
India e Nuova Zelanda firmeranno il loro primo accordo bilaterale di libero scambio a Nuova Delhi il 27 aprile, ma il capitolo sulla mobilità lavorativa sta già attirando l’attenzione nei dipartimenti HR aziendali. I dettagli diffusi il 26 aprile rivelano che Wellington ha concordato una quota annuale dedicata di 5.000 visti di lavoro temporaneo per professionisti indiani qualificati, coprendo settori come IT, sanità, ingegneria e persino ambiti di nicchia come l’insegnamento dello yoga e la cucina indiana. I titolari di visto potranno rimanere fino a tre anni e potranno accedere alla residenza permanente tramite i percorsi esistenti. L’accordo potenzia anche le opportunità per i giovani talenti: un nuovo Working Holiday Scheme concederà a 1.000 indiani tra i 18 e i 30 anni un visto a ingressi multipli valido 12 mesi, mentre gli studenti indiani iscritti nelle università neozelandesi potranno continuare a lavorare 20 ore settimanali e, a seconda del livello di qualifica, ottenere permessi di lavoro post-studio fino a quattro anni. Per gli esportatori indiani l’FTA significa soprattutto accesso senza dazi su tutte le linee tariffarie, ma per i responsabili della mobilità le clausole sul movimento delle persone sono altrettanto rilevanti. I recruiter nel mercato tech ristretto di Auckland affermano di poter ora pianificare campagne di reclutamento nelle università indiane senza dover affrontare il limite a sorteggio della Skilled Migrant Category. L’accordo include un allegato innovativo sulla medicina tradizionale, aprendo la porta a praticanti di Ayurveda e benessere, un settore che i tour operator neozelandesi vogliono promuovere. Tuttavia, i datori di lavoro devono considerare le clausole: è ancora richiesta la prova del test del mercato del lavoro per ruoli al di fuori della soglia di alto salario, e i familiari a carico devono avere un’assicurazione separata durante il soggiorno. La ratifica è prevista entro fine anno, ma entrambi i governi assicurano che le normative sui visti saranno pubblicate entro 90 giorni dalla firma. Le aziende che pianificano progetti nella seconda metà del 2026 dovrebbero quindi iniziare subito a mappare i ruoli per allinearsi alle nuove finestre di quota.
Fonte: Business Today
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