
L’immigrazione è tornata al centro del dibattito al Bundestag il 25 giugno, quando l’opposizione di Alternative für Deutschland (AfD) ha imposto una discussione sulla sua proposta di escludere i cittadini UE e di paesi terzi arrivati di recente dai sistemi di sicurezza sociale tedeschi per un periodo fino a dieci anni. La mozione, intitolata “Fermare l’immigrazione nel sistema sociale e l’abuso delle prestazioni sociali” (21/6642), sostiene che rifugiati e cittadini UE mobili costano ogni anno alle casse dello Stato 50 miliardi di euro e che le generose prestazioni rappresentano un «fattore di attrazione». Il portavoce AfD Gerrit Huy ha chiesto che gli stranieri in età lavorativa dimostrino dieci anni di lavoro assicurato a tempo pieno (cinque per i cittadini UE) e un livello di tedesco B2 prima di poter accedere a sussidi di disoccupazione o al reddito di base. I deputati della coalizione e dell’opposizione tradizionale, trasversalmente, hanno respinto le cifre e accusato l’AfD di stigmatizzare migranti che già pagano le tasse e sono essenziali per il mercato del lavoro tedesco. La proposta è stata rinviata alle commissioni senza voto – la prassi per relegare testi ostili all’oblio – ma gli scambi accesi evidenziano un inasprimento del tono in vista delle elezioni federali del 2027. Per i team di mobilità internazionale, l’episodio è un promemoria che le prestazioni offerte dai datori di lavoro, come indennità di alloggio o sostegno familiare, potrebbero finire sotto la lente politica se i partiti spingono per inasprire le regole sul welfare. Sebbene la mozione AfD difficilmente diventerà legge, i reparti paghe dovrebbero monitorare eventuali audizioni in commissione per modifiche ai requisiti di accesso al SGB II o di residenza che potrebbero influire sui familiari dei trasferiti. I datori di lavoro potrebbero voler sottolineare il contributo fiscale positivo del loro personale internazionale: dati recenti dell’Istituto per la Ricerca sull’Occupazione mostrano che i migranti qualificati hanno generato un surplus netto di 12 miliardi di euro per le finanze pubbliche nel 2025. Tuttavia, il dibattito segnala un rischio reputazionale per le aziende percepite come «importatrici» di beneficiari di welfare, sottolineando l’importanza di una pianificazione solida della forza lavoro e di budget per la formazione linguistica in tedesco.
Fonte: Deutscher Bundestag
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