
La comunità imprenditoriale transfrontaliera canadese si è svegliata il 26 luglio con una nuova ondata di incertezza, dopo che i deputati dell’opposizione hanno chiesto una sessione d’emergenza della Commissione permanente per il commercio internazionale della Camera dei Comuni. In una lettera di 6 pagine diffusa alle 4 del mattino (ora orientale), il ministro ombra conservatore per le relazioni Canada-USA, Shuvaloy Majumdar, ha esortato il Primo Ministro Mark Carney a presentare una strategia negoziale scritta che tuteli esportatori, viaggiatori e lavoratori della catena di approvvigionamento dall’imminente tariffa del 50% che gli Stati Uniti intendono imporre entro 30 giorni.
La richiesta di Majumdar segue l’annuncio del 20 luglio del presidente USA Donald Trump, che ha minacciato di applicare tariffe ampie a meno che il Canada non elimini le storiche quote agricole e le restrizioni provinciali sulle bevande alcoliche. Questo scontro politico arriva a un solo giorno dall’attesa apertura del Ponte Internazionale Gordie Howe, un’infrastruttura da 6,4 miliardi di dollari canadesi pensata per velocizzare il transito di oltre 400 milioni di dollari canadesi di merci giornaliere lungo il corridoio Detroit-Windsor.
Le aziende che dipendono dal trasporto “just-in-time” temono una serie di misure di ritorsione che potrebbero rallentare i controlli sulle merci e aumentare i costi da un giorno all’altro. Gli esperti di diritto commerciale sottolineano l’importanza di un piano chiaro da parte del Canada. “Senza certezze, i vettori potrebbero deviare le spedizioni verso porti secondari, allungando i tempi di transito,” avverte Sophie Tremblay, avvocato doganale con base a Montréal.
Anche i produttori con forza lavoro integrata nordamericana sono preoccupati per la mobilità dei dipendenti; molti ingegneri e supervisori attraversano il confine settimanalmente grazie alle regole per i visitatori d’affari del CUSMA. Un conflitto tariffario anche di breve durata potrebbe spingere gli agenti dell’immigrazione USA a controllare con maggiore rigore i permessi di lavoro, aggiungono gli osservatori legali.
I gruppi imprenditoriali stanno sollecitando Ottawa a rafforzare le corsie privilegiate NEXUS e FAST per i viaggiatori fidati e ad accelerare il rilascio di permessi di lavoro temporanei per gli specialisti della catena di approvvigionamento che potrebbero dover spostare la produzione a nord del confine in caso di tariffe punitive. La Camera di Commercio canadese ha stimato in una nota notturna che una tariffa del 50% solo sulle automobili potrebbe mettere a rischio 90.000 posti di lavoro in Ontario.
Nel frattempo, l’Ufficio del Primo Ministro assicura di “valutare tutte le opzioni” e conferma l’impegno ad aprire il nuovo ponte il 27 luglio. Per i responsabili della mobilità aziendale le prossime due settimane saranno decisive. Si consiglia ai datori di lavoro di individuare porti di ingresso alternativi, informare il personale in viaggio su possibili controlli secondari e assicurarsi che qualsiasi merce trasportata a mano oltre il confine sia accompagnata da fatture commerciali complete.
Se il Parlamento si riunirà questa settimana, i dirigenti dovranno seguire attentamente le audizioni: potrebbero indicare se la fluidità al confine sta per restringersi o se si riuscirà a trovare un accordo prima che le tariffe entrino in vigore.
La richiesta di Majumdar segue l’annuncio del 20 luglio del presidente USA Donald Trump, che ha minacciato di applicare tariffe ampie a meno che il Canada non elimini le storiche quote agricole e le restrizioni provinciali sulle bevande alcoliche. Questo scontro politico arriva a un solo giorno dall’attesa apertura del Ponte Internazionale Gordie Howe, un’infrastruttura da 6,4 miliardi di dollari canadesi pensata per velocizzare il transito di oltre 400 milioni di dollari canadesi di merci giornaliere lungo il corridoio Detroit-Windsor.
Le aziende che dipendono dal trasporto “just-in-time” temono una serie di misure di ritorsione che potrebbero rallentare i controlli sulle merci e aumentare i costi da un giorno all’altro. Gli esperti di diritto commerciale sottolineano l’importanza di un piano chiaro da parte del Canada. “Senza certezze, i vettori potrebbero deviare le spedizioni verso porti secondari, allungando i tempi di transito,” avverte Sophie Tremblay, avvocato doganale con base a Montréal.
Anche i produttori con forza lavoro integrata nordamericana sono preoccupati per la mobilità dei dipendenti; molti ingegneri e supervisori attraversano il confine settimanalmente grazie alle regole per i visitatori d’affari del CUSMA. Un conflitto tariffario anche di breve durata potrebbe spingere gli agenti dell’immigrazione USA a controllare con maggiore rigore i permessi di lavoro, aggiungono gli osservatori legali.
I gruppi imprenditoriali stanno sollecitando Ottawa a rafforzare le corsie privilegiate NEXUS e FAST per i viaggiatori fidati e ad accelerare il rilascio di permessi di lavoro temporanei per gli specialisti della catena di approvvigionamento che potrebbero dover spostare la produzione a nord del confine in caso di tariffe punitive. La Camera di Commercio canadese ha stimato in una nota notturna che una tariffa del 50% solo sulle automobili potrebbe mettere a rischio 90.000 posti di lavoro in Ontario.
Nel frattempo, l’Ufficio del Primo Ministro assicura di “valutare tutte le opzioni” e conferma l’impegno ad aprire il nuovo ponte il 27 luglio. Per i responsabili della mobilità aziendale le prossime due settimane saranno decisive. Si consiglia ai datori di lavoro di individuare porti di ingresso alternativi, informare il personale in viaggio su possibili controlli secondari e assicurarsi che qualsiasi merce trasportata a mano oltre il confine sia accompagnata da fatture commerciali complete.
Se il Parlamento si riunirà questa settimana, i dirigenti dovranno seguire attentamente le audizioni: potrebbero indicare se la fluidità al confine sta per restringersi o se si riuscirà a trovare un accordo prima che le tariffe entrino in vigore.
Fonte: CityNews / Canadian Press
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