
La Spagna ha ufficialmente adottato il nuovo Patto dell'Unione Europea su Migrazione e Asilo a partire dalla mezzanotte del 12 giugno, allineando le norme nazionali sull'immigrazione e la gestione delle frontiere al pacchetto di dieci regolamenti UE approvati nel 2024 e ora entrati in vigore. Il Ministro dell'Interno, Fernando Grande-Marlaska, da Madrid ha dichiarato che il governo applicherà il patto “con un approccio garantito e rispettoso dei diritti”, respingendo però l’idea – prevista nel nuovo regolamento UE sui rimpatri – di inviare i migranti a centri di accoglienza in paesi terzi.
Cosa cambia concretamente? Da oggi, ogni cittadino di paesi terzi intercettato a una frontiera esterna o arrivato irregolarmente sarà sottoposto a uno “screening pre-ingresso” biometrico obbligatorio, da completare entro sette giorni. La Spagna ha installato terminali aggiuntivi per il rilevamento delle impronte digitali e il riconoscimento facciale in punti chiave come Algeciras, Melilla e le Isole Canarie per gestire l’aumento della raccolta dati.
Le nuove norme introducono inoltre procedure di asilo alle frontiere della durata di 12 settimane per i richiedenti provenienti da paesi considerati “sicuri” e obbligano la Spagna a trattenere queste persone in strutture dedicate durante l’esame accelerato delle loro richieste. Le aziende che inviano lavoratori oltre confine dovranno considerare la possibilità di decisioni di rifiuto molto più rapide e di conseguenti rimpatri, soprattutto se un familiare dell’assegnato viene negato protezione.
I responsabili della mobilità aziendale devono tenere presente che lo scambio di informazioni tra polizia spagnola, ufficio asilo (OAR) e rete dei servizi sociali sarà completamente digitalizzato secondo i requisiti di interoperabilità del patto. Questo dovrebbe ridurre i tempi di attesa per le decisioni su permessi per “professionisti altamente qualificati” e trasferimenti intra-aziendali, ma significa anche che eventuali soggiorni irregolari o domande duplicate presentate in un altro Stato UE saranno immediatamente rilevate. Qualsiasi strategia di rotazione del personale dovrà quindi includere un monitoraggio in tempo reale della conformità alle regole di Schengen.
Per i programmi di mobilità globale, la novità più rilevante è il nuovo meccanismo di solidarietà. Poiché la Spagna è considerata uno Stato “di prima linea” sotto pressione, gli altri membri UE dovranno offrire posti di ricollocamento per i richiedenti asilo o versare un contributo di 20.000 euro per ogni rifiuto. In teoria, ciò potrebbe liberare risorse per aumentare il personale negli uffici di extranjería, riducendo così i ritardi nelle pratiche di rinnovo dei permessi di soggiorno che hanno creato problemi alle multinazionali di Barcellona e Madrid.
Praticamente, i viaggiatori devono aspettarsi domande più dettagliate ai chioschi di ingresso alle frontiere e controlli secondari più lunghi durante il picco estivo. I responsabili delle rotazioni equipaggi e i fornitori di servizi di trasferimento stanno già consigliando ai clienti di prevedere tempi di transito più ampi e di portare con sé documenti comprovanti l’alloggio, l’assicurazione sanitaria e il viaggio di proseguimento per evitare di essere inseriti nella nuova procedura accelerata.
Cosa cambia concretamente? Da oggi, ogni cittadino di paesi terzi intercettato a una frontiera esterna o arrivato irregolarmente sarà sottoposto a uno “screening pre-ingresso” biometrico obbligatorio, da completare entro sette giorni. La Spagna ha installato terminali aggiuntivi per il rilevamento delle impronte digitali e il riconoscimento facciale in punti chiave come Algeciras, Melilla e le Isole Canarie per gestire l’aumento della raccolta dati.
Le nuove norme introducono inoltre procedure di asilo alle frontiere della durata di 12 settimane per i richiedenti provenienti da paesi considerati “sicuri” e obbligano la Spagna a trattenere queste persone in strutture dedicate durante l’esame accelerato delle loro richieste. Le aziende che inviano lavoratori oltre confine dovranno considerare la possibilità di decisioni di rifiuto molto più rapide e di conseguenti rimpatri, soprattutto se un familiare dell’assegnato viene negato protezione.
I responsabili della mobilità aziendale devono tenere presente che lo scambio di informazioni tra polizia spagnola, ufficio asilo (OAR) e rete dei servizi sociali sarà completamente digitalizzato secondo i requisiti di interoperabilità del patto. Questo dovrebbe ridurre i tempi di attesa per le decisioni su permessi per “professionisti altamente qualificati” e trasferimenti intra-aziendali, ma significa anche che eventuali soggiorni irregolari o domande duplicate presentate in un altro Stato UE saranno immediatamente rilevate. Qualsiasi strategia di rotazione del personale dovrà quindi includere un monitoraggio in tempo reale della conformità alle regole di Schengen.
Per i programmi di mobilità globale, la novità più rilevante è il nuovo meccanismo di solidarietà. Poiché la Spagna è considerata uno Stato “di prima linea” sotto pressione, gli altri membri UE dovranno offrire posti di ricollocamento per i richiedenti asilo o versare un contributo di 20.000 euro per ogni rifiuto. In teoria, ciò potrebbe liberare risorse per aumentare il personale negli uffici di extranjería, riducendo così i ritardi nelle pratiche di rinnovo dei permessi di soggiorno che hanno creato problemi alle multinazionali di Barcellona e Madrid.
Praticamente, i viaggiatori devono aspettarsi domande più dettagliate ai chioschi di ingresso alle frontiere e controlli secondari più lunghi durante il picco estivo. I responsabili delle rotazioni equipaggi e i fornitori di servizi di trasferimento stanno già consigliando ai clienti di prevedere tempi di transito più ampi e di portare con sé documenti comprovanti l’alloggio, l’assicurazione sanitaria e il viaggio di proseguimento per evitare di essere inseriti nella nuova procedura accelerata.
Fonte: El País