
Davanti ai giornalisti a Praga il 21 luglio 2026, il Ministro dell’Interno Lubomír Metnar e il Ministro dei Trasporti Ivan Bednárik hanno presentato un disegno di legge molto atteso che, per la prima volta, conferirà alle forze di sicurezza e agli operatori delle infrastrutture critiche il diritto legale di rilevare, disturbare e, quando strettamente necessario, neutralizzare fisicamente i droni non autorizzati. La proposta arriva dopo una serie di quasi incidenti nei pressi dell’aeroporto Václav Havel di Praga e di diverse strutture energetiche nell’ultimo anno.
Secondo la normativa ceca attuale, solo l’esercito o la polizia possono intervenire nel traffico aereo civile; le squadre di sicurezza private degli aeroporti possono solo allertare le autorità e attendere. La nuova legge amplierebbe questi poteri, permettendo al personale certificato di aeroporti, snodi ferroviari, punti di confine, centrali elettriche e data center di utilizzare sistemi anti-drone come disturbatori a radiofrequenza o reti di cattura una volta confermata un’intrusione. Tutti gli interventi dovranno essere registrati, proporzionati e, ove possibile, reversibili, in linea con le norme UE sulle emissioni elettromagnetiche e i diritti di proprietà.
Il disegno di legge prevede inoltre la creazione di un database nazionale sugli incidenti con droni e impone a tutti gli operatori di siti classificati come “Infrastrutture Critiche di Categoria I” di presentare piani di emergenza anti-drone entro aprile 2027. Saranno stanziati 1,1 miliardi di corone ceche (circa 45 milioni di euro) dal Fondo Statale per le Infrastrutture di Trasporto e dal bilancio del Ministero dell’Interno per cofinanziare l’acquisto di tecnologie e la formazione del personale.
Per i viaggiatori d’affari, il vantaggio pratico sarà una riduzione del rischio di chiusure improvvise delle piste o deviazioni di voli, eventi che nel solo 2025 sono costati all’aeroporto di Praga circa 180 milioni di corone. Le multinazionali che gestiscono data center fuori Praga hanno dichiarato a Radio Ceca che regole chiare su chi può disabilitare un drone velocizzeranno la risposta agli incidenti e limiteranno i tempi di inattività dei servizi digitali transfrontalieri.
Se approvata dal Parlamento dopo la pausa estiva, la legge potrebbe entrare in vigore il 1° gennaio 2027, concedendo agli aeroporti una finestra di sei mesi – fondamentale per coprire la prima alta stagione sotto il nuovo Sistema UE di Entrata-Uscita – per implementare le tecnologie anti-UAV. Associazioni di settore come la Czech Aviation Association hanno accolto positivamente la misura, pur invitando il governo a organizzare esercitazioni congiunte con Slovacchia e Polonia per evitare zone grigie giurisdizionali lungo i confini condivisi.
Secondo la normativa ceca attuale, solo l’esercito o la polizia possono intervenire nel traffico aereo civile; le squadre di sicurezza private degli aeroporti possono solo allertare le autorità e attendere. La nuova legge amplierebbe questi poteri, permettendo al personale certificato di aeroporti, snodi ferroviari, punti di confine, centrali elettriche e data center di utilizzare sistemi anti-drone come disturbatori a radiofrequenza o reti di cattura una volta confermata un’intrusione. Tutti gli interventi dovranno essere registrati, proporzionati e, ove possibile, reversibili, in linea con le norme UE sulle emissioni elettromagnetiche e i diritti di proprietà.
Il disegno di legge prevede inoltre la creazione di un database nazionale sugli incidenti con droni e impone a tutti gli operatori di siti classificati come “Infrastrutture Critiche di Categoria I” di presentare piani di emergenza anti-drone entro aprile 2027. Saranno stanziati 1,1 miliardi di corone ceche (circa 45 milioni di euro) dal Fondo Statale per le Infrastrutture di Trasporto e dal bilancio del Ministero dell’Interno per cofinanziare l’acquisto di tecnologie e la formazione del personale.
Per i viaggiatori d’affari, il vantaggio pratico sarà una riduzione del rischio di chiusure improvvise delle piste o deviazioni di voli, eventi che nel solo 2025 sono costati all’aeroporto di Praga circa 180 milioni di corone. Le multinazionali che gestiscono data center fuori Praga hanno dichiarato a Radio Ceca che regole chiare su chi può disabilitare un drone velocizzeranno la risposta agli incidenti e limiteranno i tempi di inattività dei servizi digitali transfrontalieri.
Se approvata dal Parlamento dopo la pausa estiva, la legge potrebbe entrare in vigore il 1° gennaio 2027, concedendo agli aeroporti una finestra di sei mesi – fondamentale per coprire la prima alta stagione sotto il nuovo Sistema UE di Entrata-Uscita – per implementare le tecnologie anti-UAV. Associazioni di settore come la Czech Aviation Association hanno accolto positivamente la misura, pur invitando il governo a organizzare esercitazioni congiunte con Slovacchia e Polonia per evitare zone grigie giurisdizionali lungo i confini condivisi.
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