
Il Ministero dell'Unione per lo Sviluppo delle Competenze e l'Imprenditorialità (MSDE) ha sfruttato la sessione monsonica del Parlamento del 22 luglio 2026 per pubblicare un rapporto di stato straordinariamente dettagliato su come l'India intenda trasformare la sua vasta popolazione in età lavorativa in un bacino di talenti globalmente mobili. In una risposta scritta presentata al Rajya Sabha, il Ministro Jayant Chaudhary ha confermato che l'India ha attualmente in vigore 22 accordi bilaterali di Migrazione e Mobilità o Accordi di Mobilità del Lavoro, di cui nove — Australia, Austria, Danimarca, Germania, Israele, Italia, Giappone, Mauritius e Regno Unito — includono allegati vincolanti per lo sviluppo delle competenze o il riconoscimento reciproco.
A livello operativo, il MSDE ha aperto sette Centri Internazionali Skill India (SIIC) a Bengaluru, Bhubaneswar, Guwahati, Hyderabad, Kanpur, Ludhiana e Varanasi. Questi centri offrono formazione linguistica specifica per paese, orientamento pre-partenza e certificazioni allineate agli standard occupazionali esteri, rispondendo così a una critica rivolta ai precedenti programmi di mobilità che si concentravano solo sui curricula nazionali. Sono già in corso i gruppi pilota per il Programma di Tirocinio Tecnico in Giappone e il Programma Indo-Tedesco Green Skills, con operatori sanitari e tecnici solari fotovoltaici come prime figure professionali certificate a livello internazionale.
La coordinazione politica si è chiaramente rafforzata. Il Ministero degli Affari Esteri (MEA) ora diffonde trimestralmente una lista consolidata delle professioni carenti che copre 25 mercati di destinazione prioritari sia al MSDE che ai governi statali. Gli stati sono incoraggiati ad allineare gli Istituti di Formazione Industriale e i politecnici a queste liste, in modo da integrare percorsi “formazione-migrazione” nei piani locali di sviluppo delle competenze, anziché considerarli un ripensamento.
Per i datori di lavoro, la novità più rilevante è la prospettiva di un unico sportello che colleghi il database del lavoro e-Shram dell’India con le piattaforme di domanda dei paesi di destinazione, come il programma regionale sponsorizzato da datori di lavoro qualificati in Australia e le nuove quote di mobilità aziendale legate al CETA nel Regno Unito. I funzionari affermano che un’API di prova con il portale federale di reclutamento degli Emirati Arabi Uniti sarà operativa entro dicembre, permettendo a saldatori e infermieri indiani verificati di essere abbinati direttamente a offerte di lavoro negli Emirati senza intermediari.
Perché è importante: le aziende indiane che gestiscono modelli di distacco o staffing per progetti all’estero potrebbero presto collocare lavoratori tramite canali governativi bilaterali che garantiscono status legale e copertura previdenziale portabile. Per le multinazionali, il programma promette un flusso più ampio di talenti certificati a livello internazionale che già rispettano le normative di licenza del paese ospitante, riducendo sia i rischi di conformità sia i costi di orientamento.
A livello operativo, il MSDE ha aperto sette Centri Internazionali Skill India (SIIC) a Bengaluru, Bhubaneswar, Guwahati, Hyderabad, Kanpur, Ludhiana e Varanasi. Questi centri offrono formazione linguistica specifica per paese, orientamento pre-partenza e certificazioni allineate agli standard occupazionali esteri, rispondendo così a una critica rivolta ai precedenti programmi di mobilità che si concentravano solo sui curricula nazionali. Sono già in corso i gruppi pilota per il Programma di Tirocinio Tecnico in Giappone e il Programma Indo-Tedesco Green Skills, con operatori sanitari e tecnici solari fotovoltaici come prime figure professionali certificate a livello internazionale.
La coordinazione politica si è chiaramente rafforzata. Il Ministero degli Affari Esteri (MEA) ora diffonde trimestralmente una lista consolidata delle professioni carenti che copre 25 mercati di destinazione prioritari sia al MSDE che ai governi statali. Gli stati sono incoraggiati ad allineare gli Istituti di Formazione Industriale e i politecnici a queste liste, in modo da integrare percorsi “formazione-migrazione” nei piani locali di sviluppo delle competenze, anziché considerarli un ripensamento.
Per i datori di lavoro, la novità più rilevante è la prospettiva di un unico sportello che colleghi il database del lavoro e-Shram dell’India con le piattaforme di domanda dei paesi di destinazione, come il programma regionale sponsorizzato da datori di lavoro qualificati in Australia e le nuove quote di mobilità aziendale legate al CETA nel Regno Unito. I funzionari affermano che un’API di prova con il portale federale di reclutamento degli Emirati Arabi Uniti sarà operativa entro dicembre, permettendo a saldatori e infermieri indiani verificati di essere abbinati direttamente a offerte di lavoro negli Emirati senza intermediari.
Perché è importante: le aziende indiane che gestiscono modelli di distacco o staffing per progetti all’estero potrebbero presto collocare lavoratori tramite canali governativi bilaterali che garantiscono status legale e copertura previdenziale portabile. Per le multinazionali, il programma promette un flusso più ampio di talenti certificati a livello internazionale che già rispettano le normative di licenza del paese ospitante, riducendo sia i rischi di conformità sia i costi di orientamento.
Fonte: Press Information Bureau
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