
La compagnia aerea low-cost Ryanair ha comunicato al personale l’intenzione di chiudere questo autunno la sua unica base di equipaggio rimasta in Germania, situata all’aeroporto di Berlino Brandenburg. Questa decisione costringerebbe circa 100 piloti e 200 assistenti di volo a trasferirsi all’estero o a rischiare il licenziamento. La notizia, diffusa il 4 maggio dal portale specializzato Aviation.Direct, ha subito suscitato la reazione del sindacato dei piloti Vereinigung Cockpit (VC), che accusa la compagnia di ostacolare l’attività sindacale. Il presidente di VC, Andreas Pinheiro, sostiene che la chiusura sia una ritorsione per una recente vittoria in tribunale del lavoro, che ha ripristinato un turno di cinque giorni lavorativi seguiti da quattro di riposo, e soprattutto per lo status unico di Berlino all’interno della rete Ryanair, essendo l’unica base tedesca con un consiglio di fabbrica eletto. Ryanair replica che le elevate tasse sul traffico aereo e le tariffe aeroportuali – destinate ad aumentare ulteriormente nel 2027 – rendono insostenibile operare da Berlino. Per i datori di lavoro multinazionali, questa situazione crea problemi immediati di mobilità del personale. La base di Berlino garantisce infatti partenze nelle prime ore del mattino, fondamentali per molti viaggiatori d’affari che devono partecipare a riunioni nello stesso giorno a Milano, Vienna o Copenaghen; una riduzione dei voli potrebbe costringere le aziende a riprenotare con Lufthansa o a optare per combinazioni treno-aereo via Francoforte, aumentando costi e tempi di viaggio. I team di mobilità che gestiscono piloti o assistenti di volo espatriati con contratti locali devono inoltre prepararsi a eventuali pacchetti di trasferimento o trattative per indennità di licenziamento qualora Ryanair proceda con la chiusura. Le autorità aeroportuali temono ripercussioni: a aprile BER ha gestito 3,2 milioni di passeggeri e contava sul calendario Ryanair per raggiungere i volumi pre-pandemia entro fine anno. Il ministero del turismo del Land di Brandeburgo è già in trattativa con easyJet ed Eurowings per compensare la capacità persa prima del picco dei mercatini di Natale. A livello politico, l’episodio riapre il dibattito sul fatto che le leggi tedesche sul lavoro possano involontariamente spingere le compagnie a posizionare gli aerei in giurisdizioni a costi inferiori. VC chiede al ministero federale dei trasporti di introdurre regole che impediscano l’uso delle chiusure di basi come strumento per indebolire i diritti sindacali – una richiesta che, se accolta, potrebbe modificare profondamente gli incentivi per le compagnie straniere che operano sul mercato tedesco.
Fonte: Aviation.Direct
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