
Il governo dello stato tedesco della Sassonia ha firmato un Memorandum d’Intesa (MoU) con l’Egitto volto a semplificare il reclutamento di professionisti egiziani per le aziende sassoni. L’accordo è stato siglato a Berlino il 29 settembre 2026 dall’inviato federale della Sassonia, Oliver Franke, e dal Vice Ministro degli Esteri egiziano, Ehab Badawy, alla presenza del Ministro dell’Economia e del Lavoro sassone, Martin Panter (SPD).
Secondo il patto, un gruppo di lavoro congiunto svilupperà procedure accelerate per visti e riconoscimento delle qualifiche per ingegneri, specialisti IT, infermieri e artigiani egiziani. Le parti avvieranno corsi di lingua al Cairo e ad Alessandria, seguiti da valutazioni delle competenze pre-partenza in linea con gli standard professionali tedeschi. I candidati idonei riceveranno una lettera elettronica di pre-approvazione che, presentata all’ambasciata tedesca, dovrebbe ridurre i tempi di rilascio dei permessi di soggiorno §18a/b da 12 a soli 4 settimane.
La Sassonia, la cui forza lavoro è destinata a diminuire fino a 15.000 unità all’anno nel prossimo decennio, sta attivamente cercando talenti da paesi extra-UE. Il nuovo MoU si basa sulla riforma tedesca del 2024 sulla migrazione qualificata, che ha abbassato le soglie salariali e introdotto un sistema a punti con la “Opportunity Card”. Per l’Egitto, dove la disoccupazione giovanile si attesta intorno al 25%, l’accordo rappresenta un percorso legale verso l’Europa e la possibilità di trasferimento tecnologico al ritorno dei migranti.
Gruppi imprenditoriali come Silicon Saxony e la Camera degli Artigiani di Dresda hanno accolto con favore l’intesa, definendola un modello replicabile per altri Länder. Tuttavia, i sindacati hanno avvertito che il reclutamento deve essere accompagnato da garanzie salariali e supporto all’integrazione per evitare tensioni sociali. Panter ha annunciato che una delegazione sassone si recherà al Cairo a novembre per firmare accordi settoriali di attuazione e aprire un centro informativo statale per i candidati.
Per i team di mobilità aziendale, il patto rappresenta un’accelerazione potenziale nelle procedure di rilascio dei permessi di lavoro e un ampliamento del bacino di talenti in professioni ad alta domanda. Le aziende interessate a partecipare al programma dovranno preparare contratti di lavoro in tedesco, organizzare la valutazione delle qualifiche e prevedere un budget per i corsi di integrazione, che resteranno obbligatori dopo l’arrivo.
Secondo il patto, un gruppo di lavoro congiunto svilupperà procedure accelerate per visti e riconoscimento delle qualifiche per ingegneri, specialisti IT, infermieri e artigiani egiziani. Le parti avvieranno corsi di lingua al Cairo e ad Alessandria, seguiti da valutazioni delle competenze pre-partenza in linea con gli standard professionali tedeschi. I candidati idonei riceveranno una lettera elettronica di pre-approvazione che, presentata all’ambasciata tedesca, dovrebbe ridurre i tempi di rilascio dei permessi di soggiorno §18a/b da 12 a soli 4 settimane.
La Sassonia, la cui forza lavoro è destinata a diminuire fino a 15.000 unità all’anno nel prossimo decennio, sta attivamente cercando talenti da paesi extra-UE. Il nuovo MoU si basa sulla riforma tedesca del 2024 sulla migrazione qualificata, che ha abbassato le soglie salariali e introdotto un sistema a punti con la “Opportunity Card”. Per l’Egitto, dove la disoccupazione giovanile si attesta intorno al 25%, l’accordo rappresenta un percorso legale verso l’Europa e la possibilità di trasferimento tecnologico al ritorno dei migranti.
Gruppi imprenditoriali come Silicon Saxony e la Camera degli Artigiani di Dresda hanno accolto con favore l’intesa, definendola un modello replicabile per altri Länder. Tuttavia, i sindacati hanno avvertito che il reclutamento deve essere accompagnato da garanzie salariali e supporto all’integrazione per evitare tensioni sociali. Panter ha annunciato che una delegazione sassone si recherà al Cairo a novembre per firmare accordi settoriali di attuazione e aprire un centro informativo statale per i candidati.
Per i team di mobilità aziendale, il patto rappresenta un’accelerazione potenziale nelle procedure di rilascio dei permessi di lavoro e un ampliamento del bacino di talenti in professioni ad alta domanda. Le aziende interessate a partecipare al programma dovranno preparare contratti di lavoro in tedesco, organizzare la valutazione delle qualifiche e prevedere un budget per i corsi di integrazione, che resteranno obbligatori dopo l’arrivo.
Fonte: Deutschlandfunk
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