
Il Servizio Immigrazione Finlandese (Migri) ha annunciato che, a partire dalla stagione di raccolta del 2026, ogni domanda di visto, certificato di lavoro stagionale e permesso di soggiorno presentata dai raccoglitori di bacche selvatiche sarà sottoposta a controlli molto più rigorosi. La decisione, resa nota il 21 maggio 2026, è una risposta diretta a una serie di casi di sfruttamento di alto profilo, in cui raccoglitori stranieri – principalmente reclutati dall’Asia – sono stati alloggiati in condizioni precarie, pagati ben al di sotto delle retribuzioni garantite e gravati da commissioni di reclutamento eccessive. Migri ha dichiarato che d’ora in poi verificherà attentamente i precedenti degli datori di lavoro, gli standard degli alloggi e i termini contrattuali prima di concedere qualsiasi autorizzazione.
Sebbene la raccolta delle bacche in Finlandia sia considerata “lavoro stagionale”, si tratta di un’attività particolare: i raccoglitori spesso arrivano con visti Schengen a breve termine rilasciati dai consolati finlandesi, lavorano su base quasi imprenditoriale e, fino a poco tempo fa, si trovavano in una zona grigia normativa. Con le riforme entrate in vigore nel 2025, i raccoglitori provenienti da paesi che richiedono il visto e che restano meno di tre mesi devono ottenere un visto per lavoro stagionale, mentre quelli provenienti da paesi esenti da visto devono ottenere un certificato Migri prima del viaggio; per soggiorni da 3 a 9 mesi è necessario un permesso di soggiorno. In tutti e tre i casi, Migri e il Ministero degli Affari Esteri condividono ora i dati per segnalare datori di lavoro o agenti di reclutamento sospettati di violazioni precedenti.
Tuuli Huhtilainen, responsabile Migri per i permessi di lavoro, ha spiegato che i controlli più severi rallenteranno inevitabilmente i tempi di elaborazione, ma sono essenziali per “tutelare la sicurezza dei nostri clienti e della società, prevenendo lo sfruttamento lavorativo e la tratta di esseri umani”. Ai richiedenti potrebbe essere richiesto di fornire prove di guadagni garantiti, copie dei contratti di locazione degli alloggi e documentazione che dimostri la conformità delle commissioni di reclutamento alle normative thailandesi e vietnamite – due dei principali paesi di origine. In caso di inadempienze da parte dei datori di lavoro, i permessi saranno negati.
Per i datori di lavoro del settore delle bacche, l’annuncio implica la necessità di pianificare le campagne di assunzione con maggiore anticipo, prevedere tempi più lunghi e preparare documentazione più dettagliata. Migri ha assicurato che le aziende in grado di dimostrare salari conformi ai contratti collettivi, alloggi certificati e catene di reclutamento trasparenti dovrebbero ricevere le decisioni entro il termine standard di 15 giorni. Le imprese con accordi opachi rischiano indagini prolungate o l’inserimento in liste nere, mettendo a rischio la raccolta del 2026.
Questa stretta rappresenta un segnale di un inasprimento più ampio del quadro migratorio finlandese: dal gennaio 2026 sono entrati in vigore requisiti di residenza di sei anni per il permesso permanente, soglie di reddito più elevate e controlli più rigorosi nei luoghi di lavoro. Per i responsabili della mobilità globale, il messaggio è chiaro: la Finlandia resta aperta a talenti stagionali e a lungo termine, ma le aspettative di conformità aumentano sensibilmente e il rischio reputazionale per le filiere non conformi cresce.
Sebbene la raccolta delle bacche in Finlandia sia considerata “lavoro stagionale”, si tratta di un’attività particolare: i raccoglitori spesso arrivano con visti Schengen a breve termine rilasciati dai consolati finlandesi, lavorano su base quasi imprenditoriale e, fino a poco tempo fa, si trovavano in una zona grigia normativa. Con le riforme entrate in vigore nel 2025, i raccoglitori provenienti da paesi che richiedono il visto e che restano meno di tre mesi devono ottenere un visto per lavoro stagionale, mentre quelli provenienti da paesi esenti da visto devono ottenere un certificato Migri prima del viaggio; per soggiorni da 3 a 9 mesi è necessario un permesso di soggiorno. In tutti e tre i casi, Migri e il Ministero degli Affari Esteri condividono ora i dati per segnalare datori di lavoro o agenti di reclutamento sospettati di violazioni precedenti.
Tuuli Huhtilainen, responsabile Migri per i permessi di lavoro, ha spiegato che i controlli più severi rallenteranno inevitabilmente i tempi di elaborazione, ma sono essenziali per “tutelare la sicurezza dei nostri clienti e della società, prevenendo lo sfruttamento lavorativo e la tratta di esseri umani”. Ai richiedenti potrebbe essere richiesto di fornire prove di guadagni garantiti, copie dei contratti di locazione degli alloggi e documentazione che dimostri la conformità delle commissioni di reclutamento alle normative thailandesi e vietnamite – due dei principali paesi di origine. In caso di inadempienze da parte dei datori di lavoro, i permessi saranno negati.
Per i datori di lavoro del settore delle bacche, l’annuncio implica la necessità di pianificare le campagne di assunzione con maggiore anticipo, prevedere tempi più lunghi e preparare documentazione più dettagliata. Migri ha assicurato che le aziende in grado di dimostrare salari conformi ai contratti collettivi, alloggi certificati e catene di reclutamento trasparenti dovrebbero ricevere le decisioni entro il termine standard di 15 giorni. Le imprese con accordi opachi rischiano indagini prolungate o l’inserimento in liste nere, mettendo a rischio la raccolta del 2026.
Questa stretta rappresenta un segnale di un inasprimento più ampio del quadro migratorio finlandese: dal gennaio 2026 sono entrati in vigore requisiti di residenza di sei anni per il permesso permanente, soglie di reddito più elevate e controlli più rigorosi nei luoghi di lavoro. Per i responsabili della mobilità globale, il messaggio è chiaro: la Finlandia resta aperta a talenti stagionali e a lungo termine, ma le aspettative di conformità aumentano sensibilmente e il rischio reputazionale per le filiere non conformi cresce.
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