
Nelle conclusioni pubblicate a Bruxelles il 16 giugno, gli Stati membri dell’UE hanno dichiarato che il pacchetto di bozze “Accordi Bilaterali III” rappresenta l’unica base praticabile per le future relazioni con la Svizzera, avvertendo che l’attuale mosaico di accordi settoriali è in via di erosione. La prima valutazione formale del Consiglio dal 2019 afferma che, senza il nuovo accordo, gli accordi esistenti sulla libera circolazione delle persone, il trasporto terrestre e l’aviazione perderanno gradualmente certezza giuridica.
Per i datori di lavoro internazionali il messaggio è chiaro: l’accesso privilegiato al mercato svizzero e il regime reciproco di libera circolazione dipendono dalla ratifica del pacchetto da parte del Parlamento di Berna e da una probabile campagna referendaria nel 2027. I dipartimenti HR e mobilità devono prepararsi a possibili modifiche alle quote di permessi di soggiorno, alla coordinazione della sicurezza sociale e alle regole di notifica per i lavoratori distaccati previste nei testi di bozza.
Il Consiglio si aspetta inoltre esplicitamente che la Svizzera aderisca al programma educativo Erasmus+ a partire da gennaio 2027, una mossa accolta con favore dalle multinazionali che puntano sulla mobilità intra-UE dei laureati e sui percorsi di talenti con doppia laurea. Il testo sollecita inoltre la piena partecipazione della Svizzera al prossimo Sistema di Entrata/Uscita (EES) e al sistema di autorizzazione di viaggio ETIAS, il che significa che i datori di lavoro dovranno prevedere nel budget le tariffe ETIAS per i lavoratori provenienti da paesi terzi che entrano in Svizzera tramite aeroporti UE.
I negoziatori svizzeri hanno segnalato un ampio sostegno politico a Berna, ma devono ancora convincere i cantoni scettici e il Partito Popolare Svizzero di destra, che si sta già preparando a una campagna referendaria “Suisse Libre”. Se la ratifica dovesse fallire, i viaggiatori d’affari potrebbero affrontare formalità di frontiera frammentate e le compagnie aeree potrebbero perdere i diritti di traffico automatici previsti dall’accordo sull’aviazione del 2002.
I responsabili della mobilità globale dovrebbero monitorare il calendario legislativo: il Consiglio federale prevede di sottoporre l’accordo a consultazione dopo la pausa estiva, con un dibattito parlamentare probabile all’inizio del 2027 e un voto popolare nel terzo trimestre del 2027.
Per i datori di lavoro internazionali il messaggio è chiaro: l’accesso privilegiato al mercato svizzero e il regime reciproco di libera circolazione dipendono dalla ratifica del pacchetto da parte del Parlamento di Berna e da una probabile campagna referendaria nel 2027. I dipartimenti HR e mobilità devono prepararsi a possibili modifiche alle quote di permessi di soggiorno, alla coordinazione della sicurezza sociale e alle regole di notifica per i lavoratori distaccati previste nei testi di bozza.
Il Consiglio si aspetta inoltre esplicitamente che la Svizzera aderisca al programma educativo Erasmus+ a partire da gennaio 2027, una mossa accolta con favore dalle multinazionali che puntano sulla mobilità intra-UE dei laureati e sui percorsi di talenti con doppia laurea. Il testo sollecita inoltre la piena partecipazione della Svizzera al prossimo Sistema di Entrata/Uscita (EES) e al sistema di autorizzazione di viaggio ETIAS, il che significa che i datori di lavoro dovranno prevedere nel budget le tariffe ETIAS per i lavoratori provenienti da paesi terzi che entrano in Svizzera tramite aeroporti UE.
I negoziatori svizzeri hanno segnalato un ampio sostegno politico a Berna, ma devono ancora convincere i cantoni scettici e il Partito Popolare Svizzero di destra, che si sta già preparando a una campagna referendaria “Suisse Libre”. Se la ratifica dovesse fallire, i viaggiatori d’affari potrebbero affrontare formalità di frontiera frammentate e le compagnie aeree potrebbero perdere i diritti di traffico automatici previsti dall’accordo sull’aviazione del 2002.
I responsabili della mobilità globale dovrebbero monitorare il calendario legislativo: il Consiglio federale prevede di sottoporre l’accordo a consultazione dopo la pausa estiva, con un dibattito parlamentare probabile all’inizio del 2027 e un voto popolare nel terzo trimestre del 2027.
Fonte: SWI swissinfo.ch
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