
Nuovi dati dell'Ufficio Federale di Statistica, evidenziati da Handelsblatt il 28 settembre, mostrano che i lavoratori con background migratorio colmano le lacune critiche nel mercato del lavoro dei servizi in Germania. Nel 2025, il 56% degli chef, il 55% del personale della lavorazione alimentare, il 47% degli autisti di autobus e tram e il 47% dei camerieri avevano almeno un genitore nato all'estero, rispetto al 27% del mercato del lavoro complessivo. Nel settore del trasporto merci a lunga distanza la quota era del 41%, mentre un terzo degli operatori nel settore assistenziale proveniva da famiglie immigrate.
Questi dati arrivano mentre il governo di coalizione avvia la seconda fase della riforma della Legge sull'Immigrazione Qualificata, che dal 1° ottobre abbasserà le soglie salariali per la Blue Card UE e introdurrà una “carta delle opportunità” basata su un sistema a punti per i cercatori di lavoro. I datori di lavoro nei settori della ristorazione e della logistica hanno fatto pressione per facilitare le assunzioni, dopo che le posizioni vacanti non coperte hanno raggiunto livelli record durante le vacanze estive.
L’analisi di Handelsblatt mette in luce due fattori chiave per l’integrazione lavorativa di successo: la padronanza della lingua e il riconoscimento delle qualifiche straniere. Ricerche dell’Agenzia Federale per l’Impiego dimostrano che i migranti che raggiungono almeno il livello B1 di tedesco entro due anni hanno il doppio delle probabilità di rimanere nel proprio settore professionale. Al contrario, le lente verifiche burocratiche delle credenziali continuano a scoraggiare le imprese artigiane dall’assumere dall’estero.
Per i team di mobilità aziendale, questi risultati rafforzano l’importanza di investire in corsi di lingua all’arrivo e in procedure accelerate di riconoscimento delle qualifiche. Le multinazionali che inviano personale in Germania dovrebbero considerare che alcune professioni in carenza, come chef, operatori assistenziali e autisti professionisti, beneficiano ora di una procedura accelerata per il visto di lavoro secondo le nuove normative.
Guardando al futuro, i demografi prevedono che la Germania avrà bisogno di un’immigrazione netta di circa 400.000 lavoratori all’anno per stabilizzare la forza lavoro con il pensionamento dei baby boomer. La Bundesagentur für Arbeit ha già stanziato fondi per missioni di reclutamento settoriali in India, Filippine e America Latina. Le aziende che allineano i propri canali di talenti a queste iniziative potrebbero ottenere accesso prioritario a pool di candidati e appuntamenti per i visti.
Questi dati arrivano mentre il governo di coalizione avvia la seconda fase della riforma della Legge sull'Immigrazione Qualificata, che dal 1° ottobre abbasserà le soglie salariali per la Blue Card UE e introdurrà una “carta delle opportunità” basata su un sistema a punti per i cercatori di lavoro. I datori di lavoro nei settori della ristorazione e della logistica hanno fatto pressione per facilitare le assunzioni, dopo che le posizioni vacanti non coperte hanno raggiunto livelli record durante le vacanze estive.
L’analisi di Handelsblatt mette in luce due fattori chiave per l’integrazione lavorativa di successo: la padronanza della lingua e il riconoscimento delle qualifiche straniere. Ricerche dell’Agenzia Federale per l’Impiego dimostrano che i migranti che raggiungono almeno il livello B1 di tedesco entro due anni hanno il doppio delle probabilità di rimanere nel proprio settore professionale. Al contrario, le lente verifiche burocratiche delle credenziali continuano a scoraggiare le imprese artigiane dall’assumere dall’estero.
Per i team di mobilità aziendale, questi risultati rafforzano l’importanza di investire in corsi di lingua all’arrivo e in procedure accelerate di riconoscimento delle qualifiche. Le multinazionali che inviano personale in Germania dovrebbero considerare che alcune professioni in carenza, come chef, operatori assistenziali e autisti professionisti, beneficiano ora di una procedura accelerata per il visto di lavoro secondo le nuove normative.
Guardando al futuro, i demografi prevedono che la Germania avrà bisogno di un’immigrazione netta di circa 400.000 lavoratori all’anno per stabilizzare la forza lavoro con il pensionamento dei baby boomer. La Bundesagentur für Arbeit ha già stanziato fondi per missioni di reclutamento settoriali in India, Filippine e America Latina. Le aziende che allineano i propri canali di talenti a queste iniziative potrebbero ottenere accesso prioritario a pool di candidati e appuntamenti per i visti.
Fonte: Handelsblatt
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