
Nel sud-ovest della Germania, pendolari e governo regionale sono infuriati perché i controlli alle frontiere interne con Francia, Lussemburgo e Belgio restano in vigore nonostante l’entrata in vigore del patto europeo sull’asilo. In interviste a SWR Aktuell, gli automobilisti al valico di Lauterbourg hanno denunciato code di 30 minuti, mentre gli operatori logistici segnalano ritardi nelle consegne. Il Ministero dell’Interno federale ha dichiarato a SWR che i controlli proseguiranno almeno fino al 15 settembre 2026, giustificando la decisione con la necessità di verificare se il sistema GEAS riduca gli ingressi irregolari. Il presidente della regione, Gordon Schnieder (CDU), sostiene la proroga, ma i deputati dei Verdi e del SPD del Reno-Palatinato la definiscono “simbolismo nazionale a scapito del diritto europeo”. Le imprese dell’area dell’Alto Reno stimano che i controlli costino circa 2,7 milioni di euro al mese in perdita di produttività. Il colosso chimico BASF avverte che le spedizioni just-in-time dai fornitori francesi richiedono ora scorte di sicurezza aggiuntive. La lobby delle PMI IHK-Pfalz chiede un sistema di corsia preferenziale per i pendolari registrati, simile al Trusted Traveller, ma il ministero risponde che le risorse IT sono impegnate nell’implementazione di Eurodac. Per i responsabili della mobilità, il consiglio è di mantenere margini di tempo per il car-pooling e di informare i dipendenti su possibili controlli documentali casuali anche su strade secondarie. La situazione sarà rivista a settembre; se i dati GEAS mostreranno una diminuzione dei movimenti secondari, il ministero potrebbe passare a controlli mobili e basati sull’intelligence durante l’inverno.
Fonte: SWR Aktuell