
Sabato sera, il Servizio per la Cittadinanza e l’Immigrazione degli Stati Uniti (USCIS) ha annunciato la ripresa della valutazione di migliaia di domande di immigrazione sospese a seguito di quattro circolari interne annullate dal Tribunale Distrettuale degli Stati Uniti per il Distretto di Rhode Island il 5 giugno e chiarite l’11 giugno. La dichiarazione dell’agenzia rispetta il termine di 24 ore imposto dal giudice John J. McConnell Jr., evitando così procedimenti per oltraggio minacciati. Le politiche revocate obbligavano gli ufficiali a mettere in sospeso indefinita le richieste discrezionali — come il cambio di status, il permesso di soggiorno temporaneo e le richieste di permesso di lavoro — se i richiedenti provenivano da 39 paesi interessati dal divieto di viaggio del 2025. Datori di lavoro e professionisti stranieri avevano segnalato blocchi di mesi, con conseguenti ritardi nelle date di inizio e complicazioni nella pianificazione delle assegnazioni aziendali. Con la sospensione revocata, l’USCIS ha ordinato agli uffici territoriali di “riprendere immediatamente l’elaborazione normale” e di smaltire gli arretrati in base alla data di presentazione originaria. Gli operatori prevedono un aumento delle notifiche di approvazione e degli appuntamenti per i servizi biometrici nelle prossime settimane. Tuttavia, il Dipartimento di Giustizia ha indicato l’intenzione di richiedere una sospensione in attesa di appello, il che potrebbe limitare nel tempo questa finestra operativa. Per le aziende, questa evoluzione rappresenta una pausa cruciale — seppur potenzialmente temporanea. I responsabili della mobilità dovrebbero identificare i casi interessati, aggiornare i team di talent acquisition sui nuovi tempi e prevedere budget per upgrade di elaborazione premium una volta riaperti i servizi. Anche i team delle risorse umane sono invitati a documentare i ritardi nei progetti causati dalla sospensione, per supportare eventuali estensioni di validità dei visti o contrattuali. A lungo termine, la controversia evidenzia un crescente scetticismo giudiziario verso blocchi generalizzati basati sulla nazionalità, non esplicitamente autorizzati dalla legge. Le aziende con forza lavoro globale dovrebbero monitorare l’evoluzione del procedimento d’appello e preparare strategie alternative per i visti nel caso venga concessa la sospensione.
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