
Dopo due anni di preparativi, il tanto atteso Patto europeo su migrazione e asilo è diventato vincolante a livello legale a mezzanotte del 12 giugno 2026. Sebbene il nuovo quadro normativo si applichi a tutti i 27 Stati membri, la Francia — il paese europeo più visitato e un importante snodo alle frontiere esterne — affronta alcune delle sfide operative più immediate. Secondo il patto, le autorità degli aeroporti, porti e confini terrestri francesi devono creare un fascicolo biometrico unico per ogni cittadino non UE che entra, negare l’ingresso o accelerare i casi di inammissibilità entro cinque giorni e ridurre i tempi per i ricorsi contro le decisioni negative sull’asilo. Il Ministero dell’Interno francese ha schierato 500 agenti di polizia e gendarmi aggiuntivi negli aeroporti di Charles-de-Gaulle, Orly, Marsiglia e Lione, ampliando anche la capacità di detenzione a Calais e Mentone. Nella notte sono state testate le interfacce digitali tra il Sistema d’Informazione Schengen (SIS), Eurodac e l’ADAGe francese (Application Dématérialisée des Autorisations Globales). Gli analisti del settore business travel evidenziano due grandi implicazioni: innanzitutto, i dirigenti non UE che effettuano frequenti brevi trasferte presso le sedi francesi dovranno prevedere tempi più lunghi in aeroporto, poiché ogni passaporto sarà associato a impronte digitali e scansione facciale al primo ingresso dopo il 12 giugno. In secondo luogo, i responsabili della mobilità globale dovranno monitorare un nuovo “meccanismo di solidarietà” che può obbligare le aziende a collaborare per il trasferimento del personale qualora la domanda di permesso di lavoro francese venga dirottata verso un altro Stato UE in base alle quote di ricollocamento. Sul piano politico, il tempismo è delicato: la Francia ospita il vertice G7 a Évian la prossima settimana e a settembre si terranno le elezioni legislative, con i partiti di estrema destra che già definiscono il patto “troppo morbido” e le ONG per i diritti umani che lo criticano come “Fortezza Europa 2.0”. Il ministro dell’Interno Laurent Nuñez assicura che le regole sono “ferme e giuste” e “riporteranno fiducia dei cittadini nelle frontiere europee, tutelando al contempo il diritto d’asilo”. Per i datori di lavoro, le azioni immediate includono informare il personale in viaggio sulle nuove formalità più lunghe, verificare i fascicoli dei lavoratori distaccati rispetto alle nuove scadenze per le decisioni di rimpatrio e aggiornare i piani di emergenza in caso di controlli straordinari sulle rotte transcanale. Gli esperti legali in materia di immigrazione raccomandano inoltre di rivedere le lettere di distacco in Francia: se un dipendente resta giorni in detenzione in attesa di controlli, le clausole di continuazione della retribuzione potrebbero diventare decisive.
Fonte: Reuters via Internazionale
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