
Il Ministero degli Affari Esteri finlandese ha confermato il 7 luglio 2026 di aver respinto la stragrande maggioranza delle domande di visto per lavoro stagionale presentate da raccoglitori stranieri di bacche selvatiche per la prossima stagione estiva. Secondo il ministero, le missioni finlandesi all’estero—principalmente l’ambasciata a Bangkok—hanno esaminato circa 1.600 delle circa 2.200 domande presentate finora quest’anno, concedendo esito positivo in soli 200 casi. Le restanti 1.400 sono state respinte dopo che le autorità hanno rilevato un alto rischio di sfruttamento lavorativo e numerose carenze nel rispetto da parte dei datori di lavoro degli obblighi relativi a salari, alloggi e sicurezza sul lavoro.
Il giro di vite segue una modifica del febbraio 2025 alla Legge finlandese sui lavoratori stagionali, che ha incluso per la prima volta i raccoglitori di bacche selvatiche nella normativa standard sul lavoro finlandese. La riforma è stata motivata da anni di reportage mediatici e cause giudiziarie riguardanti raccoglitori thailandesi e di altri paesi asiatici, arrivati con visti turistici, che guadagnavano poco o nulla dopo spese e detrazioni, vivendo talvolta in condizioni precarie.
Secondo le nuove regole, i raccoglitori devono essere assunti con contratti scritti, ricevere almeno la paga minima a cottimo prevista dal settore e essere coperti da assicurazione sanitaria e contro gli infortuni. Gli addetti al rilascio dei visti valutano ora la solidità finanziaria delle aziende di bacche, la realisticità delle stime di raccolta, le sistemazioni abitative e l’eventuale presenza di procedimenti penali in corso.
Katja Luopajärvi, direttrice dell’Unità Visti del Ministero, ha dichiarato che il motivo principale di rifiuto è la “mancanza di fiducia nella capacità del datore di lavoro di rispettare gli obblighi di legge”. Ha aggiunto che le recenti indagini della polizia su sospetti casi di tratta di esseri umani nel settore hanno aumentato il livello di controllo.
Per coltivatori e aziende di trasformazione, la brusca carenza di manodopera straniera rischia di lasciare milioni di chili di mirtilli e lamponi selvatici non raccolti, soprattutto in Lapponia, dove la finestra di raccolta è breve. I rappresentanti del settore hanno sollecitato il governo a chiarire rapidamente i criteri, sostenendo che gli operatori legittimi stanno subendo danni a causa di pochi soggetti scorretti.
I sindacati e le ONG, invece, hanno accolto con favore la linea più rigida, sottolineando che la via del lavoro stagionale consente ancora ai datori di lavoro di detrarre dai salari dei raccoglitori costi di affitto, trasporto e attrezzature, riducendo così i guadagni al di sotto del salario minimo finlandese.
Le aziende che hanno ricevuto esito negativo possono presentare nuovamente domanda, ma le autorità hanno sottolineato che l’approvazione finale sarà concessa solo se verranno forniti prove concrete, come registri salariali certificati e contratti di alloggio migliorati.
Il Ministero ha inoltre ricordato agli acquirenti finlandesi e ai partner logistici che condividono la responsabilità di garantire la due diligence sui diritti umani lungo tutta la filiera. In pratica, ciò significa che supermercati e intermediari per l’export potrebbero rifiutare di acquistare bacche provenienti da aziende che non dimostrano il rispetto delle norme sul lavoro equo.
Con l’inizio della stagione principale delle bacche previsto per metà luglio, i produttori stanno cercando di reclutare studenti locali e rifugiati ucraini già residenti in Finlandia, ma riconoscono che la sola manodopera interna non sarà sufficiente a colmare il vuoto.
Dal punto di vista della mobilità globale, la decisione evidenzia il cambiamento della Finlandia verso l’uso della politica dei visti come strumento per far rispettare gli standard lavorativi. Le multinazionali alimentari, le agenzie di viaggio che offrono pacchetti di lavoro-vacanza e i fornitori di servizi di relocation devono aspettarsi controlli documentali più rigorosi, tempi di elaborazione più lunghi e requisiti probatori più stringenti per qualsiasi categoria considerata ad alto rischio di sfruttamento.
I datori di lavoro di altri settori stagionali—piantagioni forestali, lavori in serra e costruzioni—osservano con attenzione, mentre il Ministero dell’Economia e dell’Occupazione si prepara a estendere nel 2027 test simili di “affidabilità del datore di lavoro” a livello generale.
Il giro di vite segue una modifica del febbraio 2025 alla Legge finlandese sui lavoratori stagionali, che ha incluso per la prima volta i raccoglitori di bacche selvatiche nella normativa standard sul lavoro finlandese. La riforma è stata motivata da anni di reportage mediatici e cause giudiziarie riguardanti raccoglitori thailandesi e di altri paesi asiatici, arrivati con visti turistici, che guadagnavano poco o nulla dopo spese e detrazioni, vivendo talvolta in condizioni precarie.
Secondo le nuove regole, i raccoglitori devono essere assunti con contratti scritti, ricevere almeno la paga minima a cottimo prevista dal settore e essere coperti da assicurazione sanitaria e contro gli infortuni. Gli addetti al rilascio dei visti valutano ora la solidità finanziaria delle aziende di bacche, la realisticità delle stime di raccolta, le sistemazioni abitative e l’eventuale presenza di procedimenti penali in corso.
Katja Luopajärvi, direttrice dell’Unità Visti del Ministero, ha dichiarato che il motivo principale di rifiuto è la “mancanza di fiducia nella capacità del datore di lavoro di rispettare gli obblighi di legge”. Ha aggiunto che le recenti indagini della polizia su sospetti casi di tratta di esseri umani nel settore hanno aumentato il livello di controllo.
Per coltivatori e aziende di trasformazione, la brusca carenza di manodopera straniera rischia di lasciare milioni di chili di mirtilli e lamponi selvatici non raccolti, soprattutto in Lapponia, dove la finestra di raccolta è breve. I rappresentanti del settore hanno sollecitato il governo a chiarire rapidamente i criteri, sostenendo che gli operatori legittimi stanno subendo danni a causa di pochi soggetti scorretti.
I sindacati e le ONG, invece, hanno accolto con favore la linea più rigida, sottolineando che la via del lavoro stagionale consente ancora ai datori di lavoro di detrarre dai salari dei raccoglitori costi di affitto, trasporto e attrezzature, riducendo così i guadagni al di sotto del salario minimo finlandese.
Le aziende che hanno ricevuto esito negativo possono presentare nuovamente domanda, ma le autorità hanno sottolineato che l’approvazione finale sarà concessa solo se verranno forniti prove concrete, come registri salariali certificati e contratti di alloggio migliorati.
Il Ministero ha inoltre ricordato agli acquirenti finlandesi e ai partner logistici che condividono la responsabilità di garantire la due diligence sui diritti umani lungo tutta la filiera. In pratica, ciò significa che supermercati e intermediari per l’export potrebbero rifiutare di acquistare bacche provenienti da aziende che non dimostrano il rispetto delle norme sul lavoro equo.
Con l’inizio della stagione principale delle bacche previsto per metà luglio, i produttori stanno cercando di reclutare studenti locali e rifugiati ucraini già residenti in Finlandia, ma riconoscono che la sola manodopera interna non sarà sufficiente a colmare il vuoto.
Dal punto di vista della mobilità globale, la decisione evidenzia il cambiamento della Finlandia verso l’uso della politica dei visti come strumento per far rispettare gli standard lavorativi. Le multinazionali alimentari, le agenzie di viaggio che offrono pacchetti di lavoro-vacanza e i fornitori di servizi di relocation devono aspettarsi controlli documentali più rigorosi, tempi di elaborazione più lunghi e requisiti probatori più stringenti per qualsiasi categoria considerata ad alto rischio di sfruttamento.
I datori di lavoro di altri settori stagionali—piantagioni forestali, lavori in serra e costruzioni—osservano con attenzione, mentre il Ministero dell’Economia e dell’Occupazione si prepara a estendere nel 2027 test simili di “affidabilità del datore di lavoro” a livello generale.
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