
Le aziende statunitensi si sono svegliate il 18 giugno trovando la controversa tassa supplementare di 100.000 dollari per le nuove petizioni H-1B improvvisamente reintegrata—almeno per ora. La tassa, introdotta per la prima volta con una proclamazione presidenziale nel 2025, era stata annullata il 12 giugno da un tribunale distrettuale federale del Massachusetts. Tuttavia, nel giro di poche ore, l’amministrazione Trump ha presentato appello e chiesto allo stesso tribunale una sospensione amministrativa in attesa che il Primo Circuito valuti una sospensione completa durante l’appello. La giudice Katherine A. Robertson ha concesso questa richiesta limitata, permettendo così all’USCIS di riscuotere nuovamente la tassa a sei cifre fino a quando la corte superiore non si pronuncerà.
Per i responsabili della mobilità aziendale, il colpo è duro. Le grandi società di staffing e i datori di lavoro nel settore tecnologico che hanno presentato petizioni H-1B soggette a quota dopo il 12 giugno devono ora decidere se inviare nuovamente le domande con un secondo assegno o rischiare il rifiuto per mancato pagamento. Gli avvocati riferiscono di aver ricevuto avvisi urgenti da clienti che stanno ricalcolando budget per assunzioni e previsioni di flusso di cassa. Le aziende più piccole, che pianificano il budget una volta all’anno, si trovano a dover affrontare un colpo imprevisto a tre settimane dall’inizio della stagione di presentazione delle domande per l’anno fiscale 2027, che parte il 1° luglio.
Oltre al costo immediato, la sospensione riporta in gioco un’incertezza strategica. Se il Primo Circuito dovesse negare una sospensione più lunga, la tassa potrebbe sparire di nuovo proprio mentre le domande vengono elaborate, sollevando dubbi su rimborsi e sulla validità legale delle petizioni presentate in una situazione così instabile. Gli avvocati specializzati in immigrazione stanno consigliando ai datori di lavoro di inserire clausole esplicite di contingenza sulle tasse nelle lettere di offerta e negli accordi di assegnazione firmati questa estate.
L’episodio evidenzia anche la tendenza più ampia di volatilità nella politica sull’immigrazione aziendale, guidata da contenziosi legali. Dal 2025, il programma H-1B ha affrontato tre sfide giudiziarie separate riguardanti le regole salariali, la ponderazione della lotteria e ora le tasse supplementari. Ogni volta, i datori di lavoro hanno dovuto adattarsi rapidamente, aggiornare le linee guida interne e comunicare i cambiamenti ai candidati stranieri.
I responsabili della mobilità sono invitati a monitorare il calendario del Primo Circuito; una decisione sulla richiesta di sospensione completa del governo è attesa entro poche settimane e determinerà se la tassa supplementare rimarrà in vigore durante la stagione di punta o sparirà di nuovo. Con sanzioni che vanno dal rifiuto immediato alla negazione dell’estensione dello status per mancato pagamento, gli esperti raccomandano di inviare assegni duplicati da 100.000 dollari per le domande urgenti fino a quando non sarà fatta chiarezza. Le aziende che rimandano potrebbero perdere date preziose per le petizioni, rischiando di compromettere l’inserimento scolastico degli studenti F-1 che passano allo status H-1B.
Come sintetizza un avvocato specializzato in immigrazione: “Pianificate per il peggio, sperate nel meglio e controllate la vostra email ogni ora.”
Per i responsabili della mobilità aziendale, il colpo è duro. Le grandi società di staffing e i datori di lavoro nel settore tecnologico che hanno presentato petizioni H-1B soggette a quota dopo il 12 giugno devono ora decidere se inviare nuovamente le domande con un secondo assegno o rischiare il rifiuto per mancato pagamento. Gli avvocati riferiscono di aver ricevuto avvisi urgenti da clienti che stanno ricalcolando budget per assunzioni e previsioni di flusso di cassa. Le aziende più piccole, che pianificano il budget una volta all’anno, si trovano a dover affrontare un colpo imprevisto a tre settimane dall’inizio della stagione di presentazione delle domande per l’anno fiscale 2027, che parte il 1° luglio.
Oltre al costo immediato, la sospensione riporta in gioco un’incertezza strategica. Se il Primo Circuito dovesse negare una sospensione più lunga, la tassa potrebbe sparire di nuovo proprio mentre le domande vengono elaborate, sollevando dubbi su rimborsi e sulla validità legale delle petizioni presentate in una situazione così instabile. Gli avvocati specializzati in immigrazione stanno consigliando ai datori di lavoro di inserire clausole esplicite di contingenza sulle tasse nelle lettere di offerta e negli accordi di assegnazione firmati questa estate.
L’episodio evidenzia anche la tendenza più ampia di volatilità nella politica sull’immigrazione aziendale, guidata da contenziosi legali. Dal 2025, il programma H-1B ha affrontato tre sfide giudiziarie separate riguardanti le regole salariali, la ponderazione della lotteria e ora le tasse supplementari. Ogni volta, i datori di lavoro hanno dovuto adattarsi rapidamente, aggiornare le linee guida interne e comunicare i cambiamenti ai candidati stranieri.
I responsabili della mobilità sono invitati a monitorare il calendario del Primo Circuito; una decisione sulla richiesta di sospensione completa del governo è attesa entro poche settimane e determinerà se la tassa supplementare rimarrà in vigore durante la stagione di punta o sparirà di nuovo. Con sanzioni che vanno dal rifiuto immediato alla negazione dell’estensione dello status per mancato pagamento, gli esperti raccomandano di inviare assegni duplicati da 100.000 dollari per le domande urgenti fino a quando non sarà fatta chiarezza. Le aziende che rimandano potrebbero perdere date preziose per le petizioni, rischiando di compromettere l’inserimento scolastico degli studenti F-1 che passano allo status H-1B.
Come sintetizza un avvocato specializzato in immigrazione: “Pianificate per il peggio, sperate nel meglio e controllate la vostra email ogni ora.”
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