
Il percorso per ottenere la cittadinanza in Irlanda sta per diventare più impegnativo: il Ministro della Giustizia Jim O’Callaghan ha già ottenuto l’approvazione del Consiglio dei Ministri per una legge che aumenterà il requisito di residenza da cinque a otto anni, introdurrà un test di lingua inglese o irlandese e aggiungerà una dichiarazione sui valori. Tuttavia, parlando con i giornalisti a New York la scorsa notte, il Taoiseach Micheál Martin ha indicato che chi vive e lavora legalmente nel Paese secondo la regola attuale dei cinque anni difficilmente sarà “penalizzato retroattivamente”. Martin ha riconosciuto che molti professionisti extra-UE sono arrivati in Irlanda con permessi di lavoro presentati esplicitamente come una “via verso la cittadinanza dopo cinque anni”. Ha aggiunto che il Governo sta valutando misure transitorie per permettere a chi ha “giocato secondo le regole” di naturalizzarsi entro i tempi previsti inizialmente. Gruppi imprenditoriali, l’Immigrant Council of Ireland e la Camera di Commercio Americana hanno avvertito che modificare le regole potrebbe danneggiare la reputazione dell’Irlanda nell’attrarre talenti e compromettere la competitività di settori strategici come le scienze della vita e la tecnologia, che dipendono da competenze globali. Il disegno di legge in arrivo viene redatto in un contesto di aumento vertiginoso delle richieste di asilo e di acceso dibattito politico sull’immigrazione. O’Callaghan sostiene che periodi di qualificazione più lunghi scoraggeranno il “turismo della cittadinanza” da parte di richiedenti protezione respinti i cui casi restano aperti per anni. I critici replicano che le riforme confondono due ambiti distinti — protezione internazionale e migrazione qualificata — e rischiano di spingere lavoratori altamente qualificati verso Paesi concorrenti come Paesi Bassi o Portogallo. I consulenti HR consigliano alle aziende di prepararsi fin da ora: i dipendenti stranieri che raggiungeranno i cinque anni di residenza prima dell’entrata in vigore della nuova legge dovrebbero presentare la domanda di cittadinanza il prima possibile. Chi invece si troverà nella “zona grigia” potrebbe aver bisogno di consulenza legale sull’immigrazione per permessi ponte o aggiornamenti al “permesso stamp 4”. Anche i datori di lavoro sono invitati ad aggiornare i materiali di reclutamento affinché le promesse sui percorsi verso la cittadinanza restino accurate una volta che la legge sarà pubblicata nelle prossime settimane.
Fonte: The Journal
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