
L'enclave nordafricana spagnola di Ceuta ha registrato un afflusso senza precedenti di circa 60.000 migranti irregolari provenienti dal Marocco questa settimana. Nel giro di poche ore, la premier italiana Giorgia Meloni ha esortato i partner dell'UE a invocare una sospensione d'emergenza della partecipazione della Spagna all'area Schengen senza controlli ai confini. Pur non avendo confini terrestri con la Spagna, Roma ha giustificato la misura come necessaria per proteggere le frontiere esterne dell'Unione, annunciando controlli a campione sui passeggeri in arrivo dagli aeroporti e porti spagnoli.
A Helsinki, la ministra dell'Interno Mari Rantanen è stata la prima a sostenere pubblicamente la richiesta di Meloni. Venerdì mattina, parlando con i giornalisti, Rantanen ha dichiarato che «l'integrità di Schengen dipende dall'adempimento degli obblighi di gestione delle frontiere da parte di ogni Stato membro; se uno Stato fallisce, la sospensione temporanea deve essere presa in considerazione». Successivamente, anche il governo danese ha rilasciato una dichiarazione simile, lasciando Finlandia, Danimarca e Italia come le uniche capitali a sostenere apertamente l'idea.
Gli esperti legali, incluso l'ex alto rappresentante per la politica estera dell'UE Josep Borrell, hanno subito sottolineato che nessuno Stato membro può espellere unilateralmente un altro da Schengen. Qualsiasi sospensione formale richiederebbe una decisione unanime del Consiglio ai sensi dell'articolo 29 del Codice delle frontiere Schengen, un meccanismo mai utilizzato finora. La Commissione Europea ha ribadito questo punto durante una conferenza stampa a mezzogiorno, invitando invece a un rafforzamento del supporto di Frontex alle autorità spagnole. La presidente Ursula von der Leyen ha scritto su X (ex Twitter) che «i passaggi pericolosi devono cessare, ma devono prevalere la solidarietà e il diritto UE».
Per le imprese finlandesi, la linea dura di Rantanen riflette una crescente pressione interna per limitare i movimenti secondari dei richiedenti asilo che entrano via Spagna: la Finlandia ha ricevuto poco più di 2.300 arrivi irregolari nel 2025, ma il dibattito politico si è intensificato da quando il confine con la Russia è stato chiuso alla fine del 2023. Tuttavia, compagnie aeree e operatori logistici temono che una sospensione possa compromettere la stagione turistica di punta, imponendo controlli aggiuntivi sui documenti ai cittadini UE a Helsinki, Málaga e altrove, complicando inoltre le spedizioni di merci attraverso i porti spagnoli.
Anche senza una sospensione di Schengen, la Finlandia potrebbe introdurre controlli prolungati sui passeggeri in arrivo dalla Spagna, come già fatto da Francia e Germania su altre rotte dal 2015. Ai datori di lavoro che inviano personale in Spagna si consiglia quindi di prevedere tempi di viaggio più lunghi e di portare con sé la documentazione relativa al distacco intra-UE. Gli esperti di immigrazione avvertono inoltre che una sospensione formale di Schengen — seppur improbabile — annullerebbe automaticamente la regola dei 90 giorni senza visto tra Finlandia e Spagna, obbligando i lavoratori in trasferta a richiedere visti nazionali.
Le multinazionali con sedi nordiche seguono con attenzione il Consiglio straordinario Giustizia e Affari Interni di oggi, durante il quale la Spagna informerà i ministri e la Finlandia premerà per un piano di emergenza a livello UE.
A Helsinki, la ministra dell'Interno Mari Rantanen è stata la prima a sostenere pubblicamente la richiesta di Meloni. Venerdì mattina, parlando con i giornalisti, Rantanen ha dichiarato che «l'integrità di Schengen dipende dall'adempimento degli obblighi di gestione delle frontiere da parte di ogni Stato membro; se uno Stato fallisce, la sospensione temporanea deve essere presa in considerazione». Successivamente, anche il governo danese ha rilasciato una dichiarazione simile, lasciando Finlandia, Danimarca e Italia come le uniche capitali a sostenere apertamente l'idea.
Gli esperti legali, incluso l'ex alto rappresentante per la politica estera dell'UE Josep Borrell, hanno subito sottolineato che nessuno Stato membro può espellere unilateralmente un altro da Schengen. Qualsiasi sospensione formale richiederebbe una decisione unanime del Consiglio ai sensi dell'articolo 29 del Codice delle frontiere Schengen, un meccanismo mai utilizzato finora. La Commissione Europea ha ribadito questo punto durante una conferenza stampa a mezzogiorno, invitando invece a un rafforzamento del supporto di Frontex alle autorità spagnole. La presidente Ursula von der Leyen ha scritto su X (ex Twitter) che «i passaggi pericolosi devono cessare, ma devono prevalere la solidarietà e il diritto UE».
Per le imprese finlandesi, la linea dura di Rantanen riflette una crescente pressione interna per limitare i movimenti secondari dei richiedenti asilo che entrano via Spagna: la Finlandia ha ricevuto poco più di 2.300 arrivi irregolari nel 2025, ma il dibattito politico si è intensificato da quando il confine con la Russia è stato chiuso alla fine del 2023. Tuttavia, compagnie aeree e operatori logistici temono che una sospensione possa compromettere la stagione turistica di punta, imponendo controlli aggiuntivi sui documenti ai cittadini UE a Helsinki, Málaga e altrove, complicando inoltre le spedizioni di merci attraverso i porti spagnoli.
Anche senza una sospensione di Schengen, la Finlandia potrebbe introdurre controlli prolungati sui passeggeri in arrivo dalla Spagna, come già fatto da Francia e Germania su altre rotte dal 2015. Ai datori di lavoro che inviano personale in Spagna si consiglia quindi di prevedere tempi di viaggio più lunghi e di portare con sé la documentazione relativa al distacco intra-UE. Gli esperti di immigrazione avvertono inoltre che una sospensione formale di Schengen — seppur improbabile — annullerebbe automaticamente la regola dei 90 giorni senza visto tra Finlandia e Spagna, obbligando i lavoratori in trasferta a richiedere visti nazionali.
Le multinazionali con sedi nordiche seguono con attenzione il Consiglio straordinario Giustizia e Affari Interni di oggi, durante il quale la Spagna informerà i ministri e la Finlandia premerà per un piano di emergenza a livello UE.
Fonte: Cadena SER
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