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Il Senato italiano apre il dibattito sul Decreto-Legge 100/2026 che collega le riforme della giustizia all'attuazione del Patto UE sulle migrazioni

lug 29, 2026
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Il Senato italiano apre il dibattito sul Decreto-Legge 100/2026 che collega le riforme della giustizia all'attuazione del Patto UE sulle migrazioni
Nel pomeriggio del 28 luglio 2026, il Senato italiano (XIX legislatura) ha ufficialmente aperto il dibattito generale sul Decreto-Legge 100/2026, il provvedimento omnibus del governo che unisce urgenti riforme della giustizia ai primi passi di recepimento interno del “Patto su Migrazione e Asilo” dell’UE, adottato nel maggio 2024. Il disegno di legge, stampato come DDL 1939, deve essere convertito in legge entro il 12 agosto, pena la sua decadenza, mettendo il governo sotto forte pressione temporale. Sono già stati presentati circa 580 emendamenti, costringendo l’aula a prolungare le sedute anche nel weekend.

Per i manager della mobilità internazionale, i capitoli sulla migrazione (Titolo II) sono i più rilevanti. Vengono introdotte procedure di frontiera accelerate per i richiedenti provenienti da Paesi con bassi tassi di riconoscimento dell’asilo, si estende il periodo massimo di detenzione nei centri di rimpatrio ‘CPR’ da 135 a 240 giorni, e si delega l’esecutivo a emanare una piattaforma digitale integrata per la gestione dei casi, condivisa tra polizia, prefetture e tribunali. La piattaforma sarà allineata alle nuove normative UE su screening e Eurodac, riducendo la duplicazione documentale per i trasferimenti tra Italia e altri Stati Schengen.

I consulenti aziendali per l’immigrazione dovrebbero notare due novità positive che hanno superato l’esame delle commissioni:
• Un nuovo articolo 32-bis che consente ai datori di lavoro titolari di certificati di sicurezza sociale A1 di distaccare personale non UE fino a 90 giorni per semestre senza incidere sulle quote regionali, a condizione che i lavoratori siano in possesso di Blue Card UE o permessi ICT italiani equivalenti;
• Un emendamento che riduce da 60 a 30 giorni il termine per le prefetture per convalidare le autorizzazioni al lavoro rilasciate all’estero ai sensi dell’art. 27-quinquies (trasferimenti intra-aziendali altamente qualificati).

L’opposizione, guidata da Partito Democratico e Movimento 5 Stelle, contesta che il testo sacrifica le garanzie per i richiedenti vulnerabili in nome della velocità amministrativa. Le ONG avvertono che l’aumento del limite di detenzione potrebbe aggravare la già critica situazione di sovraffollamento nei CPR di Trapani, Bari e Milano, aumentando i rischi di non conformità alle norme UE sulle condizioni di accoglienza. Le federazioni imprenditoriali, invece, accolgono con favore le semplificazioni su distacchi e ICT, sottolineando che aiuteranno le multinazionali a rispettare le scadenze serrate legate al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).

Prossimi passi: i relatori risponderanno al dibattito in aula il 29 luglio, seguiti dal voto di chiusura previsto per il 31 luglio. Il decreto passerà quindi alla Camera dei Deputati, dove sono attese solo modifiche tecniche, vista la scadenza per la conversione. Gli stakeholder della mobilità dovranno monitorare il testo finale, poiché emendamenti dell’ultimo minuto potrebbero ancora modificare le norme sull’esenzione dalle quote o introdurre nuovi requisiti documentali per i lavoratori distaccati.
Fonte: Senato della Repubblica – Resoconto stenografico seduta 442

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