che l’accompagnamento familiare non potrà più essere considerato una categoria passiva di immigrazione. I familiari a carico potrebbero essere tenuti — o incentivati — a cercare un’occupazione remunerata poco dopo l’arrivo, influenzando la pianificazione delle missioni, i pacchetti di supporto coniugale e gli obblighi di conformità. Le aziende dovrebbero seguire con attenzione la consultazione, aperta fino al 12 agosto 2026, e prepararsi ad aggiornare le politiche di trasferimento una volta adottato il testo legislativo definitivo.