
India e Nuova Zelanda hanno formalmente firmato il loro a lungo negoziato Accordo di Libero Scambio (FTA) a Nuova Delhi il 27 aprile 2026, concludendo una trattativa durata 16 mesi iniziata nel dicembre 2024. Il Ministro del Commercio e dell’Industria, Piyush Goyal, ha definito l’accordo un “commercio centrato sulle persone”, poiché la principale concessione non riguarda la riduzione dei dazi, ma la mobilità: una quota annuale di 5.000 visti di ingresso per lavoro temporaneo per professionisti indiani qualificati nei settori IT, ingegneria, sanità, istruzione e costruzioni, oltre a 1.000 visti Work-and-Holiday per giovani viaggiatori.
Con questa nuova via, i professionisti indiani potranno vivere e lavorare in Nuova Zelanda fino a tre anni, con il coniuge che riceverà il diritto di lavoro aperto. Per gli studenti, i diritti di lavoro post-studio sono stati uniformati a tre anni per laureati e magistrali STEM e quattro anni per i dottorati, rispecchiando le disposizioni più generose attualmente in vigore nel sistema di immigrazione neozelandese. Le autorità sottolineano che ciò crea un percorso prevedibile per i laureati indiani per trasformare lo studio in occupazione qualificata.
Oltre alla mobilità lavorativa, l’FTA elimina i dazi doganali su tutte le esportazioni indiane di merci, dai prodotti farmaceutici ai tessuti fino agli alimenti lavorati, offrendo alle PMI indiane un accesso preferenziale a un mercato da 9 miliardi di dollari USA. La Nuova Zelanda, a sua volta, ottiene l’ingresso senza dazi per prodotti lattiero-caseari di alta qualità, kiwi e vino, con quote attentamente graduali. Un capitolo sugli investimenti prevede 20 miliardi di dollari USA di capitali neozelandesi nei prossimi 15 anni, con “centri di eccellenza” congiunti per mele, miele e agri-tech.
Per i team di mobilità aziendale, la novità è immediata: una volta ratificato l’accordo – previsto entro il 1° ottobre 2026 – i datori di lavoro potranno sponsorizzare il personale tramite un processo accelerato gestito congiuntamente da Immigration NZ e dal National Single Window indiano. I responsabili HR dovrebbero pianificare presto le esigenze di competenze, poiché la quota di 5.000 visti sarà assegnata trimestralmente secondo l’ordine di arrivo. I responsabili globali del talento stanno già organizzando sessioni informative per i dipendenti interessati al mercato del Sud Pacifico.
Gli analisti considerano l’accordo un modello per i futuri patti di mobilità dell’India con UE e Regno Unito. Se attuato senza intoppi, potrebbe attenuare le resistenze interne a quote simili in accordi futuri e consolidare la reputazione dell’India come partner che collega l’accesso al mercato alla mobilità delle persone.
Con questa nuova via, i professionisti indiani potranno vivere e lavorare in Nuova Zelanda fino a tre anni, con il coniuge che riceverà il diritto di lavoro aperto. Per gli studenti, i diritti di lavoro post-studio sono stati uniformati a tre anni per laureati e magistrali STEM e quattro anni per i dottorati, rispecchiando le disposizioni più generose attualmente in vigore nel sistema di immigrazione neozelandese. Le autorità sottolineano che ciò crea un percorso prevedibile per i laureati indiani per trasformare lo studio in occupazione qualificata.
Oltre alla mobilità lavorativa, l’FTA elimina i dazi doganali su tutte le esportazioni indiane di merci, dai prodotti farmaceutici ai tessuti fino agli alimenti lavorati, offrendo alle PMI indiane un accesso preferenziale a un mercato da 9 miliardi di dollari USA. La Nuova Zelanda, a sua volta, ottiene l’ingresso senza dazi per prodotti lattiero-caseari di alta qualità, kiwi e vino, con quote attentamente graduali. Un capitolo sugli investimenti prevede 20 miliardi di dollari USA di capitali neozelandesi nei prossimi 15 anni, con “centri di eccellenza” congiunti per mele, miele e agri-tech.
Per i team di mobilità aziendale, la novità è immediata: una volta ratificato l’accordo – previsto entro il 1° ottobre 2026 – i datori di lavoro potranno sponsorizzare il personale tramite un processo accelerato gestito congiuntamente da Immigration NZ e dal National Single Window indiano. I responsabili HR dovrebbero pianificare presto le esigenze di competenze, poiché la quota di 5.000 visti sarà assegnata trimestralmente secondo l’ordine di arrivo. I responsabili globali del talento stanno già organizzando sessioni informative per i dipendenti interessati al mercato del Sud Pacifico.
Gli analisti considerano l’accordo un modello per i futuri patti di mobilità dell’India con UE e Regno Unito. Se attuato senza intoppi, potrebbe attenuare le resistenze interne a quote simili in accordi futuri e consolidare la reputazione dell’India come partner che collega l’accesso al mercato alla mobilità delle persone.
Fonte: Business Today
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