
L'Agenzia dell'Unione Europea per la Sicurezza Aerea (EASA) ha ritirato il suo Bollettino Informativo sulle Zone di Conflitto (CZIB) che copriva l'intero Medio Oriente e il Golfo Persico, ritenendo che l'allerta generale non rispecchi più i livelli di rischio attuali. Al suo posto, l'8 luglio 2026, l'ente regolatore ha pubblicato una Nota Informativa più dettagliata che assegna un rischio residuo “medio” alla maggior parte delle FIR della regione, inclusi gli Emirati Arabi Uniti, mantenendo però bollettini CZIB ad alto rischio per gli spazi aerei di Iran, Iraq e Libano.
Secondo EASA, la decisione è stata presa dopo consultazioni con la Commissione Europea, gli Stati membri dell’UE e gli esperti del settore nel Gruppo Integrato di Valutazione del Rischio per la Sicurezza Aerea UE. Tra i fattori che hanno permesso la revisione al ribasso vi sono i recenti accordi di cessate il fuoco e la significativa riduzione delle attività missilistiche transfrontaliere.
La Nota Informativa specifica che lo spazio aereo emiratino non è più soggetto a divieti generali legati a zone di conflitto, anche se gli operatori devono continuare a effettuare valutazioni di rischio specifiche per ogni rotta e mantenere la capacità di deviare in caso di nuove tensioni regionali. Per compagnie come Emirates, Etihad e flydubai, questo cambiamento elimina un fastidio operativo che richiedeva briefing aggiuntivi per l’equipaggio e notifiche assicurative più stringenti su ogni volo verso l’Europa.
Compagnie globali come Lufthansa, Air France-KLM e British Airways, che avevano adottato maggiori scorte di carburante e deviazioni intorno ad alcune aree del Golfo, possono ora valutare di riprendere le rotte più dirette verso Dubai e Abu Dhabi, risparmiando fino a 15 minuti di tempo di volo sui collegamenti verso l’Europa. Secondo i broker assicurativi, i premi per le polizze rischio guerra durante le soste negli hub degli Emirati potrebbero diminuire del 5-10% nel prossimo ciclo di rinnovo, se il livello di rischio più basso si confermerà.
I responsabili dei viaggi aziendali sono invitati a continuare a monitorare NOTAM e briefing di sicurezza, poiché Iran, Iraq e Libano restano zone ad alto rischio. I viaggiatori con itinerari che includono più stati del GCC devono inoltre considerare che gli spazi aerei di Arabia Saudita e Kuwait mantengono avvisi di rischio “medio”.
Tuttavia, la mossa di EASA rappresenta un voto di fiducia nella protezione aerea degli Emirati Arabi Uniti e sarà accolta positivamente dalle multinazionali che dipendono da connessioni just-in-time attraverso l’Aeroporto Internazionale di Dubai (DXB) e l’Aeroporto Internazionale Zayed di Abu Dhabi.
Consiglio pratico: le compagnie aeree potrebbero impiegare alcune settimane per ricalibrare piani di volo e documentazione assicurativa, quindi i viaggiatori dovrebbero continuare a prevedere margini di tempo extra per il resto di luglio. Chi spedisce merci di alto valore o con tempi critici dovrebbe coordinarsi con i vettori per verificare se rotte e sovrapprezzi stanno venendo rivisti al ribasso in base alla nuova valutazione della sicurezza.
Secondo EASA, la decisione è stata presa dopo consultazioni con la Commissione Europea, gli Stati membri dell’UE e gli esperti del settore nel Gruppo Integrato di Valutazione del Rischio per la Sicurezza Aerea UE. Tra i fattori che hanno permesso la revisione al ribasso vi sono i recenti accordi di cessate il fuoco e la significativa riduzione delle attività missilistiche transfrontaliere.
La Nota Informativa specifica che lo spazio aereo emiratino non è più soggetto a divieti generali legati a zone di conflitto, anche se gli operatori devono continuare a effettuare valutazioni di rischio specifiche per ogni rotta e mantenere la capacità di deviare in caso di nuove tensioni regionali. Per compagnie come Emirates, Etihad e flydubai, questo cambiamento elimina un fastidio operativo che richiedeva briefing aggiuntivi per l’equipaggio e notifiche assicurative più stringenti su ogni volo verso l’Europa.
Compagnie globali come Lufthansa, Air France-KLM e British Airways, che avevano adottato maggiori scorte di carburante e deviazioni intorno ad alcune aree del Golfo, possono ora valutare di riprendere le rotte più dirette verso Dubai e Abu Dhabi, risparmiando fino a 15 minuti di tempo di volo sui collegamenti verso l’Europa. Secondo i broker assicurativi, i premi per le polizze rischio guerra durante le soste negli hub degli Emirati potrebbero diminuire del 5-10% nel prossimo ciclo di rinnovo, se il livello di rischio più basso si confermerà.
I responsabili dei viaggi aziendali sono invitati a continuare a monitorare NOTAM e briefing di sicurezza, poiché Iran, Iraq e Libano restano zone ad alto rischio. I viaggiatori con itinerari che includono più stati del GCC devono inoltre considerare che gli spazi aerei di Arabia Saudita e Kuwait mantengono avvisi di rischio “medio”.
Tuttavia, la mossa di EASA rappresenta un voto di fiducia nella protezione aerea degli Emirati Arabi Uniti e sarà accolta positivamente dalle multinazionali che dipendono da connessioni just-in-time attraverso l’Aeroporto Internazionale di Dubai (DXB) e l’Aeroporto Internazionale Zayed di Abu Dhabi.
Consiglio pratico: le compagnie aeree potrebbero impiegare alcune settimane per ricalibrare piani di volo e documentazione assicurativa, quindi i viaggiatori dovrebbero continuare a prevedere margini di tempo extra per il resto di luglio. Chi spedisce merci di alto valore o con tempi critici dovrebbe coordinarsi con i vettori per verificare se rotte e sovrapprezzi stanno venendo rivisti al ribasso in base alla nuova valutazione della sicurezza.
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