
I legislatori dell’UE hanno raggiunto un accordo notturno il 1° giugno per adottare un nuovo “Regolamento sui Rimpatri”, completando così il Patto sulla Migrazione e l’Asilo dell’Unione a pochi giorni dalla scadenza biennale per l’implementazione. Il regolamento semplifica le procedure per l’allontanamento dei migranti a cui è stata negata la protezione e consente agli Stati membri di istituire “piattaforme di rimpatrio” — centri di elaborazione in paesi terzi dove i rimpatriati possono essere inviati mentre le autorità UE organizzano il viaggio successivo.
I negoziatori francesi hanno sostenuto il testo finale, ma hanno chiarito che Parigi non intende costruire piattaforme offshore. Il Ministero dell’Interno si concentrerà invece sull’accelerazione delle decisioni nazionali di rimpatrio, che attualmente richiedono in media 14 mesi e vengono applicate solo nel 9% dei casi, secondo la Cour des comptes.
Secondo le nuove regole UE, la Francia potrà trattenere alcune categorie di richiedenti respinti fino a 24 mesi (contro i 90 giorni attuali) e sequestrare documenti d’identità per prevenire fughe. Per i datori di lavoro multinazionali, la preoccupazione immediata riguarda l’interazione del regolamento con la mobilità intra-UE. I cittadini di paesi terzi a cui viene revocato il permesso di lavoro francese dopo la perdita del lavoro potrebbero incorrere in un divieto di reingresso di cinque anni, che ora si applica automaticamente in tutta l’area Schengen. I responsabili della mobilità dovrebbero quindi rivedere le checklist di cessazione e garantire che i dipendenti in uscita ricevano tempestivamente consulenza legale per evitare soggiorni irregolari involontari.
ONG come La Cimade e Médecins du Monde avvertono che le detenzioni familiari e i periodi di custodia più lunghi violano gli standard dei diritti fondamentali. Sono attese sfide legali presso il Conseil d’État francese una volta che il disegno di legge di attuazione arriverà in parlamento entro fine mese.
Nel frattempo, i datori di lavoro che si affidano a manodopera stagionale e meno qualificata dovrebbero prepararsi a un controllo più rigoroso delle uscite tramite il Sistema di Entrata/Uscita (EES), che sarà operativo a partire da ottobre. Se applicato con costanza, il Regolamento sui Rimpatri potrebbe liberare capacità amministrativa nelle prefetture, permettendo una gestione più rapida dei permessi basati sul talento, come il Passeport Talent. Tuttavia, gli esperti avvertono che le risorse della polizia potrebbero invece essere destinate a operazioni di controllo, allungando temporaneamente i tempi di attesa per gli appuntamenti.
I negoziatori francesi hanno sostenuto il testo finale, ma hanno chiarito che Parigi non intende costruire piattaforme offshore. Il Ministero dell’Interno si concentrerà invece sull’accelerazione delle decisioni nazionali di rimpatrio, che attualmente richiedono in media 14 mesi e vengono applicate solo nel 9% dei casi, secondo la Cour des comptes.
Secondo le nuove regole UE, la Francia potrà trattenere alcune categorie di richiedenti respinti fino a 24 mesi (contro i 90 giorni attuali) e sequestrare documenti d’identità per prevenire fughe. Per i datori di lavoro multinazionali, la preoccupazione immediata riguarda l’interazione del regolamento con la mobilità intra-UE. I cittadini di paesi terzi a cui viene revocato il permesso di lavoro francese dopo la perdita del lavoro potrebbero incorrere in un divieto di reingresso di cinque anni, che ora si applica automaticamente in tutta l’area Schengen. I responsabili della mobilità dovrebbero quindi rivedere le checklist di cessazione e garantire che i dipendenti in uscita ricevano tempestivamente consulenza legale per evitare soggiorni irregolari involontari.
ONG come La Cimade e Médecins du Monde avvertono che le detenzioni familiari e i periodi di custodia più lunghi violano gli standard dei diritti fondamentali. Sono attese sfide legali presso il Conseil d’État francese una volta che il disegno di legge di attuazione arriverà in parlamento entro fine mese.
Nel frattempo, i datori di lavoro che si affidano a manodopera stagionale e meno qualificata dovrebbero prepararsi a un controllo più rigoroso delle uscite tramite il Sistema di Entrata/Uscita (EES), che sarà operativo a partire da ottobre. Se applicato con costanza, il Regolamento sui Rimpatri potrebbe liberare capacità amministrativa nelle prefetture, permettendo una gestione più rapida dei permessi basati sul talento, come il Passeport Talent. Tuttavia, gli esperti avvertono che le risorse della polizia potrebbero invece essere destinate a operazioni di controllo, allungando temporaneamente i tempi di attesa per gli appuntamenti.
Fonte: Le Monde
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