
Da oggi, chiunque prenoti un volo in partenza da un aeroporto tedesco pagherà meno tasse. Dopo oltre due anni di pressioni da parte del settore e dibattiti parlamentari, è entrata in vigore la riduzione della Luftverkehrsteuer (tassa sui passeggeri aerei) decisa dal Governo federale. Il taglio annulla gli aumenti introdotti a maggio 2024, riducendo la tassa di 2,50 € sui voli a corto raggio, 6,33 € su quelli a medio raggio e 11,40 € su quelli a lungo raggio. Questa misura fa parte di un più ampio pacchetto di salvataggio per un settore che sostiene circa 1,5 milioni di posti di lavoro in Germania ed è centrale per l’economia orientata all’export del Paese.
Secondo le analisi governative, l’aumento del 2024 stava spingendo i passeggeri in transito a preferire hub come Amsterdam, Vienna o Zurigo, indebolendo il ruolo di Francoforte e Monaco come porte intercontinentali. Ripristinando la tassa ai livelli pre-2024, Berlino punta a fermare questa fuga e a dare alle compagnie aeree margine per riallocare capacità attraverso gli aeroporti tedeschi.
Per i responsabili dei viaggi aziendali, il tempismo è ideale: i programmi estivi sono al massimo della capacità e i budget di viaggio sono sotto pressione a causa del dollaro forte e delle tariffe alberghiere in aumento. Lufthansa stima che un biglietto in business class da Francoforte a New York costerà ora circa 45 € in meno tra tasse e oneri, risparmi che si rifletteranno direttamente nei cruscotti dei TMC. La trasmissione completa del beneficio da parte delle compagnie varierà, ma la riduzione della tassa abbassa il costo base che in molti contratti aziendali fa scattare gli extra.
Anche le compagnie aeree ne traggono vantaggio a livello di bilancio. Lufthansa Group, Condor e la startup leisure Marabu hanno dichiarato che la riduzione fiscale migliorerà i ricavi unitari e libererà liquidità per il rinnovo della flotta. Gli aeroporti sono ottimisti che prezzi più bassi stimoleranno la domanda da mercati sensibili al prezzo come Europa dell’Est e Turchia. Anche i spedizionieri, che pagano indirettamente la tassa sulle spedizioni con corriere, prevedono guadagni marginali.
Il taglio della tassa è una delle 14 misure per l’aviazione approvate dal comitato di coalizione lo scorso novembre. Altre, come la semplificazione del coordinamento degli slot e la digitalizzazione dei controlli di frontiera, sono ancora in fase legislativa. Le associazioni di settore avvertono però che la sola riduzione della tassa non basterà a ripristinare la competitività se permangono costi aeroportuali elevati, carenze di personale e limiti nel controllo del traffico aereo.
Tuttavia, la modifica di oggi lancia un segnale chiaro: la Germania vuole restare un hub primario per la mobilità globale e il business orientato all’export.
Secondo le analisi governative, l’aumento del 2024 stava spingendo i passeggeri in transito a preferire hub come Amsterdam, Vienna o Zurigo, indebolendo il ruolo di Francoforte e Monaco come porte intercontinentali. Ripristinando la tassa ai livelli pre-2024, Berlino punta a fermare questa fuga e a dare alle compagnie aeree margine per riallocare capacità attraverso gli aeroporti tedeschi.
Per i responsabili dei viaggi aziendali, il tempismo è ideale: i programmi estivi sono al massimo della capacità e i budget di viaggio sono sotto pressione a causa del dollaro forte e delle tariffe alberghiere in aumento. Lufthansa stima che un biglietto in business class da Francoforte a New York costerà ora circa 45 € in meno tra tasse e oneri, risparmi che si rifletteranno direttamente nei cruscotti dei TMC. La trasmissione completa del beneficio da parte delle compagnie varierà, ma la riduzione della tassa abbassa il costo base che in molti contratti aziendali fa scattare gli extra.
Anche le compagnie aeree ne traggono vantaggio a livello di bilancio. Lufthansa Group, Condor e la startup leisure Marabu hanno dichiarato che la riduzione fiscale migliorerà i ricavi unitari e libererà liquidità per il rinnovo della flotta. Gli aeroporti sono ottimisti che prezzi più bassi stimoleranno la domanda da mercati sensibili al prezzo come Europa dell’Est e Turchia. Anche i spedizionieri, che pagano indirettamente la tassa sulle spedizioni con corriere, prevedono guadagni marginali.
Il taglio della tassa è una delle 14 misure per l’aviazione approvate dal comitato di coalizione lo scorso novembre. Altre, come la semplificazione del coordinamento degli slot e la digitalizzazione dei controlli di frontiera, sono ancora in fase legislativa. Le associazioni di settore avvertono però che la sola riduzione della tassa non basterà a ripristinare la competitività se permangono costi aeroportuali elevati, carenze di personale e limiti nel controllo del traffico aereo.
Tuttavia, la modifica di oggi lancia un segnale chiaro: la Germania vuole restare un hub primario per la mobilità globale e il business orientato all’export.
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