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I colloqui sulla mobilità tra Canada e UE suggeriscono futuri diritti di lavoro senza visto, ma ancora nessun accordo raggiunto

set 18, 2026
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I colloqui sulla mobilità tra Canada e UE suggeriscono futuri diritti di lavoro senza visto, ma ancora nessun accordo raggiunto
Il viaggio del Primo Ministro Mark Carney in Europa a metà settembre ha riacceso le speculazioni su un possibile accordo di mobilità tra Canada e UE. Parlando a Strasburgo il 16 settembre, la Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen ha proposto che il Canada diventi il primo "membro associato" dell’UE, un’intesa che potrebbe ampliare i diritti di residenza e lavoro in tutto il blocco. I funzionari canadesi hanno confermato le discussioni, sottolineando però che le trattative sono ancora in fase esplorativa. Secondo alcune fonti, Ottawa sta valutando modelli che vadano oltre l’Accordo Economico e Commerciale Globale (CETA), permettendo ai professionisti canadesi di lavorare negli Stati membri dell’UE senza i tradizionali permessi di lavoro. Accordi associati simili esistono già tra l’UE e diversi Paesi vicini, offrendo vari livelli di libertà di mobilità lavorativa. Per le imprese, questa prospettiva significa una gestione più snella del personale su progetti transatlantici, regole semplificate per i team di gara e assegnazioni a breve termine più agevoli, aspetti cruciali per settori che vanno dalle tecnologie pulite alla produzione per la difesa. Tuttavia, fino a un accordo definitivo, restano in vigore le normative nazionali sull’immigrazione: i cittadini canadesi devono ancora ottenere le autorizzazioni locali per la maggior parte delle attività retribuite superiori a 90 giorni. I responsabili della mobilità dovrebbero monitorare gli avvisi di Global Affairs Canada e iniziare a mappare le destinazioni UE più frequentate per identificare quali schemi nazionali — trasferimenti intra-aziendali, Blue Card, esenzioni per fornitori di servizi — potrebbero essere sostituiti. È inoltre importante mettere in guardia i dipendenti dal presumere diritti di lavoro automatici: titoli fuorvianti potrebbero portare a incarichi non conformi e a possibili divieti di ingresso nell’area Schengen. I negoziatori non hanno fornito tempistiche, ma si attendono aggiornamenti al Vertice Canada-UE previsto per marzo 2027. Nel frattempo, le aziende dovrebbero continuare a prevedere nel budget spese per consulenze legali locali e permessi, tenendo conto del potenziale vantaggio strategico di un futuro corridoio di mobilità.
Fonte: Canada Immigration News

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