
Una modifica alla politica, inizialmente individuata dagli avvocati specializzati in immigrazione, è stata ora confermata: il Dipartimento Immigrazione di Hong Kong ha esteso il periodo per la presentazione della domanda di rinnovo per sei delle sue principali categorie di visti basati sull’occupazione, da 30 a 90 giorni prima della scadenza. La modifica, in vigore dal 1° marzo 2026 ma formalmente aggiornata nelle linee guida online solo il 27 giugno, riguarda il Quality Migrant Admission Scheme (QMAS), l’Immigration Arrangements for Non-local Graduates (IANG), la General Employment Policy (GEP), l’Admission Scheme for Mainland Talents & Professionals (ASMTP), il Technology Talent Admission Scheme (TechTAS) e l’Admission Scheme for the Second Generation of Chinese Hong Kong Permanent Residents (ASSG).
Praticamente, questo allungamento dei tempi rappresenta una svolta per le multinazionali e i loro dipendenti distaccati. Con la vecchia regola dei 30 giorni, gli espatriati spesso dovevano consegnare il passaporto a metà anno scolastico o durante periodi critici di viaggi di lavoro, creando problemi di pianificazione. Ora, con un margine di 90 giorni, i team HR possono sincronizzare i rinnovi con le revisioni delle performance, i cicli di bonus e i calendari di viaggio di fine anno, mentre le famiglie evitano di dover togliere i figli da scuola per pratiche dell’ultimo minuto.
L’adeguamento allinea inoltre questi sei schemi al Top Talent Pass Scheme, che dal tardo 2024 prevede già una finestra di 90 giorni. La presentazione digitale rimane obbligatoria, ma ora i richiedenti possono inviare la domanda da qualsiasi luogo di Hong Kong senza appuntamento in presenza. I tempi di elaborazione, di due-tre settimane una volta completati i documenti, restano invariati.
Gli esperti di immigrazione sottolineano che questa maggiore flessibilità rafforzerà l’attrattiva di Hong Kong come hub asiatico per i talenti, in competizione con Singapore e Dubai. Nel 2025 la città ha approvato 55.300 visti di lavoro e le previsioni governative indicano un ulteriore aumento del 15% per quest’anno. I grandi datori di lavoro invitano il personale a iniziare presto a raccogliere documenti fiscali, estratti conto MPF e contratti di lavoro per sfruttare appieno la finestra estesa.
Turisti e lavoratori da remoto restano esclusi dalla nuova politica: chi desidera passare a uno status lavorativo deve ancora uscire e rientrare con il visto appropriato. Tuttavia, questa modifica elimina uno dei problemi più frequenti nel sistema di immigrazione di Hong Kong e dovrebbe ridurre le interruzioni di viaggio d’emergenza per i dirigenti senior.
Praticamente, questo allungamento dei tempi rappresenta una svolta per le multinazionali e i loro dipendenti distaccati. Con la vecchia regola dei 30 giorni, gli espatriati spesso dovevano consegnare il passaporto a metà anno scolastico o durante periodi critici di viaggi di lavoro, creando problemi di pianificazione. Ora, con un margine di 90 giorni, i team HR possono sincronizzare i rinnovi con le revisioni delle performance, i cicli di bonus e i calendari di viaggio di fine anno, mentre le famiglie evitano di dover togliere i figli da scuola per pratiche dell’ultimo minuto.
L’adeguamento allinea inoltre questi sei schemi al Top Talent Pass Scheme, che dal tardo 2024 prevede già una finestra di 90 giorni. La presentazione digitale rimane obbligatoria, ma ora i richiedenti possono inviare la domanda da qualsiasi luogo di Hong Kong senza appuntamento in presenza. I tempi di elaborazione, di due-tre settimane una volta completati i documenti, restano invariati.
Gli esperti di immigrazione sottolineano che questa maggiore flessibilità rafforzerà l’attrattiva di Hong Kong come hub asiatico per i talenti, in competizione con Singapore e Dubai. Nel 2025 la città ha approvato 55.300 visti di lavoro e le previsioni governative indicano un ulteriore aumento del 15% per quest’anno. I grandi datori di lavoro invitano il personale a iniziare presto a raccogliere documenti fiscali, estratti conto MPF e contratti di lavoro per sfruttare appieno la finestra estesa.
Turisti e lavoratori da remoto restano esclusi dalla nuova politica: chi desidera passare a uno status lavorativo deve ancora uscire e rientrare con il visto appropriato. Tuttavia, questa modifica elimina uno dei problemi più frequenti nel sistema di immigrazione di Hong Kong e dovrebbe ridurre le interruzioni di viaggio d’emergenza per i dirigenti senior.
Fonte: Stamped Nomad
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