
Il nuovo Sistema di Entrata/Uscita (EES) dell’Unione Europea sta affrontando il suo primo vero stress test questo fine settimana, e i primi segnali sono preoccupanti. Il portale di viaggi The Traveler segnala code fino a sei ore negli aeroporti di Spagna, Portogallo e, cosa cruciale per i datori di lavoro multinazionali, Italia, dove Roma-Fiumicino e Milano-Malpensa hanno gestito i maggiori flussi di arrivi extra-UE da quando il sistema è entrato pienamente in funzione ad aprile. L’EES sostituisce il timbro sul passaporto con la registrazione biometrica (scansione del volto e delle quattro dita) per i cittadini di paesi terzi. Sebbene la tecnologia abbia funzionato durante le prove in bassa stagione, ora emergono limiti di capacità. I sindacati della polizia di frontiera italiana segnalano che il flusso di passeggeri ai varchi manuali è sceso da 180 a 90 viaggiatori all’ora quando predominano le prime iscrizioni. Le autorità hanno invocato una clausola di emergenza che consente la sospensione temporanea della cattura biometrica completa se le code superano i 45 minuti, ma la disponibilità del personale limita la frequenza con cui si possono adottare queste misure. Per i team di mobilità aziendale l’impatto operativo è duplice. Primo, i viaggiatori in connessione con voli nazionali rischiano di perdere coincidenze se i controlli in ingresso si protraggono; alcune compagnie stanno proattivamente rinunciando alle penali di riprenotazione. Secondo, i controlli di uscita ritardati significano che anche i viaggiatori diretti verso l’UE in partenza dall’Italia possono affrontare code, poiché gli agenti sono impegnati a “completare” registrazioni parziali dovute ai picchi di arrivo. Organismi di settore come l’IATA avvertono che, a meno che gli Stati membri non accelerino l’installazione dei chioschi, il traffico estivo potrebbe sovraccaricare gateway italiani più piccoli come Venezia (VCE) e Bari (BRI), che dispongono di meno varchi elettronici. Il Ministero dell’Interno ha autorizzato budget per straordinari per 200 agenti temporanei, ma reclutamento e formazione richiedono settimane. Nel frattempo, i datori di lavoro dovrebbero consigliare al personale di prevedere un margine minimo di tre ore tra l’atterraggio previsto e le successive coincidenze ferroviarie o aeree. Sul lungo termine, gli esperti prevedono che la curva di apprendimento si appiattirà man mano che aumenteranno i visitatori registrati; tuttavia, la società di consulenza Steer Group stima che la stabilità sistemica potrebbe richiedere fino a due anni, un orizzonte preoccupante per i responsabili viaggi che pianificano missioni globali fino al 2027.
Fonte: The Traveler
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